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Un patto elettorale per unire la sinistra francese. Ma il fronte già si spacca: fuori Glucksmann

Raphael Glucksmann (afp)
Il comunicato di partito socialista, partito comunista, Ecologisti e La France insoumise di Jean-Luc Mélenchon “per una alternativa a Macron e per combattere il progetto razzista dell’estrema destra”
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PARIGI – Un breve comunicato per annunciare un patto elettorale che dovrebbe unire la sinistra francese ma in realtà sta già aprendo nuove divisioni. “Chiediamo la formazione di un nuovo fronte popolare che riunisca in una forma senza precedenti tutte le forze umaniste, sindacali, associative e cittadine della sinistra”, scrivono in un comunicato diffuso ieri sera il partito socialista, il partito comunista, gli Ecologisti e La France insoumise di Jean-Luc Mélenchon. Il Fronte Popolare è un riferimento all'unione di sinistra che ha governato la Francia alla vigilia della seconda guerra mondiale. I firmatari della nota arrivata a sorpresa, appena ventiquattro ore dopo l'annuncio di elezioni anticipate, affermano di voler “costruire un'alternativa a Emmanuel Macron e combattere il progetto razzista dell'estrema destra”.

I partiti di sinistra avevano iniziato ieri mattina in urgenza discussioni per formare un patto in vista delle elezioni parlamentari anticipate del 30 giugno e del …

PARIGI – Un breve comunicato per annunciare un patto elettorale che dovrebbe unire la sinistra francese ma in realtà sta già aprendo nuove divisioni. “Chiediamo la formazione di un nuovo fronte popolare che riunisca in una forma senza precedenti tutte le forze umaniste, sindacali, associative e cittadine della sinistra”, scrivono in un comunicato diffuso ieri sera il partito socialista, il partito comunista, gli Ecologisti e La France insoumise di Jean-Luc Mélenchon. Il Fronte Popolare è un riferimento all'unione di sinistra che ha governato la Francia alla vigilia della seconda guerra mondiale. I firmatari della nota arrivata a sorpresa, appena ventiquattro ore dopo l'annuncio di elezioni anticipate, affermano di voler “costruire un'alternativa a Emmanuel Macron e combattere il progetto razzista dell'estrema destra”.

I partiti di sinistra avevano iniziato ieri mattina in urgenza discussioni per formare un patto in vista delle elezioni parlamentari anticipate del 30 giugno e del 7 luglio. Il deposito delle liste scade già domenica. E' una corsa contro il tempo per cercare di ricompattare la coalizione di sinistra Nupes, presentata alle legislative del 2022 ma nel frattempo esplosa per differenze abissali, tra l'altro sulla guerra in Ucraina e il sostegno a Israele nell'offensiva a Gaza. Difficile ricomporre divisioni profonde in pochi giorni e l'intesa assomiglia di più a un semplice cartello elettorale: prevede che nei 577 collegi – tanti sono i seggi dell'Assemblée Nationale – siano presentati candidati unitari per la sinistra francese.

Il grande escluso da questa unione a sinistra è Raphaël Glucksmann, che ha guidato la lista per le europee tra partito socialista e il suo movimento Place Publique alle europee di domenica. Glucksmann è riuscito nell'exploit di riportare il Ps fino al 13,8%, in terza posizione dopo le liste di Le Pen e Macron. Ma l'intellettuale quarantenne è stato tagliato fuori dalle trattative, anche perché dall'inizio si è presentato come un'alternativa alla sinistra radicale di Mélenchon.

Ieri sera Glucksmann era andato in tv per suggerire che l'ex leader del sindacato moderato Cfdt, Laurent Berger, fosse candidato a primo ministro in caso di vittoria. Un'idea che non è stata menzionata nel comunicato diffuso ieri dai quattro partiti della gauche. Glucksmann si è chiamato fuori, annunciando che Place Publique al momento non partecipa alle discussioni per il «Fronte Popolare». Il partito socialista ha avviato un divorzio lampo dal suo candidato alle europee per blindare la sicurezza della rielezione dei suoi deputati.

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