Gaza, la sfida dell’Eid al-Adha: senza case, cibo e gioia, così difendiamo la tradizione della festa del sacrificio
di Rita BaroudDEIR AL BALAH (Gaza) – Oggi nel mondo musulmano si celebra l'Eid al-Adha, la festa del sacrificio. Qui nella Striscia la viviamo con un'atmosfera intrisa di un profumo di speranza e attesa nonostante il dolore e la distruzione: tra i raggi del sole che si mescolano agli echi dei bombardamenti, la vita cerca di andare oltre il doloroso isolamento. Questa festività è una delle più importanti per l'Islam e viene celebrata dai musulmani di tutto il mondo con riti religiosi e civili. Tuttavia, nella Striscia di Gaza, quest’anno assume un carattere diverso.
Dopo l'ultima aggressione israeliana su Gaza, che ha causato la morte e il ferimento di numerosi innocenti e la distruzione di infrastrutture e abitazioni, le celebrazioni di Eid di quest'anno sono particolarmente segnate dal lutto. Normalmente, Eid al-Adha si festeggia a Gaza con grandi riunioni familiari e visite a parenti e amici. La giornata inizia con la preghiera nella moschea, seguite dal sacrificio degli animali e dalla dist…
DEIR AL BALAH (Gaza) – Oggi nel mondo musulmano si celebra l'Eid al-Adha, la festa del sacrificio. Qui nella Striscia la viviamo con un'atmosfera intrisa di un profumo di speranza e attesa nonostante il dolore e la distruzione: tra i raggi del sole che si mescolano agli echi dei bombardamenti, la vita cerca di andare oltre il doloroso isolamento. Questa festività è una delle più importanti per l'Islam e viene celebrata dai musulmani di tutto il mondo con riti religiosi e civili. Tuttavia, nella Striscia di Gaza, quest’anno assume un carattere diverso.
Dopo l'ultima aggressione israeliana su Gaza, che ha causato la morte e il ferimento di numerosi innocenti e la distruzione di infrastrutture e abitazioni, le celebrazioni di Eid di quest'anno sono particolarmente segnate dal lutto. Normalmente, Eid al-Adha si festeggia a Gaza con grandi riunioni familiari e visite a parenti e amici. La giornata inizia con la preghiera nella moschea, seguite dal sacrificio degli animali e dalla distribuzione della carne ai poveri e ai parenti. I mercati sono affollati di persone che acquistano vestiti nuovi e dolci, con una vivace attività nelle aree residenziali in preparazione alla festività.
Ma non tutto è possibile quest’anno e le differenze con i tradizionali festeggiamenti sono tante a partire dall’assenza dei beni essenziali. Il sacrificio degli animali poi, elemento chiave delle celebrazioni per Eid al-Adha, è reso complicato dall'alto costo di pecore e bovini: i prezzi sono aumentati a causa della chiusura dei confini e della difficoltà di importare bestiame. Anche indossare abiti nuovi è un'altra sfida a causa della povertà e della disoccupazione, molte famiglie devono rinunciare a questa tradizione o accontentarsi di acquistare vestiti usati o economici.
Eid al-Adha è un momento speciale per i bambini, ma le condizioni di vita rendono particolarmente difficile godere appieno della festa. Giocattoli e attività ricreative scarseggiano a causa della situazione economica e i bambini, spesso vittime di eventi traumatici che influenzano il loro stato psicologico, ritrovano raramente il sorriso.
Lo stato di guerra ha fatto sì che le autorità imponessero misure di sicurezza rigorose, come coprifuoco e restrizioni al movimento, ma ci sono anche posti di blocco e aree insicure e così visitare parenti e amici e scambiarsi gli auguri, non sarà possibile facilmente.
Ma gli abitanti di Gaza hanno dimostrato grande resilienza rafforzando la solidarietà con organizzazioni umanitarie e giovanili, istituzioni locali e internazionali che hanno distribuito cibo e aiuti finanziari alle famiglie più colpite o cittadini più abbienti che hanno condiviso le loro risorse con parenti e vicini. Per tutti è chiaro che nonostante le innumerevoli sfide, questa festa andava celebrata: così molte famiglie hanno scelto di farlo in semplicità, preparando pochi pasti tradizionali, decorando con poco le case e riunendosi per le preghiere nelle abitazioni.
È successo anche alla famiglia Abu Muhammad che ha appena perso la casa negli ultimi bombardamenti e ha deciso nonostante tutto di celebrare Eid al-Adha in un rifugio temporaneo: i componenti della famiglia hanno sacrificato un piccolo animale e distribuito la carne ai vicini del rifugio. Ecco, la loro storia rappresenta come la speranza resti viva nei cuori dei residenti di Gaza che non si lasciano abbattere e sperano ancora in un domani migliore, nella fine dell'aggressione e nel raggiungimento della pace.