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Nei cieli di Kiev i Mirage di Macron: i caccia francesi simbolo del Dopoguerra saranno la base della nuova aviazione ucraina

(reuters)
La mossa dimostra a Putin la volontà occidentale di sostenere a oltranza il governo Zelensky. Se nei prossimi mesi si dovesse arrivare a un cessate il fuoco, la presenza di squadriglie efficienti tutelerebbe l’autonomia dell’Ucraina
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Nell’anniversario del D-Day Parigi schiera nel conflitto ucraino il simbolo della sua riscossa militare nel Dopoguerra: il Mirage. Il più celebre dei caccia prodotti dalla Dassault, azienda che sin dall’origine rievoca la lotta contro i nazisti: il fondatore è stato l’ingegnere Marcel Bloch, ebreo deportato nel lager di Buchenwald dai tedeschi, che si ispirò al nome di battaglia nella Resistenza del fratello Darius Paul: Chardasso, una storpiatura di Char D’assaut - carro armato - a cui fu aggiunta una L che in francese si pronuncia ailes ossia ali. Nel 1956 il primo volo del Mirage III permise alla Francia di annullare il distacco tecnologico dagli Usa e dall’Urss, ottenendo un intercettore in grado di superare due volte la velocità del suono, con buone prestazioni pure nell’attacco al suolo.

Le ali a delta gli garantivano un’ottima manovrabilità e tutte le dotazioni - motore, radar e missili - erano di progettazione nazionale. La leggenda di questo velivolo è legata ai successi dell…

Nell’anniversario del D-Day Parigi schiera nel conflitto ucraino il simbolo della sua riscossa militare nel Dopoguerra: il Mirage. Il più celebre dei caccia prodotti dalla Dassault, azienda che sin dall’origine rievoca la lotta contro i nazisti: il fondatore è stato l’ingegnere Marcel Bloch, ebreo deportato nel lager di Buchenwald dai tedeschi, che si ispirò al nome di battaglia nella Resistenza del fratello Darius Paul: Chardasso, una storpiatura di Char D’assaut - carro armato - a cui fu aggiunta una L che in francese si pronuncia ailes ossia ali. Nel 1956 il primo volo del Mirage III permise alla Francia di annullare il distacco tecnologico dagli Usa e dall’Urss, ottenendo un intercettore in grado di superare due volte la velocità del suono, con buone prestazioni pure nell’attacco al suolo.

Le ali a delta gli garantivano un’ottima manovrabilità e tutte le dotazioni - motore, radar e missili - erano di progettazione nazionale. La leggenda di questo velivolo è legata ai successi dell’aviazione israeliana: nel 1967 furono i Mirage a condurre i raid sugli aeroporti arabi che aprirono la Guerra dei Sei Giorni, tenendo testa ai Mig 21 egiziani e siriani. Ma sono stati usati anche dai pachistani contro l’India e dagli argentini nelle incursioni contro la flotta britannica alle Falklands.

Il Mirage 2000 è un progetto completamente nuovo, che conserva la stessa architettura: il primo volo risale al 1978 ed è stato costruito in oltre seicento esemplari. La versione biposto è stata a lungo la punta di lancia della “Force de Frappe”, il deterrente nucleare francese. L’ultima evoluzione è il Mirage 2000-5 con apparati elettronici avanzati, che sta venendo completamente rimpiazzata dai Rafale di quarta generazione. Sul mercato internazionale dell’usato bellico ci sono altri jet identici che vengono offerti, ad esempio dal Qatar e dalla Grecia.

Le prestazioni restano di tutto rispetto - velocità di oltre 2200 chilometri orari e grande agilità - mentre radar, motori e dotazioni sono di gran lunga superiori a quelle dei Sukhoi e Mig ucraini, sempre più logori dopo due anni di scontri. Non è chiaro quanti Mirage 2000-5 saranno donati all’Ucraina: si è parlato di cinque ma è probabile che il numero sia molto più alto, forse includendo jet acquistati di seconda mano altrove. Macron fornirà un pacchetto completo di addestramento dei piloti - che secondo alcune voci è già cominciato da mesi - e armamenti. Tranne i missili aria-aria Sidewinder, sono infatti completamente diversi da quelli dei Lockheed F-16 che un pool di nazioni europee sta già consegnando alle squadriglie di Kiev nelle basi estere di istruzione. Tra l’altro, il caccia Dassault e quello americano sono stati spesso rivali nelle gare per le forniture in diversi Paesi dentro e fuori la Nato: appartengono sostanzialmente alla stessa categoria, concepita a metà anni Settanta.

Questa doppia linea di volo - Mirage e F-16 - rappresenta il principale problema: tecnici e piloti ucraini, abituati a gestire solo macchine di concezione sovietica come Mig e Sukhoi, dovranno adesso far funzionare due modelli diversi che non hanno nulla in comune. Uno sforzo molto pesante per procurarsi i ricambi, insegnare la manutenzione e le tecniche di combattimento. Anche ammesso che la formazione del personale sia stata già avviata segretamente in Francia, non pare possibile che i Mirage 2000 esordiscano al fronte prima del 2025. D’altronde anche i tempi per uno schieramento massiccio degli F16 sembrano allungarsi, soprattutto a causa dei pochi posti disponibili nelle scuole statunitensi ed europee: secondo un’inchiesta di Politico, sarà possibile avere uno squadrone operativo soltanto nell’inverno 2025.

Perché allora è importante la decisione di Macron? Testimonia la volontà di mettere l’Ucraina in condizioni di disporre di forze aeree moderne nel futuro prossimo. E questo rappresenta un deterrente perché dimostra a Putin la volontà occidentale di sostenere a oltranza il governo Zelensky. Alla stessa maniera, se nei prossimi mesi si dovesse arrivare a un cessate il fuoco, la presenza di squadriglie efficienti tutelerebbe l’autonomia e la credibilità ucraina.

Quanto alle armi a lungo raggio autorizzate dall’Eliseo a colpire in territorio russo, si dovrebbe trattare soprattutto dei missili Storm Shadow, il cruise europeo protagonista dei colpi più duri inflitti alle basi russe in Crimea e nelle zone occupate. Non solo. Parigi sta fornendo anche bombe di precisione per i jet ucraini, che potrebbero fare gravi danni alle retrovie dell’esercito invasore nella zona di Belgorod, sulla frontiera dell’offensiva nella regione di Kharkiv: sembra che ne vengano consegnate cinquanta al mese. Tante per le capacità produttive occidentali, pochissime rispetto alle centinaia di micidiali ordigni plananti che vengono sfornati ogni mese dalle fabbriche di Mosca.

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