Marc Lazar: “I nazional-populisti sono molto forti ma in Europa resteranno divisi”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – «I nazional-populisti sono in forte ascesa ed è una tendenza con cui bisognerà fare i conti ancora a lungo come dimostra il caso Francia» dice Marc Lazar professore a Sciences Po e titolare della cattedra Bnp-Bnl Paribas relazioni italo-francesi per l'Europa alla Luiss. Lazar è autore insieme ad altri studiosi di un voluminoso rapporto sul peso e i limiti dei sovranisti per il think tank Institut Montaigne diffuso qualche settimana fa.
I partiti sovranisti non sono mai stati così forti all'europarlamento. Come spiega questo risultato?
«E' una progressione significativa che ha diversi fattori. Intanto la diffidenza politica nei confronti dei partiti tradizionali, con una maggioranza di cittadini europei sostengono l'Europa ma criticano il modo in cui viene gestita. Dietro questo voto ci sono anche tematiche sociali, la precarizzazione del lavoro, i prezzi dell'energia, i problemi abitativi. Infine due spiegazioni culturali: rigetto forte degli immigrati, paura dell'Islam asso…
PARIGI – «I nazional-populisti sono in forte ascesa ed è una tendenza con cui bisognerà fare i conti ancora a lungo come dimostra il caso Francia» dice Marc Lazar professore a Sciences Po e titolare della cattedra Bnp-Bnl Paribas relazioni italo-francesi per l'Europa alla Luiss. Lazar è autore insieme ad altri studiosi di un voluminoso rapporto sul peso e i limiti dei sovranisti per il think tank Institut Montaigne diffuso qualche settimana fa.
I partiti sovranisti non sono mai stati così forti all'europarlamento. Come spiega questo risultato?
«E' una progressione significativa che ha diversi fattori. Intanto la diffidenza politica nei confronti dei partiti tradizionali, con una maggioranza di cittadini europei sostengono l'Europa ma criticano il modo in cui viene gestita. Dietro questo voto ci sono anche tematiche sociali, la precarizzazione del lavoro, i prezzi dell'energia, i problemi abitativi. Infine due spiegazioni culturali: rigetto forte degli immigrati, paura dell'Islam associata agli attentati in tanti paesi, e interrogazioni legate dell'identità a cui questi partiti nazional-populisti danno risposte forse superficiali ma semplici».
Li definisce «nazional-populisti», perché ?
«Questi partiti, non tutti, sono in evoluzione. Molti vengono da spazi politici noti, come l'estrema destra, o in Italia dall'esperienza storica del fascismo. Ma l'estrema destra nella scienza politica sono movimenti che per contrastare il sistema sono pronti a usare la vioelnza. Ufficialmente non vogliono più distruggere la democrazia, ma ambiscono a essere dentro la democrazia. Nei vari paesi ci sono diverse sensibilità, e alcune di questi nazional-populisti non hanno troncato completamente con il passato. Ma tutti hanno in comune l'instaurazione di un preferenza nazionale, l'ostilità all'immigrazione, una tendenza all'autorità che può sconfinare nell'autoritarismo come è in Ungheria, o in Polonia prima dell'arrivo di Donald Tusk».
Le Pen e Salvini sognano di creare un gruppo unico a Strasburgo.
«Non è la prima volta che è la prima volta che lo dicono, già nel 2019 lo annunciavano e non è successo. Sono slogan da campagna elettorale. E' vero che questo governo italiano, con l'unione delle destra, ha un effetto sulla Francia. Bardella (presidente del Rassemblement National, ndr.) sembra molto attratto dall'esempio italiano, anche se il sistema elettorale francese è molto diverso. E comunque Le Pen finora ha voluto seguire una strada in solitaria, senza fare alleanza con altre forze di destra. In ogni caso sarà importante capire cosa farà Meloni».
Meloni rischia di restare isolata in Europa?
«Meloni si è imposta come la grande figura di riferimento di questa famiglia di nazional-populisti insieme a Orban in Ungheria, e Le Pen in Francia. Da quando è al potere Meloni ha fatto una formidabile operazione di seduzione con molti dirigenti europei che hanno creduto che lei si fosse convertita all'Europa. Ma in questa camapgna per le europee ha cambiato tono. Ora potrebbe decidere di azzardare un'alleanza con Le Pen e Orban per trasformare radicalmente l’Europa. Ma non mi sembra possibile. Oppure, l’ipotesi più probabile, è ritrovare una Meloni pragmatica che cercherà accordi con Ppe. Meloni potrà giocare ruolo di go between come ha già fatto con Orban, e cercare accordi specifici con alcuni partiti. Fino a qualche ora fa il cordone sanitario intorno a Le Pen era ancora forte e destinato a durare. Ovviamente molto dipenderà dai risultati delle elezioni politiche in Francia che Emmanuel Macron ha deciso di convocare a sorpresa».