La rivincita di Sánchez che porta la Spagna fuori dalla procedura di infrazione: “Risultato straordinario, più lavoro e conti pubblici a posto”
di Benedetta Perilli“Abbiamo appena ricevuto una notizia straordinaria, la Commissione europea ci ha tolto dal procedimento per deficit eccessivo”: è stato lo stesso Pedro Sánchez a comunicarlo ieri alla Camera. Esulta la Spagna, memore dei sacrifici del decennio di deficit 2009-2019, mentre piangono Italia, Francia, Polonia, Belgio, Slovacchia, Malta e Ungheria punite dalla Ue che apre nei loro confronti la procedura per non aver rispettato le regole europee su deficit e debito. Parlando al Congresso dei deputati, il premier spagnolo ha spiegato che la Spagna “sta espandendo l'economia, facendola crescere, creando posti di lavoro e consolidando i conti pubblici".
Un risultato non scontato considerando che il Paese ha chiuso il 2023 con il deficit al 3,6 per cento del Pil (3 è il limite oltre il quale si rischia di incorrere nella procedura di infrazione Ue): quei sei decimi in più sarebbero stati considerati da Bruxelles “una deviazione temporanea”. Secondo le previsioni del governo e le valutazioni de…
“Abbiamo appena ricevuto una notizia straordinaria, la Commissione europea ci ha tolto dal procedimento per deficit eccessivo”: è stato lo stesso Pedro Sánchez a comunicarlo ieri alla Camera. Esulta la Spagna, memore dei sacrifici del decennio di deficit 2009-2019, mentre piangono Italia, Francia, Polonia, Belgio, Slovacchia, Malta e Ungheria punite dalla Ue che apre nei loro confronti la procedura per non aver rispettato le regole europee su deficit e debito. Parlando al Congresso dei deputati, il premier spagnolo ha spiegato che la Spagna “sta espandendo l'economia, facendola crescere, creando posti di lavoro e consolidando i conti pubblici".
Un risultato non scontato considerando che il Paese ha chiuso il 2023 con il deficit al 3,6 per cento del Pil (3 è il limite oltre il quale si rischia di incorrere nella procedura di infrazione Ue): quei sei decimi in più sarebbero stati considerati da Bruxelles “una deviazione temporanea”. Secondo le previsioni del governo e le valutazioni della Commissione nel 2024 Madrid sarà in grado di raggiungere il 3 per cento per poi scendere al 2,8 per cento atteso nel 2025.
Viene salvato, o meglio premiato, il governo socialista e le mosse che hanno permesso di rientrare nei limiti fiscali tra tutte soprattutto le misure temporanee a sostegno dei redditi delle famiglie e le riforme per stabilizzare l'occupazione, che hanno dato ulteriore impulso alla ripresa economia, rendendo la Spagna l'economia che cresce di più in Europa. Ma anche la fine delle disposizioni contro la crisi, come gli aiuti temporanei per far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia, e un graduale aumento delle riscossioni su reddito e su patrimonio favorite in parte anche dall’inflazione. Senza tralasciare, come ricorda El País, un costante lavoro di convincimento basato su un’unica forte argomentazione: nel 2020, l’anno nero globale della pandemia, la Spagna aveva raggiungo un deficit pubblico del 10,1 per cento, oggi con il 3,6 per cento dimostra di essere riuscita a portarlo quasi a sette punti in meno.
Un progresso che continuerà, assicura il governo, anche negli anni a seguire. A giovare, continua il quotidiano spagnolo, sarebbero stati anche i numerosi bilaterali chiesti dal ministro dell’Economia Carlos Cuerpo con Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli Affari economici, a ogni suo viaggio a Bruxelles.
“La Spagna cresce in maniera equilibrata, siamo usciti per la prima volta dal 2012 dal gruppo di Paesi con squilibrio macroeconomico, in particolare per debito privato e disoccupazione, grazie tra l’altro alla forza del settore estero e alla forza del mercato del lavoro -ha spiegato in un messaggio il ministro Cuerpo - Un chiaro segno di fiducia nella sostenibilità dei nostri conti pubblici che conferma il nostro impegno con la responsabilità fiscale”.