✕

Il figlio di Biden a processo: “Fumava crack ogni venti minuti”. Trump solidale: “Conosco le dipendenze, mio fratello morto per l’alcolismo”

(reuters)
In Aula il drammatico racconto di due donne e della ex moglie di Hunter: “Quando prendeva la droga diventava un’altra persona, si arrabbiava facilmente”. Rischia fino a 25 anni di carcere
2 minuti di lettura

New York - Hunter Biden era così dipendente dalla droga da fumare il crack ogni venti minuti e non si faceva scrupoli a lasciare tutto sul tavolo, o in macchina, nonostante in giro ci fossero le figlie. Al terzo giorno del processo in corso a Wilmington, nel Delaware, il figlio del presidente degli Stati Uniti emerge per quello che la Casa Bianca temeva e i Repubblicani speravano di vedere: uno sbandato, strafatto, uno che neanche cercava di dissimulare la sua dipendenza dalla droga e dall’alcol. Lasciava le pipe per il crack ovunque. Due donne, l’ex moglie e una ex fidanzata, hanno descritto in modo drammatico la sua dipendenza.

Ai giurati è stata mostrata una foto durante la testimonianza di Zoe Kestan, spogliarellista di un night club di New York che si era messa nel 2017 con Biden. “È una pipa da crack usata”, ha confermato lei, indicando la foto apparsa sullo schermo che mostrava un oggetto sul lavandino del bagno. In un’altra immagine Hunter stringe la pipa da crack mentre è st…

New York - Hunter Biden era così dipendente dalla droga da fumare il crack ogni venti minuti e non si faceva scrupoli a lasciare tutto sul tavolo, o in macchina, nonostante in giro ci fossero le figlie. Al terzo giorno del processo in corso a Wilmington, nel Delaware, il figlio del presidente degli Stati Uniti emerge per quello che la Casa Bianca temeva e i Repubblicani speravano di vedere: uno sbandato, strafatto, uno che neanche cercava di dissimulare la sua dipendenza dalla droga e dall’alcol. Lasciava le pipe per il crack ovunque. Due donne, l’ex moglie e una ex fidanzata, hanno descritto in modo drammatico la sua dipendenza.

Ai giurati è stata mostrata una foto durante la testimonianza di Zoe Kestan, spogliarellista di un night club di New York che si era messa nel 2017 con Biden. “È una pipa da crack usata”, ha confermato lei, indicando la foto apparsa sullo schermo che mostrava un oggetto sul lavandino del bagno. In un’altra immagine Hunter stringe la pipa da crack mentre è steso nella vasca da bagno. “Era così affascinante e gentile - ha raccontato la sua ex - all’epoca sentivo molto per lui”.

Kestan ha confessato di aver comprato lei la droga, ha raccontato di aver portato a casa uno spacciatore di nome Frankie al Four Season di New York, per farlo incontrare con lui, e di aver prelevato contanti sul conto dello stesso Hunter per acquistare il crack. La spogliarellista e Biden Jr erano rimasti insieme per alcuni mesi, erano andati in California nella primavera del 2018. “E lui continuava a fumare il crack”, ha ricordato Kestan.

(reuters)

Joe Biden, in missione in Europa, finora non ha messo bocca nel processo, non ha attaccato il giudice o i procuratori, come avrebbe fatto quasi certamente al suo posto Donald Trump, ma ha difeso il figlio come padre, dicendo di “essere orgoglioso” per ciò che Hunter “è adesso”, cioè uno uscito dalla dipendenza. Ma ogni udienza di questo processo che dovrebbe durare circa due settimane sarà una coltellata per Biden e un punto vulnerabile per la sua campagna elettorale.

La terza udienza lo è stata. Anche la testimonianza dell’ex moglie di Hunter, Kathleen Buhle, è stata drammatica. Quando la donna, con cui Hunter è rimasto sposato per vent’anni e ha avuto tre figlie, è entrata in aula è calato il silenzio. Buhle ha raccontato di aver scoperto che il marito si drogava il 3 luglio del 2015, quando aveva trovato la pipa per fumare il crack.

“Quando prendeva la droga - ha aggiunto - diventava un’altra persona, si arrabbiava facilmente”. L’ex moglie ha detto di aver trovato altre tracce di stupefacenti più di una volta negli anni successivi. Secondo i procuratori, gli episodi erano avvenuti anche nel 2018 e quando Hunter, era ottobre, aveva acquistato una pistola: nel modulo diretto all’Fbi, alla domanda se avesse avuto dipendenze dagli stupefacenti, Biden Jr aveva risposto di no. E lo stesso aveva detto al negoziante che gli aveva venduto la pistola. L’arma era stata tenuta per undici giorni.

Per questi tre reati, Hunter è sotto processo e rischia fino a un massimo di venticinque anni di carcere. I suoi avvocati sostengono che quando lui acquistò la pistola era già in cura per disintossicarsi e dunque, quando rispose al questionario dell’Fbi, tecnicamente avrebbe affermato il vero. Ma l’accusa non la pensa così: il consumo di droga, sostengono, non finì pochi mesi primi. I procuratori sono convinti di dimostrare che il figlio del futuro presidente mentì, sapendo di infrangere la legge.

Del caso ha parlato anche l’ex presidente e oggi sfidante di Biden nella corsa alla Casa Bianca, Donald Trump: "Conosco le dipendenze, avevo un fratello maggiore alcolizzato che ha sofferto tantissimo", ha detto. "Io non ho mai bevuto in vita mia, se non bevi mai non avrai un problema. Capisco la famiglia per quanto riguarda le dipendenze, non solo ho perso un fratello ma anche tanti amici". Per il tycoon la soluzione sono “pene più severe contro i trafficanti di droga, fino alla pena di morte".

Leggi i commenti