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Al via in Svizzera la conferenza di pace sull’Ucraina. In forse la presenza di Giorgia Meloni

Volodymyr Zelensky (a destra) e la presidente federale svizzera Viola Amherd alla conferenza stampa di apertura dela conferenza (afp)
Il summit, a cui sono assenti Russia e Cina, dovrebbe iniziare a porre le basi per futuri negoziati. Ma le distanze sono ancora enormi
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LUCERNA - Questo fine settimana le delegazioni di novantadue Paesi partecipano a una conferenza internazionale sulla pace in Ucraina organizzata dalla Svizzera. Il luogo scelto per il summit è un resort scenografico a mille metri di altitudine sul Bürgenstock, la montagna che affaccia sul lago dei Quattro Cantoni a Lucerna, perché – hanno spiegato gli svizzeri – è facile da isolare e quindi piace ai servizi di sicurezza. Tutte le strade che si inerpicano verso i palazzotti del resort, dove nei giorni normali le camere vanno via a mille euro a notte, questa mattina erano chiuse già a fondovalle e ci sono centinaia di poliziotti e militari piazzati a ogni curva.

Il fatto che il presidente americano Joe Biden abbia deciso da molto tempo di non partecipare, pur essendo già vicino grazie al vertice del G7 in Puglia, è un segnale forte: da questo enorme incontro diplomatico sul Bürgenstock non c’è da aspettarsi una svolta storica. Gli Stati Uniti mandano al suo posto la vice presidente Kama…

LUCERNA - Questo fine settimana le delegazioni di novantadue Paesi partecipano a una conferenza internazionale sulla pace in Ucraina organizzata dalla Svizzera. Il luogo scelto per il summit è un resort scenografico a mille metri di altitudine sul Bürgenstock, la montagna che affaccia sul lago dei Quattro Cantoni a Lucerna, perché – hanno spiegato gli svizzeri – è facile da isolare e quindi piace ai servizi di sicurezza. Tutte le strade che si inerpicano verso i palazzotti del resort, dove nei giorni normali le camere vanno via a mille euro a notte, questa mattina erano chiuse già a fondovalle e ci sono centinaia di poliziotti e militari piazzati a ogni curva.

Il fatto che il presidente americano Joe Biden abbia deciso da molto tempo di non partecipare, pur essendo già vicino grazie al vertice del G7 in Puglia, è un segnale forte: da questo enorme incontro diplomatico sul Bürgenstock non c’è da aspettarsi una svolta storica. Gli Stati Uniti mandano al suo posto la vice presidente Kamala Harris. Tutti gli altri leader del G7 che si sono appena visti a Borgo Egnazia in teoria dovrebbero essere presenti, secondo una lista ufficiale pubblicata ieri dal governo svizzero, ma ci potrebbero essere defezioni dell’ultim’ora. Una su tutte: quella della premier italiana Giorgia Meloni, che “potrebbe venire ma soltanto domani, non è ancora certo”, dice a Repubblica una fonte diplomatica senior. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani invece ci sarà.

(afp)

Biden escluso, la presenza e se sì in quale misura al summit svizzero si è trasformata nell’occasione per lanciare un messaggio di interesse – oppure no – alla questione ucraina. La Cina ha scelto di non venire. Slovacchia e Ungheria, i due Paesi più filorussi dell’Unione europea, mandano il ministro degli Esteri, come la Romania. Il Brasile, che ha in antipatia il presidente ucraino Zelensky, manda soltanto un osservatore.

La descrizione ufficiale del summit per la pace mette subito le mani avanti: non è un negoziato diretto per raggiungere un cessate il fuoco in Ucraina. Tanto per cominciare manca fisicamente la delegazione della Russia, che ha ignorato l’invito, e quindi non è possibile fare accordi. Ma se anche ci fosse una rappresentanza inviata da Putin, per adesso la distanza tra le posizioni di Kiev e quelle di Mosca è incolmabile. Il summit è piuttosto un tentativo di “porre le basi per futuri negoziati”, “creare una cornice di discussione” e altre espressioni prese dal gergo diplomatico che in sintesi vogliono dire: incontriamoci e cominciamo a parlare delle singole questioni che assieme formano il caos del conflitto ucraino, come sicurezza nucleare, assistenza umanitaria, garanzie sul cibo e sull’acqua, scambi di prigionieri militari e restituzione dei civili sequestrati dalla Russia – inclusi migliaia di minorenni ucraini.

La bozza del documento finale, secondo alcune anticipazioni, include alcuni passaggi che sono l’opposto di quello che ha chiesto ieri il presidente russo Vladimir Putin. Si parla di “integrità e sovranità territoriale” ucraina e quindi si esclude in partenza la possibilità di cedere regioni dell’Ucraina alla Russia, che è proprio quello che chiede Putin. Il leader del Cremlino per cominciare i negoziati esige la cessione preventiva di quattro grandi regioni che sono soltanto in parte sotto il controllo dell’esercito russo – e quindi chiede alle truppe ucraine di arretrare di molte decine di chilometri e abbandonare città importanti che non erano mai state occupate.

Questo sull’integrità territoriale è un passaggio che non c’era nelle bozze precedenti del documento che dovrà essere presentato alla fine del summit svizzero. Inoltre il documento conterrebbe una clausola che respinge le proposte di pace vaghe arrivate da Cina e Brasile e considera valide soltanto le proposte di pace che aderiscono in modo formale alla legge internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite.

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