✕

L’ex consigliere di Obama, Kupchan: “L’Europa anticipa Trump. Se vince il tycoon Meloni si allineerà”

epa11401214 Republican presidential candidate and former President Donald Trump arrives before speaking during an election rally at Sunset Park in Las Vegas, Nevada, USA, 09 June 2024. EPA/ALLISON DINNER 
“Negli Usa si sta erodendo il contratto sociale. E l’ex presidente è pronto mettere in discussione le basi della democrazia liberale”, dice l’analista
2 minuti di lettura

New york — Il vero incubo di Charles Kupchan è questo: «Il voto europeo anticipa Trump, ma per ora il centro tiene. Il risultato diventerà molto più buio, se lui vincerà le presidenziali Usa a novembre. Allora la deriva verso lo smantellamento della democrazia liberale sarà inarrestabile e Giorgia Meloni cambierà posizione in pochi minuti per allinearsi». Quindi il direttore per l’Europa nel Consiglio per la sicurezza nazionale di Obama aggiunge: «Per la prima volta nella vita avverto una paura esistenziale».

Come giudica i risultati delle europee?

«Non sorprendenti, perché la tendenza negli ultimi anni indicava la forza crescente dell’estrema destra. La buona notizia è che il centro sembra reggere, conservando la maggioranza in Parlamento, ma la domanda chiave è un’altra: fino a quando? Dopo la Brexit e la vittoria di Trump, momenti chiave della svolta a destra, guardare al resto dell’Europa era rassicurante. Ora non più. Mi preoccupano Germania e Francia. Il calcolo di Macron è…

New york — Il vero incubo di Charles Kupchan è questo: «Il voto europeo anticipa Trump, ma per ora il centro tiene. Il risultato diventerà molto più buio, se lui vincerà le presidenziali Usa a novembre. Allora la deriva verso lo smantellamento della democrazia liberale sarà inarrestabile e Giorgia Meloni cambierà posizione in pochi minuti per allinearsi». Quindi il direttore per l’Europa nel Consiglio per la sicurezza nazionale di Obama aggiunge: «Per la prima volta nella vita avverto una paura esistenziale».

Come giudica i risultati delle europee?

«Non sorprendenti, perché la tendenza negli ultimi anni indicava la forza crescente dell’estrema destra. La buona notizia è che il centro sembra reggere, conservando la maggioranza in Parlamento, ma la domanda chiave è un’altra: fino a quando? Dopo la Brexit e la vittoria di Trump, momenti chiave della svolta a destra, guardare al resto dell’Europa era rassicurante. Ora non più. Mi preoccupano Germania e Francia. Il calcolo di Macron è che lasciare il governo a Le Pen la indebolisca in vista delle presidenziali, ma potrebbe accadere il contrario».

Perché teme per la tenuta del centro?

«Non sappiamo dove ci porterebbe una maggioranza di destra. La premier italiana Meloni è il prototipo di leader alla guida di un partito con radici oscure, che al potere si è comportata meglio delle aspettative. Ma se ascolti le persone intorno a Trump, ci sono chiare spinte autocratiche. Quindi se vincesse, metterebbe in discussione le basi della democrazia liberale».

Rischiamo di perderla?

«Non possiamo escluderlo, perché lo vediamo avvenire in Turchia, Ungheria, Polonia, Israele e Usa, dove il principale contendente per le presidenziali ha cercato di rovesciare la democrazia».

Rieleggere Trump legittimerebbe lo scardinamento del sistema liberaldemocratico?

«Gli elettori sanno che vuole abbatterlo e sarebbero d’accordo».

Cosa devono fare le forze democratiche per impedirlo?

«È in corso l’erosione del contratto sociale dell’era industriale. A ciò si aggiunge l’immigrazione, che è manipolata dai populisti, ma quando negli Usa leggi sui giornali che ieri 2.500 illegali hanno attraversato la frontiera col Messico ti chiedi cosa diavolo stia accadendo. Perciò Biden ha firmato un decreto per i confini inimmaginabile all’inizio del suo mandato».

Ha fatto bene?

«Benissimo. La mia unica critica è che avrebbe dovuto agire prima. Se vogliono salvare la democrazia, le forze liberali devono accettare iniziative che le mettono a disagio».

Perché?

«C’è una pericolosa somiglianza tra la demografia che negli anni Venti e Trenta sospinse fascismo e nazismo, soprattutto classe media e lavoratrice, e quella che oggi vota la destra. Ciò rende questo momento spaventoso. Hitler andò al potere legalmente e poi cambiò il sistema dall’interno. Oggi non stiamo vivendo colpi di stato militari, ma la volontà popolare porta al potere persone che poi ne abusano. Se hanno super maggioranze, controllano media e sistemi giudiziari, mettono in prigione i dissidenti, batterli alle urne diventa impossibile».

Con questi risultati l’Europa anticipa Trump?

«Il centro resta maggioranza e alcuni sono in controtendenza, come la Polonia di Tusk. Però se i partiti centristi non daranno risposte, e Trump vincerà a novembre, ciò incoraggerà la destra rispettabile a spostarsi verso quella estrema e l’Europa tornerà al nazionalismo. Meloni 2.0, meno gentile verso Bruxelles, emergerà subito, e diventerà molto più difficile sostenere l’integrazione europea e l’Ucraina».

Ha vinto Putin?

«Al Cremlino avranno stappato bottiglie. Mosca favorisce qualunque cosa che renda l’Occidente più diviso e disfunzionale».

Come giudica il risultato di Meloni?

«Ha vinto, ma senza la valanga vista in Francia, Germania o Austria. Forse significa che tra gli elettori italiani c’è ancora un po’ di cautela nel darle tutto il potere che vorrebbe».

Se flirtasse con la destra estrema comprometterebbe il buon rapporto costruito con Washington?

«Meloni è una politica di grande talento e farà ciò che sarà nel suo interesse. Finora si è comportata bene perché era politicamente astuto. Se domani, con la vittoria di Trump, diventerà astuto fare l’opposto, cambierà linea nel giro di pochi minuti».

Leggi i commenti