Ue, il commissario all’Ambiente Sinkevicius: "Salviamo il Green Deal. Serve il sostegno dei Verdi alla nuova Commissione Von der Leyen"
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO — È stato il primo Commissario europeo ad andare in Ucraina, dopo l’aggressione russa. Da allora il lituano Virginijus Sinkevicius, responsabile per l’Ambiente ed esponente dei Verdi lituani, c’è tornato otto volte. E all’indomani delle Europee e a margine della Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina, Sinkevicius ragiona con Repubblica sull’importanza che l’Ue non distrugga il Green Deal, sull’incompatibilità “ideologica” dei Verdi con Giorgia Meloni e avverte: «Putin ha tempo. E non rinuncerà a conquistare l’intera Ucraina».
Il Green Deal è a rischio?
«L’attuale Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen ha portato avanti il Green Deal con vigore. E se lei resta, spero che il programma non sia a rischio, tanto più se sarà appoggiata dalla stessa coalizione: Ppe, Liberali, Socialisti. Sono gli stessi che hanno adottato il Green Deal».
In campagna elettorale l’estrema destra ma anche i centristi lo hanno attaccato. E lo stesso Ppe ha già cominciato a smontarlo. …
BERLINO — È stato il primo Commissario europeo ad andare in Ucraina, dopo l’aggressione russa. Da allora il lituano Virginijus Sinkevicius, responsabile per l’Ambiente ed esponente dei Verdi lituani, c’è tornato otto volte. E all’indomani delle Europee e a margine della Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina, Sinkevicius ragiona con Repubblica sull’importanza che l’Ue non distrugga il Green Deal, sull’incompatibilità “ideologica” dei Verdi con Giorgia Meloni e avverte: «Putin ha tempo. E non rinuncerà a conquistare l’intera Ucraina».
Il Green Deal è a rischio?
«L’attuale Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen ha portato avanti il Green Deal con vigore. E se lei resta, spero che il programma non sia a rischio, tanto più se sarà appoggiata dalla stessa coalizione: Ppe, Liberali, Socialisti. Sono gli stessi che hanno adottato il Green Deal».
In campagna elettorale l’estrema destra ma anche i centristi lo hanno attaccato. E lo stesso Ppe ha già cominciato a smontarlo. Per Von der Leyen va «armonizzato» con le esigenze delle aziende.
«Sarebbe un enorme errore se il Green Deal non sopravvivesse. È stato uno dei progetti più importanti della scorsa legislatura e dobbiamo portarlo avanti – anche considerando gli enormi investimenti che stanno facendo Usa e Cina nelle tecnologie green. Ma pensiamo anche a uno dei nostri obiettivi principali, strategici, come europei: l’autonomia energetica. È una necessità, dobbiamo diventare indipendenti. E abbiamo una reputazione globale da preservare. Abbiamo trainato anche altri Paesi e continenti verso gli obiettivi della decarbonizzazione, del rispetto degli Accordi di Parigi, delle Cop».
I Verdi, cosa faranno? Aderiranno alla coalizione che sosterrà von der Leyen? E a quali condizioni?
«Spero che i Verdi aderiranno. Ma senza cedere sugli obiettivi, anzitutto l’autonomia strategica dell’Europa. Ma sulla difesa, sulla competitività, sul lavoro, insomma sui possibili obiettivi della prossima Commissione Ue, noi Verdi ci siamo».
I Verdi dicono: mai un’alleanza con Meloni.
«Perché è molto difficile, ci sono delle enormi differenze ideologiche. Tanto più se Viktor Orbán aderirà al gruppo di Meloni, ai Conservatori».
La svolta a destra dell’Europa alle elezioni di domenica può mettere a rischio il sostegno all’Ucraina?
«Spero di no. I Verdi restano adamantini nel sostegno. Forse sono più preoccupato per il Consiglio che per la Commissione Ue. Ci sono dei leader antiucraini».
Qual è la strategia di Putin al momento, secondo lei?
«Putin vuole occupare l’Ucraina e vincere la guerra a ogni costo. Le sue truppe sono carne da cannone, e Mosca ne sacrificherà quante saranno necessarie per raggiungere i suoi obiettivi. Putin è paziente, può aspettare. E sta continuando a mettere un’enorme pressione anche sulla popolazione ucraina attaccando massicciamente civili e infrastrutture strategiche, energetiche, chimiche. Vuole demoralizzarla».