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Il Pentagono risponde alla sfida russa nei Caraibi: il sottomarino nucleare Helena arriva nel golfo di Guantanamo

Lo Uss Helena usato dagli americani in reazione alla crociera del Kazan di Mosca che nei giorni scorsi è approdato a L’Avana
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Occhio per occhio, sottomarino per sottomarino. Il Pentagono risponde alla sfida russa nei Caraibi mandando a Cuba un suo sommergibile nucleare: lo Uss Helena si è mostrato ieri nel golfo di Guantanamo, dove si trova la base mantenuta dagli americani nell’isola. Il comunicato dello Us Southern Command l’ha definita “una missione di routine, pianificata da tempo”. In realtà tutti sono convinti che sia la reazione per la crociera del battello nucleare Kazan, che dopo avere navigato in immersione a poche decine di chilometri dalle coste della Floria è approdato all’Havana assieme alla fregata Gorshkov, l’unica dotata di missili ipersonici.

C’è un aspetto sorprendente. Lo Uss Helena è il più vecchio sottomarino nucleare statunitense della classe Los Angeles: in servizio dal 1986, sottoposto a una lunga e costosa revisione conclusa due anni fa, andrà comunque in pensione nel giro di pochi mesi. Un elemento che conferma l’ipotesi di una mobilitazione rapida per fronteggiare la provocazione…

Occhio per occhio, sottomarino per sottomarino. Il Pentagono risponde alla sfida russa nei Caraibi mandando a Cuba un suo sommergibile nucleare: lo Uss Helena si è mostrato ieri nel golfo di Guantanamo, dove si trova la base mantenuta dagli americani nell’isola. Il comunicato dello Us Southern Command l’ha definita “una missione di routine, pianificata da tempo”. In realtà tutti sono convinti che sia la reazione per la crociera del battello nucleare Kazan, che dopo avere navigato in immersione a poche decine di chilometri dalle coste della Floria è approdato all’Havana assieme alla fregata Gorshkov, l’unica dotata di missili ipersonici.

C’è un aspetto sorprendente. Lo Uss Helena è il più vecchio sottomarino nucleare statunitense della classe Los Angeles: in servizio dal 1986, sottoposto a una lunga e costosa revisione conclusa due anni fa, andrà comunque in pensione nel giro di pochi mesi. Un elemento che conferma l’ipotesi di una mobilitazione rapida per fronteggiare la provocazione lanciata da Putin davanti agli States. Invece il Kazan è il più moderno sistema della flotta subacquea di Mosca, ritenuto estremamente silenzioso: secondo alcune fonti, non confermate, prima della partenza per i Caraibi ha imbarcato i missili Zircon che sfiorano i diecimila chilometri orari.

Entrambi sono sommergibili d’attacco: non imbarcano armi con testate atomiche a lungo raggio ma sono destinati a dare la caccia ad altri battelli o alle navi, usando cruise e siluri. Sono stati progettati per duelli come quelli resi celebri dal film “Caccia all’Ottobre Rosso”, tornato drammaticamente attuale un quarto di secolo dopo l’uscita nelle sale.

La coppia di unità russe resterà a Cuba fino a lunedì, in singolare coincidenza con il G7 di Borgo Egnazia. Sono previste esercitazioni con la marina cubana e forse con quella venezuelana: i due principali alleati del Cremlino nella regione. Si tratta di flotte con dotazioni vecchie, non in grado di impensierire l’Us Navy. Lapresenza invece degli ordigni ipersonici rappresenta una potenziale minaccia molto significativa: sono stati studiati proprio per superare le difese delle portaerei americane.

Dall’altro lato dell’oceano, prosegue il wargame delle forze nucleari tattiche russe. Ieri nel Baltico vere ogive atomiche sono state caricate a bordo di due corvette, che poi hanno simulato azioni di attacco: non è chiaro se sia stata coinvolta anche la base di Kaliningrad, incastonata all’interno della Polonia. Altre batterie mobili terrestri sono uscite dai bunker con le testate tattiche installate, provando le procedure per colpire. Prendono ordini dal nuovo comando militare creato da Putin per replicare all’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia: è stato chiamato “Distretto di Leningrado”, con il nome sovietico della città. Lì durante l’assedio tedesco il padre del presidente venne ferito gravemente e morì di stenti il fratello primogenito che lui non ha mai conosciuto: la scelta del nome ribadisce non solo gli slogan patriottici, ma anche la volontà di proteggere a ogni costo lo status della Russia come grande potenza.

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