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Pizzaioli robot e cuochi-macchina: nei ristoranti americani arriva l’intelligenza artificiale

A Chicago presentati androidi capaci anche di cucinare 200 hamburger in un’ora
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New York - I ristoranti americani stanno scommettendo sull’intelligenza artificiale, e non per ruoli laterali. I robot fanno le pizze e cuociono gli hamburger e le patatine, servono in tavola e sparecchiano. La notizia rassicurante è che gli androidi non sono ancora pronti a sostituire piazzaioli e camerieri, ma la strada sembra tracciata. Con la carenza di personale e l’inflazione, il ricorso ai robot potrebbe essere la soluzione per migliaia di attività.

Allo show annuale della National Restaurant Association di Chicago, nell’Illinois, le compagnie tech si sono presentate in massa per vendere i loro robot in grado di lavorare nei ristoranti. Tra i vincitori dei premi innovazione “PizzaBot”, in grado di confezionare una pizza e condirla con pomodoro, mozzarella, salame e salsiccia e metterla in forno. I-Robo2 è una macchina robotica capace di preparare trenta tipi diversi di piatti in un’ora, dal pollo con peperoni e crema alla pasta al sugo. Il comando viene dato attraverso un tabl…

New York - I ristoranti americani stanno scommettendo sull’intelligenza artificiale, e non per ruoli laterali. I robot fanno le pizze e cuociono gli hamburger e le patatine, servono in tavola e sparecchiano. La notizia rassicurante è che gli androidi non sono ancora pronti a sostituire piazzaioli e camerieri, ma la strada sembra tracciata. Con la carenza di personale e l’inflazione, il ricorso ai robot potrebbe essere la soluzione per migliaia di attività.

Allo show annuale della National Restaurant Association di Chicago, nell’Illinois, le compagnie tech si sono presentate in massa per vendere i loro robot in grado di lavorare nei ristoranti. Tra i vincitori dei premi innovazione “PizzaBot”, in grado di confezionare una pizza e condirla con pomodoro, mozzarella, salame e salsiccia e metterla in forno. I-Robo2 è una macchina robotica capace di preparare trenta tipi diversi di piatti in un’ora, dal pollo con peperoni e crema alla pasta al sugo. Il comando viene dato attraverso un tablet. Alla fine della procedura, basterà prendere il contenuto di un cilindro e servirlo nel piatto.

Alpha Grill, invece, è in grado di cucinare duecento hamburger in un’ora e di pulire tutto. Oppure Voglebot, per friggere pezzi di pollo come se fosse un fast food qualunque. Ma ci sono anche androidi in grado di preparare il ramen, il piatto giapponese a base di spaghetti di frumento serviti in brodo di carne o pesce. Ma serviti non è un modo di dire: servono davvero ai tavoli. Sono stati presentati alla fiera americana robot dotati di capienti vassoi su cui poggiano le portate, messe a disposizione dei clienti. Il servizio sarà anche un po’ freddino, ma non sarà necessario lasciare la mancia. I pizzaioli e camerieri di nuova generazione sono soggetti ancora a qualche problema tecnico.

Una compagnia robotica della Silicon Valley chiamata Zume l’anno scorso ha chiuso anche perché non riusciva a evitare che il formaggio servito sulla pizza scivolasse. Ma è solo questione di tempo, dicono gli esperti, e tutto funzionerà. Già nel 2021 alcune catene, come Sweetgreen, hanno acquisito gli androidi e aperto, due anni dopo, un ristorante automatizzato, Infinite Kitchen. Steve Ellis, fondatore di Chipotle, altra celebre catena americana, ha lanciato una catena vegana chiamata Kernel dove ai fornelli ci sono i robot. Arriverà il giorno che al vostro tavolo comparirà un cameriere senza volto, probabilmente tutto bianco, e con artigli d’acciaio in grado di reggere i piatti. Sulla qualità delle pietanze, il giudizio al momento resta sospeso.

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