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Austria, Gli eredi di Haider primi a Vienna. L’estrema destra vede la cancelleria

(reuters)
Il Paese si appresta a votare a settembre e nell’appuntamento elettorale delle eruopee all’ultradestra è riuscito il sorpasso dei partiti tradizionali
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BERLINO – È un sinistro presagio di ciò che potrebbe accadere il 29 settembre, quando in Austria sono annunciate le elezioni politiche. All’ultradestra Fpoe è riuscito il sorpasso dei due partiti tradizionali che hanno sempre gestito i governi di Vienna nel secondo dopoguerra, socialisti (Spoe) e popolari (Oevp). Per la prima volta nella storia austriaca, il partito di Joerg Haider che sconvolse l’Europa degli anni ’90 con il suo populismo nazionalista e xenofobo, è arrivato primo. E si presenterà alle politiche con un leader, Herbert Kickl, che usa senza pudore il termine “remigration”, deportazioni di massa - un’espressione che quando è stata attribuita all’Afd, ha fatto insorgere l’intera Germania. Peraltro, già anni fa Kickl ha sdoganato le SS naziste: secondo l’ex ministro dell’Interno austriaco «non possono essere condannate collettivamente». Per la stessa opinione, espressa dal suo spitzenkandidat Maximilian Krah, l’Afd è stata espulsa in Europa dal gruppo degli Identitari di L…

BERLINO – È un sinistro presagio di ciò che potrebbe accadere il 29 settembre, quando in Austria sono annunciate le elezioni politiche. All’ultradestra Fpoe è riuscito il sorpasso dei due partiti tradizionali che hanno sempre gestito i governi di Vienna nel secondo dopoguerra, socialisti (Spoe) e popolari (Oevp). Per la prima volta nella storia austriaca, il partito di Joerg Haider che sconvolse l’Europa degli anni ’90 con il suo populismo nazionalista e xenofobo, è arrivato primo. E si presenterà alle politiche con un leader, Herbert Kickl, che usa senza pudore il termine “remigration”, deportazioni di massa - un’espressione che quando è stata attribuita all’Afd, ha fatto insorgere l’intera Germania. Peraltro, già anni fa Kickl ha sdoganato le SS naziste: secondo l’ex ministro dell’Interno austriaco «non possono essere condannate collettivamente». Per la stessa opinione, espressa dal suo spitzenkandidat Maximilian Krah, l’Afd è stata espulsa in Europa dal gruppo degli Identitari di Le Pen e Salvini. Poco dopo i primi exit poll delle europee in Austria, Herbert Kickl ha parlato di un «risultato storico».

La sua Fpoe resterà negli Identitari: potrebbe conquistare con il 26% dei voti, stando alle prime proiezioni, sei mandati a Strasburgo. Rispetto alle ultime Europee è un balzo di quasi nove punti. Al secondo posto ci sono i popolari della Oevp, crollati quasi al 25% dei voti (10 in meno rispetto al 2019) e i socialisti, dati al 23% (perdono poco meno di un punto).

Il cancelliere della Oevp, Karl Nehammer, sembra non riuscire a risollevare il partito dagli scandali che hanno portato alle dimissioni dell’ex enfant prodige dei popolari, l’allora cancelliere Sebastian Kurz. D’altra parte Kurz aveva riportato la Fpoe alla vittoria e alla cancelleria, riformando il partito, facendolo virare decisamente a destra sulle questioni migratorie negli anni dell’emergenza europea dei profughi e cambiandone il colore: oggi la Oevp è turchese.

Il cancelliere più giovane della storia aveva anche tentato una coabitazione con l’ultradestra Fpoe, guidata allora da Heinz-Christian Strache. Ma il governo era andato a casa nel 2019, quando era emerso un video clamoroso, che mostrava Strache, allora vicecancelliere, offrire discutibili accordi a una finta ereditiera russa e promettere una stretta sui media pubblici in stile Orbán. Contrariamente all’Oevp, che non si è mai ripresa dall’uscita di scena di Kurz, la Fpoe sembra aver superato l’”Ibizagate” brillantemente: gli elettori austriaci, almeno, non sembrano serbarle alcun rancore. Anzi, hanno fatto capire che potrebbero volere un cancelliere di estrema destra.

I socialisti della Spoe tallonano da vicino la Oevp, si attestano al 23%. E i Verdi crollano di tre punti e mezzo poco sotto l’11%, mentre i Neos scendono sotto il 10%. Balzo dei comunisti, che dopo alcuni successi locali alle Europee incassano il 3%: nel 2019 era stato lo 0,8%.

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