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I “senzatetto” del Parlamento europeo: perché i deputati che non hanno ancora un gruppo possono risultare decisivi

L'ungherese Péter Magyar (reuters)
Sono indesiderabili come i filonazisti dell’Afd o Fidesz, sono di collocazione incerta o all’esordio nell’emiciclo. Insieme sarebbero 102. E i loro numeri possono fare la differenza per la nuova maggioranza
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Potrebbero essere tra i gruppi più cospicui del Parlamento europeo, e rivelarsi decisivi nella formazione della nuova maggioranza: insieme ben 102, meno solo di popolari e socialisti. Ma sono i “non iscritti” e gli “altri”, i deputati di partiti che – perché di nuova formazione o per altre ragioni – non appartengono ancora a nessun gruppo, e dunque nelle “torte” che indicano le proiezioni dei nuovi emicicli vengono indicati come “NI” o “altri”.

Si dividono in tre categorie. Alcuni, come l’ungherese Fidesz o l’Afd tedesca che è appena stata espulsa dall’Id di Le Pen e Salvini per le sue simpatie naziste, sono degli indesiderabili che potrebbero magari creare un gruppo di (super) estrema destra ma comunque non rientreranno nei grandi giochi politici. Poi ci sono formazioni dalla collocazione incerta, come il M5S, che nell’ultima legislatura non hanno trovato un posto e sono in trattative. Infine ci sono i partiti di nuova formazione, all’esordio a Strasburgo.Tra questi ultimi ci son…

Potrebbero essere tra i gruppi più cospicui del Parlamento europeo, e rivelarsi decisivi nella formazione della nuova maggioranza: insieme ben 102, meno solo di popolari e socialisti. Ma sono i “non iscritti” e gli “altri”, i deputati di partiti che – perché di nuova formazione o per altre ragioni – non appartengono ancora a nessun gruppo, e dunque nelle “torte” che indicano le proiezioni dei nuovi emicicli vengono indicati come “NI” o “altri”.

Si dividono in tre categorie. Alcuni, come l’ungherese Fidesz o l’Afd tedesca che è appena stata espulsa dall’Id di Le Pen e Salvini per le sue simpatie naziste, sono degli indesiderabili che potrebbero magari creare un gruppo di (super) estrema destra ma comunque non rientreranno nei grandi giochi politici. Poi ci sono formazioni dalla collocazione incerta, come il M5S, che nell’ultima legislatura non hanno trovato un posto e sono in trattative. Infine ci sono i partiti di nuova formazione, all’esordio a Strasburgo.Tra questi ultimi ci sono per esempio gli olandesi di Pieter Omtzigt. O gli ungheresi di Tisza, di Péter Magyar, che dovrebbero andare nel Ppe. L’estrema destra romena di Aur entrerà per la prima volta e dovrebbe scegliere l’Ecr di Meloni.

Il calcolo è complicato dal fatto che in alcuni Paesi i Verdi e la sinistra radicale, o i Verdi e la sinistra moderata si sono presentati insieme e quindi, fino alla proclamazione degli eletti, non si sa in quale gruppo finiranno i deputati. Discorso non secondario ad esempio in Olanda, dove la coalizione rosso-verde di Frans Timmermans è arrivata prima e ha conquistato 8 seggi. Nel 2019 Ursula von der Leyen venne eletta presidente della Commissione europea dal Parlamento con solo 9 voti di vantaggio e con quasi 100 franchi tiratori rispetto al previsto. Ecco perché i “senzatetto” saranno corteggiatissimi e possono fare la differenza.

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