La Thailandia sarà il primo Paese del Sud-Est asiatico a riconoscere il matrimonio egualitario
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - “Un gigantesco passo avanti”, esultano gli attivisti: la Thailandia si prepara a diventare il primo Paese del Sud-Est asiatico a riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Centotrenta favorevoli, quattro contrari e diciotto astenuti: a larghissima maggioranza il Senato di Bangkok ha approvato in lettura finale con uno storico voto la legge che estende i diritti di matrimonio alle coppie omosessuali. Legge che ora dovrà essere esaminata dalla Corte Costituzionale e poi firmata dal sovrano, Maha Vajiralongkorn: tutti passaggi ritenuti una formalità. Entrerà in vigore quattro mesi dopo la sua pubblicazione nella gazzetta reale. I primi matrimoni previsti dunque in autunno.
"Oggi l'amore ha vinto sul pregiudizio", festeggia l'attivista Plaifah Kyoka Shodladd, che ha partecipato alla stesura della legge. Approvata alla Camera tre mesi fa (400 voti favorevoli su 415), l’ok del Senato era abbastanza scontato: il tema gode di consenso trasversale in un regno, invece, …
PECHINO - “Un gigantesco passo avanti”, esultano gli attivisti: la Thailandia si prepara a diventare il primo Paese del Sud-Est asiatico a riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Centotrenta favorevoli, quattro contrari e diciotto astenuti: a larghissima maggioranza il Senato di Bangkok ha approvato in lettura finale con uno storico voto la legge che estende i diritti di matrimonio alle coppie omosessuali. Legge che ora dovrà essere esaminata dalla Corte Costituzionale e poi firmata dal sovrano, Maha Vajiralongkorn: tutti passaggi ritenuti una formalità. Entrerà in vigore quattro mesi dopo la sua pubblicazione nella gazzetta reale. I primi matrimoni previsti dunque in autunno.
"Oggi l'amore ha vinto sul pregiudizio", festeggia l'attivista Plaifah Kyoka Shodladd, che ha partecipato alla stesura della legge. Approvata alla Camera tre mesi fa (400 voti favorevoli su 415), l’ok del Senato era abbastanza scontato: il tema gode di consenso trasversale in un regno, invece, molto diviso tra i conservatori leali all’establishment militare e i progressisti sostenuti dalle giovani generazioni.
In tutta l’Asia solamente Taiwan e Nepal riconoscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Il sostegno del premieri Thavisin
"È un diritto fondamentale scegliere chi amare”, scriveva a inizio giugno su X il premier Srettha Thavisin, leader del partito Pheu Thai, mentre partecipava vestito con una camicia arcobaleno al Mese dell'Orgoglio per le strade di Bangkok. "Non vediamo l'ora di ospitare il World Pride nel 2030 in Thailandia”. "Continueremo a lottare per i diritti sociali di tutte le persone”, scrive invece oggi, sempre sui social, lo stesso primo ministro.
La legge sull’uguaglianza matrimoniale andrà a modificare il Codice civile e commerciale del Paese, per sostituire parole come "uomini e donne", con altre neutre, come “individuo". La legge definisce il matrimonio come un'unione tra due persone di età superiore ai 18 anni, senza specificarne il sesso. Dà alle coppie omosessuali gli stessi diritti di adottare bambini, richiedere benefici fiscali, ereditare proprietà e dare il consenso per le cure mediche quando il partner è impossibilitato a farlo.
Instabilità politica in Thailandia
Colpi di Stato e instabilità politica avevano fino ad ora vanificato i precedenti tentativi di legalizzazione degli ultimi anni. La legge è il culmine di oltre due decenni di lotte. Non che l'instabilità politica sia svanita, anzi: lo stesso premier rischia la destituzione per aver violato la legge nominando nel suo gabinetto un avvocato con precedenti penali, e il Move Forward (il partito che ha vinto le elezioni dello scorso anno ma non è riuscito a formare un governo) potrebbe essere sciolto per le sue campagne che chiedono la modifica del reato di lesa maestà.
Entrambi i casi verranno discussi dalla Corte Costituzionale nella prima settimana di luglio. Sulla legge sul matrimonio - frutto delle proposte del Pheu Thai, del Move Forward e dei gruppi della società civile - i due principali partiti si sono impegnati a mantenere le loro promesse.
Un sondaggio dell'Università di Bangkok di inizio giugno rivelava che oltre l'80% dei thailandesi è favorevole alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Transgender e non binari ancora da tutelare
Alcuni attivisti sostengono però che la legge non si sia spinta abbastanza in là e non riconosca lo status giuridico delle persone transgender e non binarie che attualmente non possono cambiare il proprio nome sui documenti d’identità. "La Thailandia ha compiuto un passo storico.
Ma molto altro deve essere fatto per garantire la piena protezione delle persone Lbgt nel Paese, che continuano a subire molte forme di violenza e discriminazione”, scrive Amnesty International.