Il D-Day di Macron tra i reduci del ‘44: “Pronti al sacrificio oggi come allora”
dalla nostra corrispondente Anais Ginori e dal nostro inviato Paolo MastrolilliEmmanuel Macron e Achille Muller, l'ultimo sopravvissuto dei paracadutisti francesi che parteciparono allo sbarco in Normandia - EPA/BENOIT TESSIER / POOL MAXPPP OUT
PARIGI — Emmanuel Macron elogia lo «spirito di sacrificio» dei liberatori della Francia, dando il via a tre giorni di cerimonie per l’ottantesimo anniversario del D-Day, che riunisce i principali leader occidentali in un momento in cui la guerra torna a colpire l’Europa.
Il leader francese ha cominciato ieri le celebrazioni, con una prima tappa in Bretagna, in una delle zone dei resistenti francesi che fornirono appoggio logistico e informazioni e dove arrivarono i primi paracadutisti della Francia libera delle Sas, le forze speciali britanniche, che nella notte tra il 5 e il 6 giugno lanciarono l’operazione Overlord per aprire un nuovo fronte contro Adolf Hitler.
«So che il nostro Paese ha una gioventù audace e valorosa, pronta allo stesso spirito di sacrificio dei suoi anziani», ha detto il capo di Stato parlando con alcuni veterani. E le sue parole sono suonate …
PARIGI — Emmanuel Macron elogia lo «spirito di sacrificio» dei liberatori della Francia, dando il via a tre giorni di cerimonie per l’ottantesimo anniversario del D-Day, che riunisce i principali leader occidentali in un momento in cui la guerra torna a colpire l’Europa.
Il leader francese ha cominciato ieri le celebrazioni, con una prima tappa in Bretagna, in una delle zone dei resistenti francesi che fornirono appoggio logistico e informazioni e dove arrivarono i primi paracadutisti della Francia libera delle Sas, le forze speciali britanniche, che nella notte tra il 5 e il 6 giugno lanciarono l’operazione Overlord per aprire un nuovo fronte contro Adolf Hitler.
«So che il nostro Paese ha una gioventù audace e valorosa, pronta allo stesso spirito di sacrificio dei suoi anziani», ha detto il capo di Stato parlando con alcuni veterani. E le sue parole sono suonate come un monito dopo che si sono rincorse voci su un imminente annuncio di invio di istruttori militari francesi in Ucraina. Ipotesi che sta già scatenando la propaganda russa e su cui Macron rischia di aprire una frattura con gli alleati.
Il tentativo di mandare gli istruttori francesi sotto una coalizione di Paesi volontari dell’Ue non decolla. Germania e Italia sono contrarie, la Polonia frena, i Paesi Baltici sono divisi. La spaccatura più forte sulla proposta di Macron è con gli Usa, che hanno dubbi logistici e strategici. Sul primo punto giudicano inutile spostare l’addestramento in Ucraina, perché è già efficace quello in Germania e Polonia. Sul secondo, temono che un incidente con gli istruttori potrebbe scatenare la Terza guerra mondiale.
Washington riconosce che sarebbe una scelta sovrana di Parigi, però avrebbe un impatto anche sugli alleati. Quindi ritiene che andrebbe discussa in questo ambito, a partire dai colloqui di sabato in cui Biden cercherà di dissuadere Macron.
L’Eliseo ieri non ha voluto dare maggiori dettagli, rimandando alle dichiarazioni del presidente stasera in una lunga intervista tv sulla situazione internazionale. Macron non dovrebbe fare oggi l’annuncio sull’invio di istruttori francesi in territorio ucraino, anche se vuole accelerare le discussioni su come rafforzare e ottimizzare il sostegno a Kiev. È un tema d’altronde che il leader francese aveva già posto nella conferenza sull’Ucraina organizzata a fine febbraio e che procede in parallelo con i programmi di addestramento di militari ucraini che già esistono, in particolare in Polonia.
Tutta la prima giornata di Macron per le commemorazioni del D–Day è comunque servita per ricordare la drammaticità dell’attuale momento storico. È a Plumelec, in Bretagna, che «cadde il primo soldato francese dello sbarco», il caporale Emile Bouétard, un giovane marinaio andato in Inghilterra. «Era un mio amico», ha raccontato il colonnello Achille Muller, «99 anni e mezzo», l’ultimo dei paracadutisti francesi a partecipare all’operazione. «Se la Francia fosse attaccata domani, i giovani dovrebbero fare la stessa cosa che abbiamo fatto noi», ha aggiunto Muller con il capo di Stato che lo ringraziava.
Macron vuole sfruttare al massimo la ribalta e il simbolo che offre questo D-Day, con buona pace delle opposizioni che lo accusano di occupare i media a poche ore dalle elezioni. Accogliendo oggi una ventina di capi di Stato e di governo sulle spiagge della Normandia – tra cui anche il presidente italiano Sergio Mattarella – il leader francese vuole dimostrare l’unità del mondo occidentale in un momento in cui l’Europa si trova di nuovo ad affrontare un grande conflitto.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà a Omaha Beach, mentre la Russia, invitata dieci anni fa, è stata formalmente esclusa dalle cerimonie proprio a causa della sua guerra contro l’Ucraina.
È la conferma di una celebrazione necessaria ma mai così carica di potenti interrogativi e sfide. Tra gli alleati c’è convergenza sul sostegno a Kiev. Biden vedrà oggi Zelensky e annuncerà presto altre forniture militari pesanti. L’Ucraina non entrerà ora nella Nato, però l’obiettivo del vertice di metà luglio a Washington è costruire il ponte per il suo ingresso.
C’è divergenza invece su Gaza, ma il capo della Casa Bianca spera di riunificare gli alleati con la proposta per il cessate il fuoco. Gli americani sono convinti che se il piano fosse votato oggi otterrebbe la maggioranza nel governo israeliano e nella Knesset. Un elemento di pressione sul premier Netanyahu, che si somma al messaggio di unità in difesa della democrazia lanciato in Normandia.