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Hunter Biden, c’è il verdetto: è colpevole. Il presidente: “Jill e io rispettiamo il processo. Per nostro figlio ci saremo sempre”

Era accusato per l'acquisto e il possesso di un’arma quando faceva uso di droghe e si è detto “deluso”. Non sarà incarcerato in attesa della sentenza di condanna che, entro 120 giorni, stabilirà la pena. A settembre lo attende anche il processo per frode fiscale
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NEW YORK - Colpevole per tutti e tre i reati legati all’acquisto di un revolver Cobra nell’ottobre del 2018. Colpevole di aver nascosto all’Fbi e al venditore di armi la sua dipendenza dagli stupefacenti, una condizione che gli avrebbe precluso l’acquisto dell’arma. Per Hunter Biden, 54 anni, figlio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, si avvicina la possibilità di finire in carcere. Rischia fino a un massimo di venticinque anni di prigione e 750mila dollari di multa, anche se per chi è alla prima condanna potrebbe non scattare il carcere.


La giudice del tribunale di Wilmington, nel Delaware, Maryellen Noreilka, non ha fissato una data per la sentenza in cui verrà annunciata la pena che Biden Jr dovrà…

NEW YORK - Colpevole per tutti e tre i reati legati all’acquisto di un revolver Cobra nell’ottobre del 2018. Colpevole di aver nascosto all’Fbi e al venditore di armi la sua dipendenza dagli stupefacenti, una condizione che gli avrebbe precluso l’acquisto dell’arma. Per Hunter Biden, 54 anni, figlio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, si avvicina la possibilità di finire in carcere. Rischia fino a un massimo di venticinque anni di prigione e 750mila dollari di multa, anche se per chi è alla prima condanna potrebbe non scattare il carcere.


La giudice del tribunale di Wilmington, nel Delaware, Maryellen Noreilka, non ha fissato una data per la sentenza in cui verrà annunciata la pena che Biden Jr dovrà scontare, ma ha anche detto che l’udienza si terrà entro 120 giorni. Il presidente potrebbe conoscere il destino del figlio a un mese dalle elezioni di novembre e questo è stato il processo meno grave per Hunter: uno, per frode fiscale, lo attende in California a settembre.

Una prima volta

Ma con il verdetto emesso dalla giuria popolare gli Stati Uniti segnano un’altra prima volta nel giro di poche settimane: dopo Donald Trump, primo ex presidente della storia condannato per un reato penale, Hunter Biden diventa il primo figlio di un presidente in carica a essere dichiarato colpevole da una corte penale. La first lady, Jill Biden, è arrivata in aula quando il verdetto era stato già annunciato.

(reuters)

La velocità con cui era stata raggiunta l’unanimità è parsa subito un segnale negativo per la Casa Bianca. Anche per Trump il verdetto è arrivato dopo una seduta lampo. Il presidente Biden ha annunciato, nei giorni scorsi, che non userà il suo potere di presidente per graziarlo. E lo ha ribadito pochi minuti dopo la condanna. “Come ho detto la scorsa settimana – ha spiegato – accetto il risultato e continuerò a rispettare il processo, mentre Hunter pensa di fare appello”. “Jill e io - ha aggiunto - ci saremo sempre per Hunter. Niente cambierà questa cosa”. “Come ho detto la scorsa settimana - ha ribadito - io sono il presidente, ma sono anche un papà. Jill e io amiamo nostro figlio, e siamo orgogliosi dell’uomo che è oggi. Molte famiglie che hanno visto i loro cari lottare contro la dipendenza capiscono il sentimento di orgoglio nel vedere la persona che ami uscire dall’altra parte ed essere forte e resiliente nella guarigione”. Il figlio ha ammesso di “essere deluso” dal verdetto ma anche “grato” per l’amore che gli ha mostrato la famiglia in questi giorni.

Perché Hunter Biden è stato condannato

Uno dei difensori di Hunter aveva chiesto il proscioglimento perché le accuse non sarebbero state in linea con il diritto a possedere un’arma sancita dal Secondo emendamento, proprio quel principio contro il quale si batte il padre per fermare le stragi di massa. La giudice Maryellen Noreika era apparsa subito scettica. “È un concetto interessante”, aveva commentato con una punta di sarcasmo. Il paradosso è che l’America trumpiana che tifava per una condanna del figlio del presidente, è la stessa contraria a qualsiasi ingerenza federale sulla vita privata di chi vuole armarsi. Sono contrari alle verifiche sul passato, in nome della libertà dell’individuo. Fosse stato per loro, Hunter non avrebbe dovuto riempire alcun formulario prima di acquistare la pistola. Ma stavolta gli americani pro-gun si sono schierati con l’Fbi.

Tutti i guai di Hunter Biden

Il processo è arrivato a conclusione dopo meno di dieci giorni di dibattimento, in cui Hunter non ha mai testimoniato per non compromettere la propria posizione. Anche in questo, un’analogia con la scelta difensiva seguita da Trump nel processo a New York. L’accusa ha chiamato in tutto dieci testimoni, i cui racconti hanno costruito il mosaico che ha portato al verdetto di colpevolezza di Hunter: l’ex moglie, Kathleen Buhle, ha raccontato di quando trovò in giro per casa la pipa per fumare il crack. La spogliarellista Zoe Kestan di quando Hunter si faceva di cocaina ogni venti minuti. Hallie Olivere, vedova di Beau Biden e poi fidanzata del fratello, ha ricostruito i momenti in cui aveva trovato nell’auto di Hunter la pistola e l’aveva gettata in un bidone dei rifiuti, temendo che lui volesse togliersi la vita. Per undici giorni il figlio del futuro presidente degli Stati Uniti aveva tenuto la Colt Cobra in modo illegale.

Tutto il processo si era sviluppato lungo una linea che ha diviso accusa e difesa: i procuratori dovevano convincere la giuria popolare che Biden Jr continuava a farsi di coca anche il 12 ottobre del 2018, quando aveva acquistato l’arma e aveva negato al negoziante e all’Fbi di essere un “addicted”. Secondo la difesa, Hunter era sulla via della guarigione, si era sottoposto a terapia e dunque considerava se stesso già un ex tossicodipendente. I giurati sono stati di parere diverso: per loro, il figlio del futuro presidente mentì, sapendo di mentire.

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