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Scholz, il cancelliere “Teflon”: indifferente alla sconfitta delle europee lavora alle nomine e punta alla rimonta nel 2025

(reuters)
Uscito fortemente ridimensionato dalle elezioni, è sotto pressione nel partito e dagli alleati perché imprima una svolta o faccia un passo indietro. Maresta imperturbabile. La resa dei conti il 4 luglio, con la discussione sul bilancio
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Olaf Scholz è arrivato a Borgo Egnazia sull’orlo di una crisi di governo e inseguito da un nomignolo che lo affligge da un po’, ma che dopo la reazione alla batosta di domenica è tornato di gran moda: Teflon. Come le padelle, il cancelliere è “antiaderente” rispetto alle critiche, alle sconfitte elettorali, alle richieste di un passo indietro, a tutto. Ma Scholz ha raggiunto comunque il G7 in Puglia con qualche appunto tedesco sui dossier, ed è ansioso di chiudere rapidamente la partita delle nomine europee.

Le poltrone su cui vuole trovare la quadra, d’intesa con Emmanuel Macron, prima di un appuntamento a luglio che potrebbe provocare un serio terremoto nella sua coalizione, sono quella della presidenza della Commissione Ue, del Consiglio Ue e dell’Alto rappresentante. Rispettivamente, nei desiderata dell’ingolfato motore franco-tedesco, la prima andrebbe a Ursula von der Leyen, la seconda all’ex premier portoghese Antonio Costa, mentre per la terza ci sarebbe l’intesa sulla premie…

Olaf Scholz è arrivato a Borgo Egnazia sull’orlo di una crisi di governo e inseguito da un nomignolo che lo affligge da un po’, ma che dopo la reazione alla batosta di domenica è tornato di gran moda: Teflon. Come le padelle, il cancelliere è “antiaderente” rispetto alle critiche, alle sconfitte elettorali, alle richieste di un passo indietro, a tutto. Ma Scholz ha raggiunto comunque il G7 in Puglia con qualche appunto tedesco sui dossier, ed è ansioso di chiudere rapidamente la partita delle nomine europee.

Le poltrone su cui vuole trovare la quadra, d’intesa con Emmanuel Macron, prima di un appuntamento a luglio che potrebbe provocare un serio terremoto nella sua coalizione, sono quella della presidenza della Commissione Ue, del Consiglio Ue e dell’Alto rappresentante. Rispettivamente, nei desiderata dell’ingolfato motore franco-tedesco, la prima andrebbe a Ursula von der Leyen, la seconda all’ex premier portoghese Antonio Costa, mentre per la terza ci sarebbe l’intesa sulla premier estone Kaja Kallas.

A Berlino, alla vigilia della partenza, tutti si sono segnati però una data in rosso sul calendario: il 4 luglio, quando è previsto l’appuntamento per la discussione nel governo sulla finanziaria. Ad oggi la Fdp del ministro delle Finanze Christian Lindner e la Spd del cancelliere sembrano a un passo dalla rottura. Il primo non vuole cedere di un millimetro sul freno al debito; mentre gli uomini di Scholz chiedono a gran voce una deroga o un aumento delle tasse per finanziare il rilancio economico e trovare nuove risorse per l’Ucraina. Si tratta su a 30-40 miliardi di euro che il liberale vuole ottenere attraverso tagli alla spesa sociale e i socialdemocratici caricandoli sul deficit. E tutti gli osservatori temono che su queste posizioni inconciliabili il governo possa precipitare in una crisi senza sbocchi.

In questo clima apocalittico, i socialdemocratici hanno anche tentato nelle scorse ore un’analisi interna sull’ecatombe delle Europee. Secondo la ricostruzione di Politico, c’è chi si è lamentato, come l’ex sindaco di Berlino Michael Mueller, di aver saputo del via libera di Scholz ai bombardamenti in territorio russo dal suo portavoce. O chi, come Ralph Stegner, ha evidenziato i continui, dannosi litigi nella maggioranza. E c’è stato chi, come Rolf Muetzenich, ha chiesto al cancelliere esplicitamente qual sarà il suo “piano B” se Lindner terrà duro sul freno al debito.

E Scholz? Teflon, appunto. Come se non fosse successo nulla, come se il suo partito non avesse incassato la peggiore sconfitta elettorale della storia. Abbiate pazienza, ha replicato ai suoi, tuffandosi in una similitudine spiazzante. É come quando corri e dopo 400 metri ti fanno male i muscoli. Se vai avanti, poi tutto si aggiusta. La scommessa del cancelliere, insomma, è che alle elezioni politiche manca un anno e fino ad allora tutto si aggiusterà. Scholz conta su un remake del 2021, quando era indietro in tutti i sondaggi e riuscì in una clamorosa rimonta della Cdu/Csu. Tanto più che sa di avere un rivale debole: Friedrich Merz - sempre se sarà lui il candidato alla cancelleria dei conservatori.

Ma nella Spd tutti sanno che quel recupero gli fu concesso per una gigantesca apertura di credito, da parte dei tedeschi. Che vedevano in lui un clone di Angela Merkel. Quell’illusione, nel frattempo, è evaporata. E dopo la bastonata di domenica, la Spd si aspetta anzitutto da Scholz che ottenga qualche apertura sulle finanze pubbliche da Lindner. Serve un rilancio, è stato il messaggio del suo partito al cancelliere.

E uno spiraglio si è aperto proprio mentre Scholz era in volo per la Puglia. Secondo la Bild, qualche miliardo in più starebbe saltando fuori dalle pieghe del bilancio. Undici o dodici miliardi che consentirebbero a Lindner e alla Spd un avvicinamento. Si tratta di risorse che potrebbero emergere a causa della congiuntura economica più debole del previsto. Il ministro delle Finanze potrebbe richiamarsi a una clausola della regola costituzionale che concede un indebitamento maggiore, nel caso di un rallentamento del Pil. Ma basterà per placare i socialdemocratici e scongiurare una seria crisi di governo?

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