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La saga dei Biden, dai fratelli del presidente all’andata e ritorno in Francia di Jill: tutti in aula per il processo a Hunter

A differenza della famiglia Trump, che ha seguito il tycoon ai processi in forma ridotta, i parenti del presidente Usa non hanno mai abbandonato il figlio nel giudizio sulle menzogne all’Fbi
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NEW YORK - Il 12 ottobre del 2018 l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden era arrivato a bordo di un Suv nel parcheggio di un liceo di Owingsville, Kentucky, per fare campagna elettorale a favore di un candidato democratico al Congresso. Nelle stesse ore a Wilmington, Delaware, Hunter Biden aveva parcheggiato il Suv Cadillac nero del padre davanti a un negozio di armi e ne era uscito con un revolver Colt Cobra. Quel giorno, vissuto dai due a 800 chilometri di distanza l’uno dall’altro, ha finito per incrociare i destini di entrambi nel processo che si è concluso e in cui Hunter era imputato per aver mentito all’Fbi e al negoziante riguardo il suo status di tossicodipendente.

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Il figlio del futuro presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato di non avere dipendenze dalle droghe, nonostante, secondo le t…

NEW YORK - Il 12 ottobre del 2018 l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden era arrivato a bordo di un Suv nel parcheggio di un liceo di Owingsville, Kentucky, per fare campagna elettorale a favore di un candidato democratico al Congresso. Nelle stesse ore a Wilmington, Delaware, Hunter Biden aveva parcheggiato il Suv Cadillac nero del padre davanti a un negozio di armi e ne era uscito con un revolver Colt Cobra. Quel giorno, vissuto dai due a 800 chilometri di distanza l’uno dall’altro, ha finito per incrociare i destini di entrambi nel processo che si è concluso e in cui Hunter era imputato per aver mentito all’Fbi e al negoziante riguardo il suo status di tossicodipendente.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Il figlio di Biden a processo: “Fumava crack ogni venti minuti”. Trump solidale: “Conosco le dipendenze, avevo un fratello alcolizzato”]]

Il figlio del futuro presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato di non avere dipendenze dalle droghe, nonostante, secondo le testimonianze raccolte durante il processo, fumasse crack ogni venti minuti. Donald Trump, uscendo per una volta dal copione fatto di minacce e insulti, aveva manifestato solidarietà, ricordando la propria tragedia personale: la morte di un fratello alcolista. Ma le similitudini finiscono qui.

Il processo ad Hunter ha segnato un’ulteriore differenza tra la saga dei Biden e quella dei Trump. Al processo in cui il tycoon era imputato, si sono presentati solo due figli, una nuora, mentre la moglie si è tenuta alla larga. Il presidente non ha attaccato la corte, non ha accusato il giudice e i procuratori di agire per conto del suo avversario politico. “Come padre - aveva confessato Biden alla vigilia - sono dalla parte di Hunter e sono orgoglioso della persona che è diventato oggi”. Il presidente ha chiarito che non avrebbe graziato il figlio, mentre sul fatto che Trump, se dovesse vincere a novembre, si possa autograziare per eventuali condanne federali (su quella di New York non può farci niente, perché è statale) nessuno nutre dubbi.

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Fin dall’inizio del processo la famiglia Biden ha voluto inviare ad Hunter un messaggio di unità, anche per ribadire davanti agli americani che questo era un caso familiare, non politico. Nessuno ha mantenuto le distanze. La first lady Jill Biden ha presenziato fin dal primo giorno, accompagnata dalla figlia Ashley. Jill si è seduta subito dietro Hunter. Si è assentata solo mercoledì per accompagnare il marito in Normandia per la commemorazione del D-Day. Poi è rientrata a Wilmington, per riprendere posto in aula nell’ultimo giorno del processo, e dopo ha ripreso di nuovo l’aereo per raggiungere il marito in Europa. “Certo che la famiglia ha partecipato in massa - ha commentato una persona vicina ai Biden - provate a immaginare se questa persona fosse vostro figlio, vostro fratello. Questa è una famiglia molto unita”.

Valerie Biden Owens, sorella di Joe, aveva preso un volo notturno dalla costa Ovest per sedersi al posto di Jill, e coprire la sua assenza. Anche lei si era messa accanto alla moglie di Hunter, Melissa Cohen-Biden, altra presenza fissa, come quella del reverendo Christopher Bullock, pastore della chiesa battista di Wilmington e amico di famiglia. I Biden erano ovunque: dietro il banco degli imputati, tra il pubblico, sulla sedia dei testimoni, anche quelli il cui racconto ha complicato la posizione di Hunter.

Valerie Biden Owens (reuters)

Era una Biden anche Kathleen Buhle, ex moglie di Hunter, che ha raccontato della dipendenza dalla droga, e di come lui neanche si preoccupasse di togliere la pipa per fumare il crack dal tavolo, nonostante i figli fossero in giro.

James Biden con la moglie Sara Jones Biden 

Hallie Biden, vedova di Beau Biden diventata poi la fidanzata di Hunter, ha parlato della loro relazione romantica, della droga e del giorno in cui aveva trovato in auto la pistola e l’avesse gettata in un bidone dei rifiuti. Nessuno dei nipoti, invece, ha assistito alle udienze.

Hunter Biden e la moglie Melissa Cohen Biden 

Quanto questo caso inciderà sulla campagna del presidente lo vedremo nelle prossime settimane e nei prevedibili sondaggi. Quattro anni fa Hunter, finito nel mirino della campagna trumpiana per i suoi controversi legami con l’Ucraina, aveva confessato al padre il rimorso per avergli complicato la corsa presidenziale. Aveva scritto un memoriale. Biden disse alla Cbs che lo avrebbe letto, grato al figlio per la sua sincerità. “Ma scommetto - aveva aggiunto - che non ci sia famiglia che non abbia avuto qualcuno con problemi di droga o di alcol”.

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