Caldo estremo a Gaza, l'incubo della vita nelle tende senz'acqua: "Il mondo si è dimenticato di noi"
di Rita BaroudNel cuore della Striscia di Gaza, molte famiglie vivono in tenda dopo che le loro case sono state distrutte dai bombardamenti israeliani e l’ondata di caldo estivo sta aggiungendo un ulteriore strato di sofferenza al loro quotidiano. L'estate a Gaza è sempre caratterizzata da alte temperature e umidità, a volte si raggiungono i 40 gradi Celsius o più. E nei giacigli improvvisati spesso con materiali semplici come plastica e tessuto la temperatura raggiunge livelli insopportabili: l’Unrwa ha comunicato finora che almeno due bambini sono morti per l’afa, ma potrebbero essere di più.
Vivere nelle tendopoli è diventata per tanti l’unica alternativa possibile perché i prezzi degli affitti sono inaccessibili, parliamo anche di 3.000 dollari al mese. Gli sfollati, che dipendono dagli aiuti umanitari, soffrono per tutto, per la mancanza di servizi sanitari, di acqua potabile, di beni di prima necessità, cibo e medicine, esposti al rischio di epidemie. L'acqua stagnante e gli insetti aggravan…
Nel cuore della Striscia di Gaza, molte famiglie vivono in tenda dopo che le loro case sono state distrutte dai bombardamenti israeliani e l’ondata di caldo estivo sta aggiungendo un ulteriore strato di sofferenza al loro quotidiano. L'estate a Gaza è sempre caratterizzata da alte temperature e umidità, a volte si raggiungono i 40 gradi Celsius o più. E nei giacigli improvvisati spesso con materiali semplici come plastica e tessuto la temperatura raggiunge livelli insopportabili: l’Unrwa ha comunicato finora che almeno due bambini sono morti per l’afa, ma potrebbero essere di più.
Vivere nelle tendopoli è diventata per tanti l’unica alternativa possibile perché i prezzi degli affitti sono inaccessibili, parliamo anche di 3.000 dollari al mese. Gli sfollati, che dipendono dagli aiuti umanitari, soffrono per tutto, per la mancanza di servizi sanitari, di acqua potabile, di beni di prima necessità, cibo e medicine, esposti al rischio di epidemie. L'acqua stagnante e gli insetti aggravano le loro già precarie condizioni di salute. "Riceviamo acqua ogni pochi giorni, con questo caldo intenso ne abbiamo bisogno di più," racconta Abu Yusuf, padre di cinque figli.
L'assistenza medica è estremamente limitata e l'accesso a medicinali e servizi sanitari di base è difficile. È estremamente complesso anche mantenere l'igiene personale e questo aumenta il rischio di diffusione delle malattie: infezioni cutanee, patologie respiratorie e diarrea sono alcuni dei disturbi comuni tra gli sfollati.
Molti si ingegnano per ritagliarsi un po’ di ombra o rinfrescarsi. I bambini sono particolarmente colpiti, esposti a colpi di calore e disidratazione. "Il caldo qui è intenso, e cerchiamo con molta difficoltà di mantenere freschi i bambini, ma è molto difficile," dice Umm Mohammad. Le tende avrebbero dovuto essere soluzioni temporanee, non permanenti, ma oggi anche comprarne una o provare a costruirla ha costi proibitivi, ci possono volere anche fino a 1.500 dollari.
L’impatto psicologico su chi vive in queste condizioni è devastante. Molte persone si sentono senza speranza. "Viviamo in una situazione inimmaginabile, e sentiamo che il mondo si è dimenticato di noi," dice Noor, che ha perso la sua casa nell'ultima aggressione.