✕

Biden: “Putin minaccia tutta l’Ue”. Il G7 ancora diviso sui fondi a Kiev

(afp)
Macron e i 27 vogliono imporre una preferenza europea nell’acquisto di armi per l’Ucraina con i soldi degli extraprofitti dagli asset russi
2 minuti di lettura

PARIGI — «Spero che tutti i membri del G7 si accordino sul fondo di solidarietà da 50 miliardi di dollari per l’Ucraina». Il presidente francese Macron ha aperto all’obiettivo del collega americano Biden, durante le dichiarazioni alla stampa fatte ieri dopo la visita di stato all’Eliseo, in cui ha il presidente Usa ribadito l’allarme: «Putin non si fermerà all’Ucraina. Tutta l’Europa è minacciata».

(afp)

L’intesa però ancora non c’è, sui dettagli tecnici di come usare i beni russi congelati per finanziare il prestito. Quindi ora toccherà alla premier italiana Meloni trovare un punto di equilibrio, per evitare il fallimento del vertice di Borgo Egnazia nel prossimo fine settimana. Dietro le quinte, fonti governative di Parigi avevano già avanzato perplessità sulla proposta americana. «C’è un problema di garanzie in questa storia. Intanto non ci possiamo assicurare contro l’ipotesi che i tassi caleranno …

PARIGI — «Spero che tutti i membri del G7 si accordino sul fondo di solidarietà da 50 miliardi di dollari per l’Ucraina». Il presidente francese Macron ha aperto all’obiettivo del collega americano Biden, durante le dichiarazioni alla stampa fatte ieri dopo la visita di stato all’Eliseo, in cui ha il presidente Usa ribadito l’allarme: «Putin non si fermerà all’Ucraina. Tutta l’Europa è minacciata».

(afp)

L’intesa però ancora non c’è, sui dettagli tecnici di come usare i beni russi congelati per finanziare il prestito. Quindi ora toccherà alla premier italiana Meloni trovare un punto di equilibrio, per evitare il fallimento del vertice di Borgo Egnazia nel prossimo fine settimana. Dietro le quinte, fonti governative di Parigi avevano già avanzato perplessità sulla proposta americana. «C’è un problema di garanzie in questa storia. Intanto non ci possiamo assicurare contro l’ipotesi che i tassi caleranno e quindi ci saranno meno extraprofitti. Poi c’è il rischio politico: cosa succederebbe se ci fosse un accordo di pace con la Russia e cadessero le sanzioni prima della fine del prestito, o se una prossima amministrazione Usa chiedesse un rimborso immediato a noi europei?».


Lo scetticismo a Parigi sul vertice in Puglia è stato palpabile fino a qualche giorno prima dell’arrivo di Biden. «Non sappiamo come finirà al G7 ma sia al livello tecnico che politico ci sono ancora molte questioni da risolvere», confidava una fonte francese. Il blocco di Parigi ha però un altro obiettivo. Macron tiene il punto sull’idea di trasferire gli extra profitti dei beni russi congelati all’European Peace Facility (Epf), il meccanismo dell’Ue che finanzia l’acquisto di armi. È l’orientamento su cui i 27 dell’Ue hanno trovato faticosamente un accordo a fine maggio.

E per la Francia passare dall’Epf sarebbe il modo di imporre la regola del «buy european», una preferenza europea — e in particolare francese nel sottotesto della posizione di Parigi — sugli armamenti da inviare a Kiev. Da mesi l’entourage di Macron sottolinea che dall’inizio del 2022 oltre il 70% degli investimenti europei per le armi all’Ucraina è andato all’industria bellica americana. «Un controsenso nel momento in cui dobbiamo rinforzare la nostra industria di Difesa» insistono a Parigi. E forse anche un modo di recuperare allo sgarbo e i miliardi persi per Aukus, il sottomarino nucleare che Usa e Gran Bretagna svilupperanno con l’Australia, mentre la Casa Bianca avverte che potrebbe essere costretta ad aumentare il dispiegamento di armi nucleari strategiche per rispondere a Russia e Cina.

Macron e Biden hanno cercato di proiettare un’immagine di grande unità, dalle cerimonie per commemorare lo sbarco in Normandia all’accoglienza di ieri mattina all’Arco di Trionfo. Il francese ha sottolineato l’amicizia dell’americano verso l’Europa, forse anche per marcare la differenza da Trump, che vuole riportare alla Casa Bianca lo slogan “America First”. Le differenze ci sono, da Gaza, dove Macron è stato più critico di Israele, agli scambi commerciali, dove l’Eliseo ha lamentato ancora la penalizzazione provocata dall’Inflation Reduction Act. L’instabilità globale però obbliga a cercare soluzioni comuni, a partire dall’Ucraina.

Leggi i commenti