Germania, la Cdu apre alle alleanze con l’estrema destra e l’estrema sinistra: “Ma solo a livello locale”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Lunedì, all’indomani di un risultato elettorale devastante, Friedrich Merz aveva ancora escluso aperture a destra o a sinistra. Alla luce di un’Afd schizzata oltre il 30% e della rossobruna Sahra Wagenknecht balzata oltre il 10% in alcuni Land dove si vota in autunno, Friedrich Merz aveva tenuto duro. Aveva ribadito di non volere “alleanze con l’estrema destra e l’estrema sinistra”.
Ma poi dalle regioni della vecchia Germania comunista gli era arrivato un sonoro altolà, in particolare dalla Turingia e dalla Sassonia, dove il primo settembre si vota per il rinnovo del parlamentino e la Cdu è preoccupata di non riuscire a formare alleanze senza rompere la merkeliana “linea rossa” a destra. Da Dresda il governatore Michael Kretschmer aveva detto in particolare che quei muri non sono iscritti nella Costituzione. Insomma, che non hanno più senso. E anche qualche big del partito come Hendrik…
BERLINO – Lunedì, all’indomani di un risultato elettorale devastante, Friedrich Merz aveva ancora escluso aperture a destra o a sinistra. Alla luce di un’Afd schizzata oltre il 30% e della rossobruna Sahra Wagenknecht balzata oltre il 10% in alcuni Land dove si vota in autunno, Friedrich Merz aveva tenuto duro. Aveva ribadito di non volere “alleanze con l’estrema destra e l’estrema sinistra”.
Ma poi dalle regioni della vecchia Germania comunista gli era arrivato un sonoro altolà, in particolare dalla Turingia e dalla Sassonia, dove il primo settembre si vota per il rinnovo del parlamentino e la Cdu è preoccupata di non riuscire a formare alleanze senza rompere la merkeliana “linea rossa” a destra. Da Dresda il governatore Michael Kretschmer aveva detto in particolare che quei muri non sono iscritti nella Costituzione. Insomma, che non hanno più senso. E anche qualche big del partito come Hendrik Wuest aveva cominciato a suggerire che bisogna concedere libertà ai governatori e ai sindaci, al livello locale.
Così, il leader della Cdu è dovuto tornare in queste ore davanti ai microfoni dell’Ard per correggere il tiro. Riferendosi a Wagenknecht, l’ex leader della Linke che si è trasformata in una populista rossobruna e filorussa, Merz ha distinto tra livello federale e livello locale. E su quest’ultimo piano, ha lasciato mano libera a governatori e sindaci. Aprendo ad alleanze con le estreme.
Nell’intervista, Merz ha continuato ad escludere convergenze, ma solo al livello nazionale, con Wagenknecht, che “ha un’opinione completamente diversa sull’economia, sulla Bundeswehr o sulla difesa”, ha sottolineato. Insomma, da questo punto di vista il bando vale ancora.
Tuttavia, quando la giornalista lo ha incalzato chiedendogli se lascerà mano libera alle Cdu locali Merz ha sganciato la bomba: “Nelle Cdu locali vengono prese decisioni diverse. Non si determinano le politiche sulla Bundeswehr o quelle economiche, che spettano a Berlino e non ai Land. Lì bisogna vedere, alla luce dei risultati elettorali, quali combinazioni emergono, quali possibilità di governare ci sono”. Più chiaro di così.