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Corrieri russi con 9.999 euro in contanti, così Mosca compra le elezioni moldave

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Il Cremlino ha trovato un metodo legale per aggirare il tetto di denaro e finanziare la campagna di disinformazione con flussi milionari
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Colleville-sur-Mer — La campagna russa per interferire con i processi democratici in Europa e influenzarne le elezioni non si limita solo alla disinformazione, ma include anche significative operazioni di corruzione e finanziamenti, fatti arrivare a forze politiche e vari complici che lavorano per destabilizzare il continente e promuovere gli interessi di Mosca. Lo rivelano a Repubblica fonti occidentali con una conoscenza diretta dei fatti.

Un esempio molto significativo, perché è un paradigma di quanto può accadere in forme diverse in tanti altri Paesi europei, è il meccanismo che Mosca usa in Moldavia, lo Stato appartenuto all’Unione Sovietica che il Cremlino vuole riportare sotto il proprio controllo, sfruttando la popolazione di origine russ…

Colleville-sur-Mer — La campagna russa per interferire con i processi democratici in Europa e influenzarne le elezioni non si limita solo alla disinformazione, ma include anche significative operazioni di corruzione e finanziamenti, fatti arrivare a forze politiche e vari complici che lavorano per destabilizzare il continente e promuovere gli interessi di Mosca. Lo rivelano a Repubblica fonti occidentali con una conoscenza diretta dei fatti.

Un esempio molto significativo, perché è un paradigma di quanto può accadere in forme diverse in tanti altri Paesi europei, è il meccanismo che Mosca usa in Moldavia, lo Stato appartenuto all’Unione Sovietica che il Cremlino vuole riportare sotto il proprio controllo, sfruttando la popolazione di origine russa e anche la regione ribelle della Transnistria (che si autopraclamò indipendente nel 1990, pur non essendo riconosciuta a livello internazionale).

Dopo Kiev, quasi tutti gli analisti concordano sulla previsione che Chisinau sarà un prossimo obiettivo dell’offensiva lanciata da Vladimir Putin per resuscitare l’impero in cui era cresciuto, la cui dissoluzione a suo giudizio è stata la peggior tragedia della storia contemporanea. Anzi, l’operazione sarebbe già in corso: ma non è detto che richieda l’uso della forza, perché la destabilizzazione avviata con la corruzione e altri mezzi potrebbe bastare a completare il lavoro senza le armi.

Il capo del Servizio di informazione e sicurezza della Moldavia, secondo denunce riportate anche dal think tank britannico Chatam House, «ha affermato che solo nel 2023 la Russia ha incanalato illegalmente più di 55 milioni di dollari, ovvero quasi lo 0,4% del Pil nominale della Moldavia, per influenzare le elezioni presidenziali e il referendum sull’adesione alla Ue in programma in autunno e acquistare voti nel Paese.

Quindi, prosegue Chatham House, «il servizio di sicurezza nazionale della Moldavia ha accusato gli oligarchi filo-russi fuggitivi - come Ilan Shor che è stato condannato in contumacia con l’accusa di frode - di aver pagato milioni di euro per organizzare proteste antigovernative e commettere frodi elettorali».

I soldi, secondo le nostre fonti, non vanno solo ai politici filorussi, ma spesso vengono offerti anche a quelli che vorrebbero restare ancorati all’Europa. Questo perché allargare la rete il più possibile torna sempre utile, allo scopo di reclutare nuove quinte colonne, oppure creare le condizioni per ricattare chi resiste.

Ma come fa arrivare questi finanziamenti Mosca? Non può impiegare i transfer bancari, perché da una parte sono vietati e dall’altra sono tracciabili. Nello stesso tempo, però, ci sono limiti massimi di denaro contante, stabiliti dalla legge, che una qualunque persona può portare con sé nel momento in cui fa il suo ingresso nel Paese. Secondo le norme attuali, la cifra è fissata a 10.000 euro. Così gli emissari del Cremlino danno 9.999 euro a cittadini di origini russe, quindi un importo perfettamente legale, e li mettono su un volo per Chisinau.
A prima vista 9.999 euro possono sembrare pochi, ma se li moltiplichi per 300 passeggeri di un volo fanno quasi 3 milioni di finanziamenti illeciti che entrano legalmente nel Paese. Se poi ripeti l’operazione cento volte la somma diventa ingente, sufficiente ad avere un impatto sulla stabilità di un Paese come la Moldavia.

I russi non adottano necessariamente lo stesso metodo in tutti i Paesi, anche perché le regole - ad esempio in Italia - sono differenti. Però l’esempio moldavo aiuta a capire la capillarità e ingegnosità delle operazioni in corso, e dei sistemi di corruzione adottati in Europa.

È possibile che nel nostro Paese le cifre siano diverse e le modalità per il trasferimento più sofisticate. La preferenza però resta per le operazioni in contante, magari più laboriose sul piano logistico, ma anche più difficili da individuare e tracciare. E non c’è dubbio che ci sia interesse a praticarle in Italia, come peraltro si era già visto con l’episodio dei colloqui degli emissari della Lega intercettati al Metropol Hotel di Mosca. Anche perché, come ha detto apertamente lo stesso Vladimir Putin, il Cremlino vede nel nostro Paese un obiettivo più ricettivo nei confronti della sua propaganda, un anello debole della catena occidentale.

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