Francia, il politologo Camus: “La scelta del repubblicano Ciotti di allearsi con Le Pen è una mossa disperata per non sparire dopo le Europee”
di Benedetta Perilli«In ogni accordo politico ci sono un prezzo da pagare e concessioni da fare. Quali sono quelle che Jordan Bardella e Marine Le Pen saranno disposti a dare a Éric Ciotti? In ogni caso per lui il prezzo sarà alto». Per Jean-Yves Camus, politologo esperto di destre della Fondazione Jean Jaurès, nel tumulto generato dalla decisione del presidente dei Repubblicani di tentare un’alleanza con l’estrema destra in vista delle elezioni anticipate, nulla va dato per scontato e tutto può ancora succedere.
Inclusa l’ipotesi che l’alleanza possa saltare?
«Intanto l’accordo non è stato ancora fatto, Ciotti ha soltanto detto di esserci vicino e questo non stupisce perché è il più a destra dei repubblicani, l’uomo che parlando di sicurezza e immigrazione è stato messo alla testa del partito per tentare di bloccare l’emorragia di elettori che andavano verso Rn. Ci sono possibilità reali che la sua manovra non ries…
«In ogni accordo politico ci sono un prezzo da pagare e concessioni da fare. Quali sono quelle che Jordan Bardella e Marine Le Pen saranno disposti a dare a Éric Ciotti? In ogni caso per lui il prezzo sarà alto». Per Jean-Yves Camus, politologo esperto di destre della Fondazione Jean Jaurès, nel tumulto generato dalla decisione del presidente dei Repubblicani di tentare un’alleanza con l’estrema destra in vista delle elezioni anticipate, nulla va dato per scontato e tutto può ancora succedere.
Inclusa l’ipotesi che l’alleanza possa saltare?
«Intanto l’accordo non è stato ancora fatto, Ciotti ha soltanto detto di esserci vicino e questo non stupisce perché è il più a destra dei repubblicani, l’uomo che parlando di sicurezza e immigrazione è stato messo alla testa del partito per tentare di bloccare l’emorragia di elettori che andavano verso Rn. Ci sono possibilità reali che la sua manovra non riesca. La mossa non va letta come alta politica ma come un “si salvi chi può” tra chi è rimasto paralizzato dal risultato di Bardella».
C’è il rischio che i Repubblicani possano implodere?
«Una parte ha annunciato di essere in disaccordo con Ciotti chiedendo le sue dimissioni. Non tutti hanno voglia di perdere il centro anche se la rottura riguarda anche i modi: è stata un’iniziativa personale che Ciotti ha preso senza consultare i suoi».
Con il sostegno dell’elettorato repubblicano la vittoria de Le Pen potrebbe essere assicurata?
«Non andrei così lontano. Intanto non bisogna fermarsi al dato di domenica perché quelle erano elezioni europee, poi il Rassemblement National dovrebbe riuscire a registrare una maggioranza e oggi i sondaggi ci dicono che non ce la farà. Si creerebbe così una situazione di coabitazione difficile da gestire. Cosa farà Bardella premier se la guerra in Ucraina si dovesse complicare e Macron dovesse decidere di inviare le truppe?».
Che peso può avere sull’Europa tutto questo?
«L’Europa non capisce cosa succede in Francia, il comportamento di Macron non aiuta. Perché ha gestito così la campagna delle Europee? Perché ha sciolto l’Assemblea? Forse, per evitare che Le Pen arrivi alla presidenza nel 2027, vuole dimostrare nel 2024 che il Rassemblement non è capace di governare? Ma è una sfida folle: chi gli assicura che non sapranno governare? Chi sa se Bardella premier sarà credibile oppure no?».
Che ne sarà di Macron?
«Deve sperare che i francesi non vogliano prendersi il rischio di un governo di Rn e che lo salvino con una maggioranza che comprende la maggioranza attuale più una parte dei Repubblicani. L’esito delle Europee ha già espresso una risposta chiara: il rigetto di una parte del Paese per Macron e per i suoi modi. La questione di fondo riguarda la forma, molti francesi hanno la sensazione di un presidente che si impone, che va avanti da solo. Cosa per qualcuno può sembrare anche coraggioso fino a quando non vai a sbattere contro il muro della verità».