La Mecca, 1300 morti nel pellegrinaggio per le temperature roventi
di Laura MariCresce il numero di pellegrini egiziani morti durante l'haji, il tradizionale pellegrinaggio di cinque giorni alla Mecca, in Arabia Saudita, richiesto a ogni musulmano abile una volta nella vita. Un lungo cammino che si è svolto quest’anno a temperature talmente roventi da trasformarsi in un massacro. In un primo momento si era parlato di 600 pellegrini deceduti, ma il bilancio ufficiale è stato poi aggiornato dal governo locale: i morti sono 1300.
Un numero impressionante che coinvolge principalmente i cittadini egiziani: i pellegrini del Cairo deceduti è salito a 672 e altri 25 risultano dispersi. Per questo motivo, il primo ministro egiziano, Mostafa Madbouly, ha ritirato a 16 compagnie turistiche le loro licenze e deferito i loro dirigenti alla Procura della Repubblica per aver facilitato illegalmente i viaggi dei pellegrini alla Mecca. Secondo il governo del Cairo, l'aumento dei decessi di pellegrini egiziani non registrati sarebbe dovuto ad alcune compagnie che "hanno organizzato i programmi di hajj utilizzando un visto di visita personale, che impedisce ai titolari di entrare alla Mecca" attraverso i canali ufficiali.
Dal bilancio ufficiale risulta che elevate temperature hanno provocato la morte anche di 236 pellegrini indonesiani, così come di 98 cittadini indiani. Ulteriori morti sono stati segnalati tra i pellegrini provenienti da Tunisia, Giordania, Iran e Senegal. E proprio il presidente tunisino, Kais Saied, ha licenziato il ministro degli Affari religiosi, Ibrahim Chaibi, per i morti durante il pellegrinaggio hajj di quest'anno in Arabia Saudita.