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Visti per approfondire il “K-Pop”: Seul lancia permessi sperimentali per attirare turisti

Seul prova a sfruttare la “hallyu”, l’onda che ha stregato il mondo. Gli stranieri potranno soggiornare nel Paese per periodi più lunghi mentre studiano in accademie dedicate per ricevere una formazione nella danza, nella moda e in altre discipline
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PECHINO - Operazione K. Volete allenarvi come i vostri idoli? Imparare le coreografie delle vostre band di musica K-Pop preferite? Per attirare turisti, la Corea del Sud lancerà nei prossimi mesi, in via sperimentale, un programma di ingressi nel Paese molto speciale: un “visto sulla cultura K”, per partecipare a programmi di formazione. Seul prova a sfruttare così, ancora, la sua “hallyu” (l’onda coreana che ha ormai invaso il mondo) e tutto ciò che è K: musica, cinema, moda.Consentirà agli stranieri di soggiornare nel Paese per periodi più lunghi (oltre la durata normale di un visto turistico) mentre studiano in accademie dedicate per ricevere una formazione nel K-pop, nella danza, nella moda e in altre discipline, ha annunciato nei giorni scorsi il governo, “per soddisfare la crescente domanda di persone in tutto il mondo di immergersi nella cultura pop coreana”.

Secondo il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo, proprio il K-Pop è tra le ragioni principali di un viaggi…

PECHINO - Operazione K. Volete allenarvi come i vostri idoli? Imparare le coreografie delle vostre band di musica K-Pop preferite? Per attirare turisti, la Corea del Sud lancerà nei prossimi mesi, in via sperimentale, un programma di ingressi nel Paese molto speciale: un “visto sulla cultura K”, per partecipare a programmi di formazione. Seul prova a sfruttare così, ancora, la sua “hallyu” (l’onda coreana che ha ormai invaso il mondo) e tutto ciò che è K: musica, cinema, moda.Consentirà agli stranieri di soggiornare nel Paese per periodi più lunghi (oltre la durata normale di un visto turistico) mentre studiano in accademie dedicate per ricevere una formazione nel K-pop, nella danza, nella moda e in altre discipline, ha annunciato nei giorni scorsi il governo, “per soddisfare la crescente domanda di persone in tutto il mondo di immergersi nella cultura pop coreana”.

Secondo il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo, proprio il K-Pop è tra le ragioni principali di un viaggio in Corea del Sud, con turisti prevalentemente dal Sud-Est asiatico, dall'Europa e dagli Stati Uniti. Ulteriori dettagli sul nuovo visto, finora, il Ministero non ne ha forniti. Ma le domande di certo non mancheranno. “Un numero sempre maggiore di cittadini stranieri è interessato a seguire una formazione sull'intrattenimento e su altri aspetti della cultura coreana a lunga durata, ma non può farlo perché la validità del soggiorno ora è molto più breve", ha spiegato il Ministero. “Seongsu-dong, un quartiere alla moda di Seul popolare tra gli abitanti del posto, si è recentemente riempito di stranieri. Persone da tutto il mondo visitano la scuola di danza "1MILLION Dance Studio" per prendere lezioni da istruttori professionisti diventati famosi grazie a YouTube e ai reality show”, racconta il quotidiano Chosun Ilbo.

Eravamo stati anche noi l’anno scorso a visitare una di queste K-Academy, nel quartiere di Gangnam: la Beverly Hills di Seul culla di quel fenomeno mondiale che va sotto il nome di K-Pop. “Chi arriva qui ha tra i 10 e i 20 anni, il 90% sono ragazze”, ci aveva raccontato Yoo Hyejin, una delle vocal stylist della scuola. “E facciamo anche audizioni per stranieri”. L'Organizzazione del Turismo della Corea ha un dipartimento dedicato esclusivamente alla “hallyu” per invogliare i visitatori internazionali a venire qui.

Secondo i dati di Forbes, l’industria del K-Pop vale 10 miliardi di dollari ed è “diventata così cruciale per l'economia della Corea del Sud che il Pil del Paese ha subito una battuta d'arresto l'anno scorso dopo che il gruppo musicale Bts ha annunciato che si sarebbe preso una pausa temporanea mentre i suoi membri esploravano carriere da solisti”, scriveva la rivista a gennaio di quest’anno.

La Corea del Sud ha fame di turisti. I numeri non sono ancora quelli pre-pandemia e così il Paese sta cercando nuovi modi per attirare visitatori. Sono arrivati in Corea del Sud 11 milioni di turisti lo scorso anno: ma si è ancora lontani dai 17 milioni e mezzo del 2019. Entro il 2027 il Paese si è dato come obiettivo quello di raggiungere i 30 milioni all’anno. Per farlo, oltre al “visto K-Pop”, il governo ha annunciato che prenderà in considerazione l'introduzione di un nuovo visto di lavoro, per attirare i cosiddetti nomadi digitali.

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