Addio a Robert Persichitti, il veterano italo-americano del D-Day morto a 102 anni mentre si recava in Normandia
di Massimo BasileNEW YORK - È morto a 102 anni, dopo essersi sentito male durante il viaggio che lo avrebbe dovuto portare in Francia, per la commemorazione del D-Day, lo sbarco in Normandia. Negli ultimi momenti di vita, il medico gli ha fatto sentire con il cellulare la musica del suo cantante preferito: Frank Sinatra. È finita così la lunga avventura di Robert Persichitti, nato in Pennsylvania nel 1922, figlio di emigrati italiani, il veterano della Marina che vide i suoi compagni issare la bandiera americana a Iwo Jima, uno dei momenti epici della Seconda guerra mondiale. Nonostante avesse avuto in passato problemi al cuore, Persichitti aveva ricevuto il via libera dal suo medico personale.
Era stato…
NEW YORK - È morto a 102 anni, dopo essersi sentito male durante il viaggio che lo avrebbe dovuto portare in Francia, per la commemorazione del D-Day, lo sbarco in Normandia. Negli ultimi momenti di vita, il medico gli ha fatto sentire con il cellulare la musica del suo cantante preferito: Frank Sinatra. È finita così la lunga avventura di Robert Persichitti, nato in Pennsylvania nel 1922, figlio di emigrati italiani, il veterano della Marina che vide i suoi compagni issare la bandiera americana a Iwo Jima, uno dei momenti epici della Seconda guerra mondiale. Nonostante avesse avuto in passato problemi al cuore, Persichitti aveva ricevuto il via libera dal suo medico personale.
Era stato lo stesso veterano a confessarlo in un’intervista a una tv locale di Rochester, alla vigilia del viaggio. “Il medico mi ha detto vai pure, Bob. Sono davvero felice di partire”, aveva aggiunto. Persichitti si era imbarcato assieme a vecchi compagni e rappresentanti del museo nazionale della Seconda guerra mondiale. Mentre era in viaggio ha avuto un problema cardiaco, è stato trasportato d’urgenza in un ospedale in Germania, dove è morto. “Questo epilogo è stato inatteso - ha commentato Richard Stewart, presidente di un’organizzazione di veterani nello Stato di New York - ma Robert è morto serenamente, e soprattutto non è rimasto solo”.
Durante la guerra Persichitti aveva prestato servizio come addetto alle comunicazioni radio a Iwo Jima, Okinawa e Guam a bordo della nave anfibio Eldorado. Quattro anni fa il suo nome era stato inserito nella Hall of Fame dei veterani dello Stato di New York. “Sono stato nel Pacifico per quindici mesi - disse in un’intervista nel 2022 - mi sono occupato di tutte le comunicazioni per due operazioni: Iwo Jima e Okinawa”. Era sul ponte della Eldorado, quando un compagno gli chiese di prendere il binocolo e puntare verso la cima della montagna per capire cosa stesse succedendo: fu così che Persichitti vide issare in cima al monte Suribachi la bandiera americana. Era il 23 febbraio del 1945. Lì il veterano era tornato nel 2019. Una volta sceso sull’isola, aveva raccontato a Stars&Stripes, era scoppiato a piangere.
Finita la guerra, Persichitti aveva cominciato a lavorare come carpentiere, poi come maestro elementare a Rochester. Andato in pensione, aveva continuato a girare per le scuole, raccontando la storia della Seconda Guerra mondiale vista da un operatore radio. Dodici anni fa aveva perso la moglie, Elgina, scomparsa a 88 anni, dopo 64 di matrimonio. Da allora Persichitti era diventato ancora più attivo, per coprire il vuoto: partecipava a tutte le riunioni dei veterani, faceva il volontario agli eventi. Raccontava a tutti la sua storia, lo avrebbe fatto ancora una volta per il D-Day, invece si è fermato pochi giorni prima. Su quale canzone Persichitti abbia ascoltato negli ultimi momenti di vita, non ci sono conferme. Una delle sue preferite era “Come fly with me”, vieni a volare con me.