✕

Francia, svolta choc della destra: i gollisti si alleano con Le Pen

(agf)
La scelta del leader Ciotti divide i repubblicani, ma può dare la vittoria all’Rn
2 minuti di lettura

PARIGI — «Con senso di responsabilità, abbiamo scelto di lavorare con il Rassemblement National». Eric Ciotti, presidente dei Républicains, ha ufficializzato così l’accordo con Marine Le Pen nelle elezioni anticipate previste a fine mese. La destra francese - in Europa affiliata al Ppe - attraversa una linea rossa che nessun leader della famiglia politica di Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy aveva mai varcato. È una svolta che il leader dei Républicains ha preso in conflitto con una parte del partito. Ciotti giustifica la sua decisione con l’obiettivo di combattere la «maggioranza impotente» di Emmanuel Macron e «l’alleanza contro natura» tra partito socialista e France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.

(reuters)

La leader del Rn ha salutato la «scelta coraggiosa» del capo dei Républicains, subito attaccato da molti dirigenti della destra francese. Alcuni – come l’ex commissario Ue Michel Barnier - chied…

PARIGI — «Con senso di responsabilità, abbiamo scelto di lavorare con il Rassemblement National». Eric Ciotti, presidente dei Républicains, ha ufficializzato così l’accordo con Marine Le Pen nelle elezioni anticipate previste a fine mese. La destra francese - in Europa affiliata al Ppe - attraversa una linea rossa che nessun leader della famiglia politica di Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy aveva mai varcato. È una svolta che il leader dei Républicains ha preso in conflitto con una parte del partito. Ciotti giustifica la sua decisione con l’obiettivo di combattere la «maggioranza impotente» di Emmanuel Macron e «l’alleanza contro natura» tra partito socialista e France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.

(reuters)

La leader del Rn ha salutato la «scelta coraggiosa» del capo dei Républicains, subito attaccato da molti dirigenti della destra francese. Alcuni – come l’ex commissario Ue Michel Barnier - chiedono le sue dimissioni. I senatori dei Républicains hanno ribadito il rifiuto di alleanze con l’estrema destra. «Ho la fiducia dei militanti» risponde Ciotti. Le liste elettorali, da depositare entro domenica, le farà lui. E, ha spiegato, dove i candidati della destra storica saranno in vantaggio i lepenisti rinunceranno a un loro nome. Il primo a trarne vantaggio sarà proprio Ciotti, che non avrà un avversario Rn nel suo collegio a Nizza.

I numeri sui deputati che seguiranno Ciotti non sono ancora certi. Lui intanto rompe un tabù, quel «cordone sanitario» intorno all’ex Front National durato oltre mezzo secolo. «È un’espressione che non ha più senso» commenta. Di nuovo c’è che Le Pen è «favorita» alle elezioni anticipate: a sottolinearlo è l’ex premier Edouard Philippe che definisce «costernante» la scelta di Ciotti. L’exploit alle europee (quasi il 32%) e le prime proiezioni sul voto di fine mese di Harris Interactive indicano un movimento profondo in Francia. Il Rassemblement National potrebbe avere tra 235 e 265 seggi. E i Républicains tra 40 e 55 seggi. La somma porterebbe oltre la maggioranza assoluta (289 deputati) necessaria per governare in coabitazione con Macron all’Eliseo.

(afp)

Il capo dello Stato farà oggi una conferenza stampa per indicare le priorità di questa campagna elettorale. «Non sono pazzo, vado per vincere» ha detto in un’intervista al Figaro Magazine, smentendo di volersi dimettere in caso di vittoria di Le Pen. La decisione choc di Ciotti, sperano i macronisti, potrebbe provocare un’emorragia di alcuni dirigenti di destra verso l’attuale coalizione di governo. Ma c’è anche chi nel campo dell’attuale maggioranza chiede un passo indietro di Macron, la cui impopolarità rischia di pesare sul voto. Anche se la vittoria del Rn non è scontata – un altro scenario è una “hung parliament”, con blocchi contrapposti e nessuna maggioranza netta – l’allerta democratica ha permesso alla sinistra di unirsi in un nuovo «Fronte Popolare» tra partito socialista, partito comunista, Ecologisti e France insoumise. Un cartello che non convince l’intellettuale Raphaël Glucksmann che, dopo aver conquistato il 14% alle europee, si è chiamato fuori per le divergenze profonde con la sinistra radicale di Mélenchon e forse per prepararsi meglio alle presidenziali del 2027.

Le contraddizioni sono forti anche nella nuova unione delle destre che ha benedetto da Ciotti, pensando proprio alla “coalizione Meloni” in Italia. Il leader dei Républicains aveva sostenuto la riforma delle pensioni che il Rn vorrebbe abrogare. Ora non è chiaro che se questo punto sarà mantenuto nella campagna che si apre, in un Paese che è sotto osservazione delle agenzie di rating per il suo debito pubblico e con una procedura d’infrazione in arrivo da Bruxelles. Secondo alcune fonti, Ciotti avrebbe già avuto la promessa di un posto da ministro in un eventuale governo di Jordan Bardella. Come il giovanissimo delfino di Le Pen, anche lui ha origini italiane, di Treviso. E mentre oggi Le Pen incontrerà Salvini a Bruxelles, ha deciso di scaricare il partito Reconquête di Eric Zemmour, affiliato nell’Ue ai Conservatori di Meloni. «C’è stata una rottura inspiegabile delle trattative» ha comunicato Marion Maréchal, nipote di Le Pen passata con Reconquête. La leader dell’estrema destra considera ora Zemmour un ostacolo sul suo cammino di normalizzazione verso il potere. Domenica sera, convocando elezioni anticipate, Macron ha auspicato un “chiarimento” nella politica francese. Probabilmente neanche lui aveva previsto una tale accelerazione.

Leggi i commenti