Germania, Scholz ora in bilico ammette: “E’ andata male”. L’opposizione evoca elezioni anticipate. Malumori tra i socialdemocratici
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniIl più perfido è stato Markus Soeder. Ringalluzzito dai buoni risultati della Cdu/Csu, il governatore della Baviera è apparso ieri davanti ai microfoni è ha tuonato contro “Re Olaf senza regno”, chiedendo le elezioni anticipate e un passo indietro del cancelliere. Ed evidenziando la differenza tra il coraggio di Emmanuel Macron, che si è preso la responsabilità della sconfitta e ha restituito la parola agli elettori, e il cancelliere tedesco, chiuso in un altezzoso mutismo fino a ieri, quando si è degnato di dire a mezza bocca che “è andata male” e che “non si può far finta di nulla”. Certo.
Per Soeder il voto di domenica, che ha inflitto alla Spd la peggiore sconfitta di sempre - il 13,9% - e ha impietosamente dimostrato che il governo non ha più una maggioranza nel paese, “è un chiaro voto di sfiducia nei confronti del cancelliere”. Non meno ficcante era stato poco prima il leader della Cdu Friedrich Merz, evocando anche lui le elezioni anticipate e chiudendo il ragionamento co…
Il più perfido è stato Markus Soeder. Ringalluzzito dai buoni risultati della Cdu/Csu, il governatore della Baviera è apparso ieri davanti ai microfoni è ha tuonato contro “Re Olaf senza regno”, chiedendo le elezioni anticipate e un passo indietro del cancelliere. Ed evidenziando la differenza tra il coraggio di Emmanuel Macron, che si è preso la responsabilità della sconfitta e ha restituito la parola agli elettori, e il cancelliere tedesco, chiuso in un altezzoso mutismo fino a ieri, quando si è degnato di dire a mezza bocca che “è andata male” e che “non si può far finta di nulla”. Certo.
Per Soeder il voto di domenica, che ha inflitto alla Spd la peggiore sconfitta di sempre - il 13,9% - e ha impietosamente dimostrato che il governo non ha più una maggioranza nel paese, “è un chiaro voto di sfiducia nei confronti del cancelliere”. Non meno ficcante era stato poco prima il leader della Cdu Friedrich Merz, evocando anche lui le elezioni anticipate e chiudendo il ragionamento con una stilettata. Merz ricordato che nel 2005, il cancelliere Spd Schroeder si dimise per molto meno: perché aveva perso le elezioni in Nordreno-Westfalia.
È un precedente nobile, però, che Scholz non ha alcuna intenzione di seguire. Il suo portavoce ha chiarito ieri che “in nessun momento, neanche per un secondo” gli è balenata l’idea di fare un passo indietro. Ma dietro le quinte, anche della Spd, non tutti sono tranquilli. E guardano con angoscia al primo appuntamento che potrebbe trasformarsi in uno sgambetto fatale: la discussione imminente sul bilancio, a inizio luglio. Le premesse sono pessime: dopo settimane di scontri, il ministro delle Finanze Christian Lindner (Fdp) ha posto già un ultimatum. Se la Spd continuerà a chiedergli di derogare al freno al debito o aumentare le tasse per evitare risparmi, “dovrà cercarsi un’altra maggioranza”.
Le critiche interne
Certo è che dinanzi alle macerie del suo partito, un parlamentare socialdemocratico di lungo corso come Axel Schaefer era visibilmente irritato, ieri mattina. Al telefono con Repubblica diceva persino “non vedo perché Scholz non possa chiedere la fiducia in Parlamento. E perché nessuno nella Spd dica chiaramente che una sconfitta del genere non l’abbiamo mai subita”. Per Schaefer “serve un nuovo inizio. E per me il primo banco di prova sarà la legge di bilancio. Basta col freno al debito, Lindner deve cedere. Anche per liberare risorse per gli aiuti all’Ucraina. Delle due l’una: o sopravvive l’Ucraina o il freno al debito”.
A microfoni spenti gli uomini più fedeli a Scholz fanno sempre lo stesso ragionamento: “la Spd era spanne dietro la Cdu anche durante l’ultima campagna per le politiche. E contro ogni pronostico, Scholz ha vinto”. Ma dimenticano che l’allora ministro delle Finanze vinse perché i tedeschi pensavano fosse un clone di Angela Merkel. Quell’illusione è evaporata da tempo.
Un’altra novità ha scosso la politica tedesca: lo spitzenkandidat dell’Afd Maximilian Krah è stato cacciato dalla delegazione che andrà a Strasburgo. Una mossa con cui l’Afd - che è arrivata prima in tutti i land dell’Est - spera di essere riammessa prima o poi negli Identitari.