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Francia, Glucksmann dice “sì”, nasce il Fronte popolare per fermare l’onda nera

(afp)
“Mi importa soltanto che Rn non vinca”. Sinistre unite nei 577 collegi elettorali
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PARIGI — «Mi importa solo che il Rassemblement National non vinca le elezioni e vada al governo. E l’unico modo di farlo è di unirci. Abbiamo una responsabilità storica». Raphaël Glucksmann decide di sostenere il blocco di sinistra in vista delle elezioni legislative anticipate. L’intellettuale quarantenne, capolista del movimento Place Publique, si schiera con il Nuovo Fronte popolare di cui fanno parte, oltre che i socialisti, i comunisti, i Verdi e la France Insoumise.

Dopo giorni di trattative, Glucksmann, che ha guidato la lista con il partito socialista, ottenendo quasi il 14% alle Europee, si dice soddisfatto di aver chiarito alcuni punti cruciali nel documento programmatico con frasi su Gaza, l’Europa e l’Ucraina. Un…

PARIGI — «Mi importa solo che il Rassemblement National non vinca le elezioni e vada al governo. E l’unico modo di farlo è di unirci. Abbiamo una responsabilità storica». Raphaël Glucksmann decide di sostenere il blocco di sinistra in vista delle elezioni legislative anticipate. L’intellettuale quarantenne, capolista del movimento Place Publique, si schiera con il Nuovo Fronte popolare di cui fanno parte, oltre che i socialisti, i comunisti, i Verdi e la France Insoumise.

Dopo giorni di trattative, Glucksmann, che ha guidato la lista con il partito socialista, ottenendo quasi il 14% alle Europee, si dice soddisfatto di aver chiarito alcuni punti cruciali nel documento programmatico con frasi su Gaza, l’Europa e l’Ucraina. Un altro appoggio è arrivato da François Hollande. «La gauche deve fare il suo dovere. E il nostro dovere è l’unione», ha spiegato l’ex presidente, in passato molto critico con Jean-Luc Mélenchon. «Ho delle divergenze, ma dobbiamo andare all’essenziale», aggiunge Hollande. L’accordo per il Nuovo Fronte Popolare è stato annunciato ieri con una foto di famiglia che ha riunito i dirigenti delle varie forze in campo. Non è stato designato un candidato premier – resta il punto debole dell’alleanza – ma l’intesa a tempo di record è clamorosa e si posiziona subito dopo il Rassemblement National nelle intenzioni di voto dei francesi.

«Non sarà premier Jean-Luc Mélenchon», dice solo Glucksmann che aveva proposto l’ex sindacalista Laurent Berger. Il blocco di sinistra ha svelato il programma per i primi cento giorni di governo: alcune misure simboliche come l’abrogazione della legge sull’immigrazione e della riforma delle pensioni varate da Macron, l’istituzione di una patrimoniale «rafforzata con una componente climatica» e la generalizzazione della «tassazione dei superprofitti a livello europeo». Viene inoltre proposto un aumento del salario minimo a 1.600 euro netti (attualmente 1.398 euro).

Il “contratto di legislatura” del Nuovo Fronte Popolare propone «una rottura totale con le politiche di Macron», ha assicurato Manuel Bompard, coordinatore della France Insoumise. «Quando è in gioco l’essenziale, noi ci siamo», ha commentato entusiasta il capo del Ps Olivier Faure. Tema molto sensibile a sinistra, la nuova coalizione condanna «i massacri terroristici di Hamas» commessi il 7 ottobre in Israele e riconosce una «preoccupante e senza precedenti esplosione» di «atti razzisti, antisemiti e islamofobici». Altri temi di disaccordo sono stati lasciati da parte, come l’energia nucleare e il ruolo della Francia nella Nato. Secondo l’intesa, sarà presentato un solo candidato del blocco di sinistra nei 577 collegi elettorali. La France Insoumise è in posizione di forza nelle candidature (229 collegi), seguita dal Ps (175), gli ecologisti (92) e i comunisti (50).

A destra, dopo aver escluso il loro presidente Eric Ciotti mercoledì, i membri dell’ufficio nazionale dei Républicains si sono riuniti nuovamente in video per confermare la decisione. Ma il tribunale di Parigi ha dato ieri in prima istanza ragione a Ciotti che continua a rivendicare di poter lui fare le candidature con il marchio dei Républicains. Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, sostiene che il suo partito presenterà un candidato comune con la destra in 70 circoscrizioni. Bardella ha anche invitato i partiti politici a sostenere la “pacificazione” e a non «rifiutare i risultati delle urne», alla vigilia di un fine settimana di manifestazioni contro l’estrema destra organizzate da sindacati e partiti politici. «Faremo un governo di unità nazionale», ha promesso Marine Le Pen, dal suo feudo di Hénin-Beaumont, nel Nord della Francia.

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