Diritti trans, J.K. Rowling contro il leader laburista Starmer: “Hai abbandonato le donne e le femministe”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - J.K. Rowling torna all’attacco "per i diritti delle donne e delle femministe”. Stavolta, sotto accusa c’è Sir Keir Starmer, il leader del Labour strafavorito alle elezioni del prossimo 4 luglio, almeno secondo i sondaggi. La scrittrice e “madre" di Harry Potter rimprovera al molto probabile prossimo primo ministro britannico di “aver abbandonato le donne” e di essersi comportato in maniera “offensiva e sprezzante verso le preoccupazioni delle femministe di questo Paese”.
Il motivo sono ancora una volta i diritti trans, o per lo meno "la loro adozione acritica a spese delle conquiste delle donne degli ultimi decenni", secondo Rowling. La scrittrice si definisce femminista e di sinistra, e ha sempre difeso strenuamente i diritti del suo sesso nel corso della sua carriera. Ora però la 58enne creatrice della famosissima saga di Harry Potter considera le istanze più radicale della comunità transgender come una minaccia per le persone di sesso biologico femminile, come per esempio…
LONDRA - J.K. Rowling torna all’attacco "per i diritti delle donne e delle femministe”. Stavolta, sotto accusa c’è Sir Keir Starmer, il leader del Labour strafavorito alle elezioni del prossimo 4 luglio, almeno secondo i sondaggi. La scrittrice e “madre" di Harry Potter rimprovera al molto probabile prossimo primo ministro britannico di “aver abbandonato le donne” e di essersi comportato in maniera “offensiva e sprezzante verso le preoccupazioni delle femministe di questo Paese”.
Il motivo sono ancora una volta i diritti trans, o per lo meno "la loro adozione acritica a spese delle conquiste delle donne degli ultimi decenni", secondo Rowling. La scrittrice si definisce femminista e di sinistra, e ha sempre difeso strenuamente i diritti del suo sesso nel corso della sua carriera. Ora però la 58enne creatrice della famosissima saga di Harry Potter considera le istanze più radicale della comunità transgender come una minaccia per le persone di sesso biologico femminile, come per esempio le richieste di bagni e altri spazi pubblici “unisex”. O, per esempio, la detenzione di carcerati biologicamente maschi e addirittura condannati per stupro in prigioni femminili, come avvenuto mesi fa in Scozia, soltanto perché tali criminali si autodefiniscono “donna” o di “genere femminile”.
Rowling ora se la prende anche con Starmer, in un articolo pubblicato oggi dal Times. L’ispirazione è stato il dibattito elettorale in tv di giovedì scorso a York, quando il leader laburista è sembrato fare marcia indietro riguardo alle sue posizioni sui diritti trans. Se Starmer infatti in passato era stato molto più vago e incerto sulla questione, tanto da essere accusato dai tabloid di destra di “non saper definire una donna” perché “accecato dall’ideologia gender", l’altra sera Sir Keir è stato chiaro: “Sono d’accordo con quanto recentemente detto da Tony Blair. Le donne hanno la vagina, mentre gli uomini hanno il pene”.
Ma questo a Rowling non basta. Perché, per lei, una deputata laburista e femminista come Rosie Duffield (seggio di Cambridge) è stata “criticata e censurata pubblicamente da Starmer per aver detto le stesse parole di Blair. Rosie è stata censurata ed esclusa, e nessuno le ha chiesto scusa, nonostante le minacce di morte”, nel frattempo ricevute anche dalla stessa scrittrice da parte di alcuni attivisti trans estremisti. Nel 2021 Duffield aveva dichiarato che le donne “sono solo coloro che hanno la cervice uterina”. Parole allora stigmatizzate dal leader Labour: “Rosie non avrebbe dovuto fare dichiarazioni del genere, perché non sono corrette”.
Secondo Rowling, insomma, nonostante la svolta “tradizionalista” dell’altra sera, Starmer non l’ha ancora convinta sui diritti delle donne, “anche perché, mentre parlava, sembrava accusare velatamente proprio Duffield dell’ambiente tossico e radicale che si è creato sull’argomento di recente”. Un atteggiamento “sprezzante e offensivo” nei confronti delle conquiste femministe, secondo la scrittrice: “Le donne che non stanno zitte non hanno abbandonato il Labour. È il Labour che le ha abbandonate. Per questo non credo proprio di votare per Starmer e per il partito” alle elezioni del 4 luglio.
Stamattina il Labour, che nella sua storia non ha mai avuto una leader donna a differenza delle tre dei conservatori (Thatcher, May, Truss), risponde così: “Siamo il partito dell’uguaglianza per le donne, che sono al centro e in prima linea nel nostro programma di governo”. Qualche giorno fa Rachel Reeves, ossia colei che sarà la cancelliera dello Scacchiere (ministra delle Finanze) del molto probabile governo Labour dopo le elezioni del 4 luglio, ha promesso di abolire il “gender gap” che sfavorisce le donne nei salari rispetto agli uomini. La “Lady di ferro” del partito di Keir Starmer lo ha promesso in una intervista al Guardian la settimana scorsa: “È l’ultimo soffitto di cristallo da abolire in politica. Avremo una grande responsabilità”.