Il presidente dell’Argentina Javier Milei ha rivisto la propria agenda e ha deciso di accorciare il prossimo viaggio in Europa, che sarebbe dovuto durare una decina di giorni. Il capo di Stato sudamericano non andrà né in Svizzera per il summit sulla pace in Ucraina né in Francia in visita ufficiale; la partecipazione al G7 in Puglia, che in un primo momento era saltata, è stata invece successivamente confermata.
Milei farà dunque avanti e indietro tra Argentina ed Europa. Verrà in Italia per il vertice dei 7 grandi, previsto in Puglia dal 13 al 15 giugno. Tornerà in patria per poi ripartire alla volta di Spagna e Germania. Nel paese iberico ritirerà il premio del centro studi liberale Instituto Juan de Mariana “per la sua difesa esemplare dell’idea di libertà”.
Nella tappa tedesca riceverà ad Amburgo la medaglia Friedrich von Hayek, dedicata alla memoria dell’economista liberista austriaco, prima di incontrare a Berlino Olaf Scholz (che della città anseatica è stato sindaco).
Salterà invece il summit per la pace in Ucraina, che si terrà in Svizzera il 15-16 giugno; e l’incontro bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron, previsto durante la visita di Stato a Parigi che era in programma il 19 giugno.
Il motivo ufficiale è la volontà di essere in patria per due importanti feste nazionali: la Giornata della libertà latinoamericana, il 17 giugno, e la Giornata della Bandiera, il 20 giugno.
Il cambio di programma è arrivato però in un momento politicamente difficile per il presidente: prima le dimissioni del capo di gabinetto, poi una durissima sconfitta parlamentare del blocco governativo (che non ha la maggioranza) sul tema delle pensioni, mentre cresce lo scandalo legato alla malagestione degli aiuti alimentari alle fasce più deboli.
La ministra del Capitale Umano Sandra Pettovello per mesi ha tenuto cinque milioni di chilogrammi di alimenti in magazzino pur di non farli distribuire a ong e associazioni sgradite al governo, salvo chiedere all’Esercito di distribuirli in fretta e furia quando ci si è resi conto che stavano per scadere.
Confermando la propria partecipazione al vertice del G7, al quale è stato invitato personalmente della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni (l’Argentina non fa parte del gruppo), Milei potrà interagire con i leader di alcune delle prime economie al mondo e rivedere il suo connazionale più importante: Papa Francesco, che parteciperà a una sessione dedicata all’intelligenza artificiale.
Al vertice in Puglia è invitato anche il presidente brasiliano Lula, in qualità di presidente di turno del G20. Potrebbe essere l’occasione per un incontro bilaterale tra i capi di Stato dei due Paesi sudamericani più importanti, geograficamente vicini ma oggi ideologicamente agli antipodi.
In Svizzera l’assenza più importante non sarà quella di Milei: non ci saranno il cinese Xi Jinping, il saudita Mohammed bin Salman e lo stesso Lula (per gli Stati Uniti ci sarà la vicepresidente Kamala Harris). La partecipazione al summit per la pace in Ucraina avrebbe però rafforzato le credenziali filo-occidentali del leader argentino, che sono forti sotto il profilo economico (le sue ricette ultraliberiste vanno bene a Fmi e al mondo di Davos) ma più deboli sotto quello politico, a causa dei suoi ripetuti attacchi alla democrazia e all’equilibrio dei poteri.
Il rinvio della visita in Francia e dell’incontro con Macron implica che il versante più istituzionale dei viaggi – a livello bilaterale – sarà coperto esclusivamente dal vertice con il cancelliere socialdemocratico Scholz a Berlino.
Dopo gli incontri con Donald Trump, Vitkor Orbán, Jair Messias Bolsonaro e Santiago Abascal del partito spagnolo Vox, per Milei sarà l’occasione di dimostrare che è in grado di intendersi anche con leader non sovranisti.