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Libano, allarme Usa per il rischio di una guerra tra Israele e Hezbollah

Nuovi scontri nel fronte Nord tra l’Idf e i guerriglieri sciiti libanesi. Il consigliere strategico degli Stati Uniti, Amos Hochstein, è in viaggio verso Israele proprio per tentare alleggerire la tensione
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TEL AVIV – Nuovi scontri nel fronte nord tra l’esercito israeliano e i guerriglieri hezbollah libanesi rendono sempre più minacciose le prospettive di un allargamento del conflitto. Secondo molti esperti potrebbe essere imminente, ed è uno scenario che preoccupa molto anche gli Stati Uniti, che stanno lavorando da mesi con l’obiettivo dichiarato di riportare la stabilità nella regione. Il consigliere strategico degli Stati Uniti, Amos Hochstein, è in viaggio verso Israele proprio per tentare alleggerire la tensione.

La notte scorsa i caccia israeliani hanno attaccato una base militare di Hezbollah a Kafr Kela, nel sud del Libano. Un attacco a cui i miliziani sciiti hanno replicato in mattinata facendo scattare gli allarmi: le forze armate israeliane dicono di avere intercettato due lanci, che “non hanno provocato vittime”, diretti alla zona del monte Meron, dove hanno colpito una base militare israeliana.

Poco dopo Israele ha lanciato un nuovo raid: un assassinio mirato che sec…

TEL AVIV – Nuovi scontri nel fronte nord tra l’esercito israeliano e i guerriglieri hezbollah libanesi rendono sempre più minacciose le prospettive di un allargamento del conflitto. Secondo molti esperti potrebbe essere imminente, ed è uno scenario che preoccupa molto anche gli Stati Uniti, che stanno lavorando da mesi con l’obiettivo dichiarato di riportare la stabilità nella regione. Il consigliere strategico degli Stati Uniti, Amos Hochstein, è in viaggio verso Israele proprio per tentare alleggerire la tensione.

La notte scorsa i caccia israeliani hanno attaccato una base militare di Hezbollah a Kafr Kela, nel sud del Libano. Un attacco a cui i miliziani sciiti hanno replicato in mattinata facendo scattare gli allarmi: le forze armate israeliane dicono di avere intercettato due lanci, che “non hanno provocato vittime”, diretti alla zona del monte Meron, dove hanno colpito una base militare israeliana.

Poco dopo Israele ha lanciato un nuovo raid: un assassinio mirato che secondo le forze israeliane riguardava un guerrigliero di Hezbollah colpito mentre viaggiava in motocicletta. L’Idf ha diffuso il video dell’attentato, che oltre alla vittima designata – secondo fonti locali - avrebbe colpito altre persone che si trovavano nell’area urbana in cui la motocicletta è stata centrata da un’esplosione.

Gli scontri tra Hezbollah e gli israeliani sono ricominciati dopo il 7 ottobre. Hezbollah, sostenuto direttamente dall’Iran, appoggia Hamas e chiede a Israele di fermare la guerra nella Striscia scatenata per sconfiggere i miliziani e riportare a casa gli ostaggi rapiti il 7 ottobre. Ma è l’escalation degli ultimi giorni a preoccupare. Hezbollah ha incrementato gli attacchi per qualità e potenza dopo la decisione del governo israeliano di procedere con l’offensiva di terra a Rafah. Le autorità del movimento sciita libanese hanno detto chiaramente che non si fermeranno fino a quando non ci sarà il cessate il fuoco nella Striscia, offrendo contemporaneamente un’apertura diplomatica a riportare l’equilibrio nella regione ma solo all’indomani del cessate il fuoco.

Secondo un rapporto di CBS News, però, i funzionari della Casa Bianca sono molto preoccupati dal rischio che gli scontri sempre più tesi e frequenti divampino in un conflitto aperto. Il pericolo, sostiene il rapporto, è che i razzi libanesi "provochino conseguenze indesiderate che inneschino una situazione a cui Israele si sente in dovere di rispondere”, mentre gli attacchi israeliani in profondità in Libano sembrano già “preparare il campo di battaglia per un assalto a tappeto”.

Sarebbe il cerino nel pagliaio: il passo successivo sarebbe l’inizio di “una guerra contro Hezbollah in Libano” che richiederebbe il sostegno degli Usa da una parte e dell’Iran dall’altra. La situazione attuale è di allerta ma non ancora di attacco: le truppe israeliane nel nord si stanno “addestrando in unità delle dimensioni di una brigata”, insufficienti a scatenare un assalto.

Ma nel frattempo nulla cambia sul fronte della Striscia, che resta l’innesco di ogni tensione nella regione. Israele sta continuando l’attacco a Rafah nonostante il resto del mondo avesse chiesto in vari formati e in diverse occasioni di non procedere su una strada così devastante per i civili. L’esercito israeliano in queste ore ha preso di mira le aree a ovest di Rafah con raid e bombardamenti che secondo il giornale israeliano Ynet hanno investito il campo profughi di Shabura, una delle aree più densamente popolate di Rafah. Secondo i media palestinesi, veicoli militari israeliani avanzano intanto verso il quartiere di Tel al-Sultan, a nord della città.

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