Jens Spahn (Cdu): “Noi del Ppe guarderemo a destra. Von der Leyen ce la farà con i voti di Meloni”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO — Jens Spahn, ex pupillo di Wolfgang Schäuble e ministro della Salute nel devastante periodo del Covid, in passato ha sfidato spesso l’ex cancelliera Angela Merkel e la sinistra della Cdu, ad esempio sulla questione dei migranti. E il parlamentare cristianodemocratico invita a riflettere sul fatto che il Parlamento si sposterà a destra e che il Ppe, la famiglia politica europea di cui la Cdu è l’azionista di maggioranza, “non può guardare a sinistra”. Spahn è favorevole ad un’alleanza con Giorgia Meloni, quando si tratterà di eleggere Ursula von der Leyen. Ma anche, in prospettiva, a un suo ingresso nei Popolari. Quanto a von der Leyen, l’ex ministro è convinto che “sarà eletta”. E spiega perché.
Dopo la cacciata dell’Afd dagli Identitari, …
BERLINO — Jens Spahn, ex pupillo di Wolfgang Schäuble e ministro della Salute nel devastante periodo del Covid, in passato ha sfidato spesso l’ex cancelliera Angela Merkel e la sinistra della Cdu, ad esempio sulla questione dei migranti. E il parlamentare cristianodemocratico invita a riflettere sul fatto che il Parlamento si sposterà a destra e che il Ppe, la famiglia politica europea di cui la Cdu è l’azionista di maggioranza, “non può guardare a sinistra”. Spahn è favorevole ad un’alleanza con Giorgia Meloni, quando si tratterà di eleggere Ursula von der Leyen. Ma anche, in prospettiva, a un suo ingresso nei Popolari. Quanto a von der Leyen, l’ex ministro è convinto che “sarà eletta”. E spiega perché.
Dopo la cacciata dell’Afd dagli Identitari, in Europa si è aperto un cantiere a destra. E Giorgia Meloni ora non è solo corteggiata da voi del Ppe, ma anche da Marine Le Pen. Dove finisce la vostra linea rossa? Restate dell’idea di fare alleanze con Meloni?
“Sul voto della presidente della Commissione e della Commissione, una collaborazione con Meloni sarebbe del tutto normale. Anche perché siede nel Consiglio Ue, dove i capi di Stato e di governo collaborano e decidono insieme chi proporre a capo dell’esecutivo. Dopo questo voto l’Europa andrà a destra come forse non mai. E come partito di centro non possiamo guardare a sinistra”.
Ma von der Leyen non può essere eletta se i Socialisti, i Liberali, ma anche i Verdi non votano per lei. O preferirebbe Meloni persino ai Verdi?
“Io preferirei una collaborazione senza i Verdi. Ma noi puntiamo a una maggioranza nostra”.
Ed è sempre dell’idea che Meloni dovrebbe far parte del Ppe?
“Ma Meloni vuol diventare membro del Ppe? Io penso sia molto improbabile. Anche la sua campagna elettorale è diventata molto più radicale. Al momento, inoltre, è presidente dei Conservatori: siamo sicuri che rinuncerebbe? Comunque: se Meloni accettasse le nostre condizioni sul serio e chiedesse di aderire al Ppe, ritengo che dovremmo almeno discuterne”.
Per quale motivo?
“Perché dal punto di vista strategico, nel Ppe abbiamo il problema che in alcuni Paesi siamo poco rappresentati. E perciò sottoscrivo la strategia del capogruppo Manfred Weber di aprire un dialogo con il partito di Fiala o con i Contadini olandesi”.
Ci sono stati alcuni segnali molto chiari nelle ultime settimane, soprattutto da parte dei Verdi, ma anche dai Socialisti e dai Liberali: Mai con Meloni. Lo ha detto anche il cancelliere Olaf Scholz.
“Davvero? Io non ho inteso le sue parole in quel modo. E il cancelliere tedesco deve collaborare nel consesso dei capi di Stato e di governo con Meloni. Io penso che in quelle frasi ci sia molto tatticismo da campagna elettorale”.
Ma secondo lei Ursula von der Leyen ce la farà a diventare presidente della Commissione europea? O accadrà come nel 2019, quando il candidato vero fu tirato fuori dal cilindro da Merkel e Macron, e il capolista del Ppe, Manfred Weber, fu scartato?
“Il Ppe non può permettersi una seconda volta una cosa del genere. Non può far altro che far eleggere la sua spitzenkandidatin. Ursula von der Leyen sta facendo la campagna elettorale come capolista del Ppe. E se i Popolari diventeranno la forza politica più forte, la nostra candidata deve diventare presidente. Qualsiasi altra scelta minerebbe la fiducia nelle elezioni europee. Ma le ipotesi che trovo più incredibili sono quelle che sostengono che potremmo votare per un candidato apartitico”.
A chi si riferisce? A Mario Draghi?
“Mi limito a dire che il prossimo presidente della Commissione europea sarà un esponente dei Popolari. E la nostra candidata è Ursula von der Leyen”.