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Usa, la Corte Suprema cancella l’unica norma anti-armi approvata da Trump

Cancellato il bando ai “Bump stocks”, i congegni vietati nel 2018 che trasformano i fucili automatici in veri e propri mitragliatori. E la protesta stavolta è bipartisan
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NEW YORK - La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che le armi non possono avere limiti alla loro potenza di fuoco. Per la prima volta l’alta corte di Washington è riuscita a prendere una decisione che scontenta gli americani in modo bipartisan. I giudici supremi, con una votazione di 6 a 3 - i sei voti a favore sono tutti conservatori - hanno tolto il divieto introdotto dall'amministrazione dell'ex presidente Donald Trump sui “bump stocks”, congegni che consentono ai fucili semiautomatici di sparare come una mitragliatrice. Joe Biden aveva confermato la messa al bando.

Secondo l’opinione firmata dal giudice Clarence Thomas, quel divieto è stato un provvedimento incostituzionale. Contrari i giudici liberali Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson. Il divieto era stato imposto da Trump dopo il massacro al concerto di Las Vegas del 2017, il più grave della storia americana in cui morirono 60 persone. A ucciderle fu un uomo di 64 anni, appostato in una camera d’hotel…

NEW YORK - La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che le armi non possono avere limiti alla loro potenza di fuoco. Per la prima volta l’alta corte di Washington è riuscita a prendere una decisione che scontenta gli americani in modo bipartisan. I giudici supremi, con una votazione di 6 a 3 - i sei voti a favore sono tutti conservatori - hanno tolto il divieto introdotto dall'amministrazione dell'ex presidente Donald Trump sui “bump stocks”, congegni che consentono ai fucili semiautomatici di sparare come una mitragliatrice. Joe Biden aveva confermato la messa al bando.

Secondo l’opinione firmata dal giudice Clarence Thomas, quel divieto è stato un provvedimento incostituzionale. Contrari i giudici liberali Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson. Il divieto era stato imposto da Trump dopo il massacro al concerto di Las Vegas del 2017, il più grave della storia americana in cui morirono 60 persone. A ucciderle fu un uomo di 64 anni, appostato in una camera d’hotel al 32° piano di un grattacielo, che aveva trasformato i suoi fucili in macchine da guerra. In dieci minuti aveva sparato circa 1.600 proiettili grazie a congegni che avevano trasformato fucili Ar-15 in mitragliatori.

La Corte ha accolto il ricorso presentato dal proprietario di un negozio di armi del Texas, un veterano dell’esercito sostenuto dalla National Rifle Association e da altre organizzazioni pro armi. Ma è una decisione che ha scontentato i trumpiani e gli stessi Democratici, che hanno inondato i social per accusare i giudici di essere diventati troppo ideologici e politici: “Era uno dei pochi provvedimenti accettabili di Trump”, scrivono infatti molti elettori Dem. La messa al bando era stata accolta in modo positivo da molti americani, anche perché la domanda di base che la gente si faceva era: chi ha interesse a trasformare un fucile semiautomatico in mitragliatore?

Nel dicembre del 2018 il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives aveva rivisto i suoi regolamenti sui "bump stocks”, dichiarando che rientravano in una legge esistente del 1934 approvata dal Congresso che vietava le mitragliatrici, considerate tali se “sparano più di un colpo per volta senza ricaricamento manuale”. Il testo era poi stato integrato nel 1968 e nel 1986, attraverso il Gun Control Act, includendo nei divieti parti utilizzate per convertire i fucili semiautomatici. Secondo i giudici conservatori Trump aveva forzato i suoi poteri. Nei dieci anni precedenti in cui l’acquisto di “bump stocks” era legale, gli americani avevano acquistato più di mezzo milione di questi congegni.

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