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Ecco perché Bali sta diventando sempre più piccola

Il Bali Kite Festival a Sanur, Bali (afp)
L'isola indonesiana soffre per l'erosione costiera. Uno studio certifica dati allarmanti: le coste si riducono in media di 1,2 metri all'anno. Tra le cause l'innalzamento dei livelli del mare, ma anche l’impatto del turismo di massa
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Bali sta diventando sempre più piccola: si sta restringendo a ritmi preoccupanti. Ci sono giorni in cui nella famosa spiaggia di Kuta della grande isola indonesiana, tra onde ed effetti delle maree, ma anche a causa di locali turistici costruiti sempre più a ridosso della sabbia, rimane a malapena un fazzoletto di spiaggia.

I turisti di vecchio corso si sfogano scrivendo nei forum di viaggio che della Kuta di un tempo è rimasto ben poco, spesso puntando il dito contro le scellerate scelte degli amministratori locali o l'over tourism. In realtà, mettono nero su bianco una serie di ricercatori in un nuovo studio pubblicato su Regional Studies in Marine Science, quello che sta accadendo nell'isola del "Mangia, prega, ama" è però dovuto a un mix di situazioni principalmente guidate dall'attività umana, dall’idrodinamica costiera e dagli impatti della crisi del clima.

L'erosione costiera che interessa Bali, scrivono gli autori, rischia di minacciare gli ecosistemi e le comunità di un'isola…

Bali sta diventando sempre più piccola: si sta restringendo a ritmi preoccupanti. Ci sono giorni in cui nella famosa spiaggia di Kuta della grande isola indonesiana, tra onde ed effetti delle maree, ma anche a causa di locali turistici costruiti sempre più a ridosso della sabbia, rimane a malapena un fazzoletto di spiaggia.

I turisti di vecchio corso si sfogano scrivendo nei forum di viaggio che della Kuta di un tempo è rimasto ben poco, spesso puntando il dito contro le scellerate scelte degli amministratori locali o l'over tourism. In realtà, mettono nero su bianco una serie di ricercatori in un nuovo studio pubblicato su Regional Studies in Marine Science, quello che sta accadendo nell'isola del "Mangia, prega, ama" è però dovuto a un mix di situazioni principalmente guidate dall'attività umana, dall’idrodinamica costiera e dagli impatti della crisi del clima.

L'erosione costiera che interessa Bali, scrivono gli autori, rischia di minacciare gli ecosistemi e le comunità di un'isola oggi resa sempre più fragile sia dalle dinamiche del mare e degli uragani, sia dagli impatti del turismo di massa. La costa di Bali in cinque anni, dal 2016 al 2021, si è infatti ridotta da 668 chilometri a 662, con un tasso medio di -1,21 metri per anno. Si tratta di un dato estremamente preoccupante se si pensa che a livello globale il 24% delle spiagge sabbiose al mondo ha subito un'erosione a tassi intorno a 0,5 metri. La scomparsa delle coste, oltre a impattare su ecosistemi e biodiversità, presto potrebbe dunque farsi sentire direttamente sul turismo stesso, una delle fonti principali dell'isola. Per esempio negli Usa l'erosione costiera provoca ogni anno perdite e danni per 500 milioni di dollari e l'isola indonesiana mecca del surf e della spiritualità rischia di subire impatti simili.

Utilizzando tecniche geospaziali avanzate e confrontando i dati degli ultimi cinque anni i ricercatori, provenienti da università dell'Indonesia, del Giappone e della Turchia, hanno scoperto che la maggior parte dell’erosione delle coste sabbiose è avvenuta sulla costa meridionale di Bali e nei distretti di Jembrana, Tabanan, Badung, Denpasar, Gianyar, Klungkung e Karangasem.

Qui sia una "pianificazione inadeguata per la gestione dell'erosione" sia il continuo aumento del livello del mare, collegato alla crisi del clima, stanno già impattando sul "patrimonio socioeconomico e culturale" dell'isola, oltre che "minacciando gli ecosistemi locali" fanno sapere gli esperti.

In un'altra ricerca del 2022 circa il 22% della costa di Bali era già stata classificata come "molto vulnerabile agli effetti dei cambiamenti climatici" tra cui per esempio "erosione, inondazioni e tempeste e innalzamento del livello del mare".

Parallelamente però, mentre Bali si restringe per via dei processi legati al mare e agli uragani, allo stesso tempo cresce lungo la costa per via delle costruzioni umane, della bonifica dei terreni e dello sviluppo delle infrastrutture (tra cui quelle autostradali), con un aumento netto di territorio di 1,25 chilometri quadrati. Si tratta di ulteriori "coste artificiali" che potrebbero però "creare conseguenze negative", tra cui declino della sedimentazione o della qualità dell'acqua.

I ricercatori avvertono quindi che per garantire il futuro di questo paradiso sarà necessaria una modellazione a tutto tondo, che sia in grado di considerare sia le dinamiche oceaniche e i cambiamenti della costa, ma anche quelli legati ad esempio all'avvento del turismo, in modo da programmare "la pianificazione e la gestione costiera per ridurre la perdita dell’economia e salvaguardare il futuro ambiente nelle zone costiere".

Nella Bali sempre più "piccola" c'è però per un grosso problema che rende difficile questa pianificazione: la crescita del turismo di massa. Non solo per presenze, ma anche per qualità del turismo in un luogo già fortemente impattato per esempio dall'inquinamento da plastica. Anche per questo, e sempre con la volontà di preservare l'ambiente e la bellezza dell'isola, a inizio anno il governo ha applicato una tassa di circa 10 dollari per i viaggiatori in arrivo a Bali: in questi giorni però, per tentare la strada di un "vero turismo di qualità", i vertici locali stanno seriamente discutendo sulla possibilità di aumentare la tassa del 500%, portandola a circa 50 dollari.

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