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Germania, Afd nella bufera sul caso Krah

Maximilian Krah (afp)
Dopo la cacciata dell’ex spitzenkandidat dalla delegazione dell’ultradestra al Parlamento europeo rivolta nella base: “Vergogna”. All’imminente congresso di Essen rischio resa dei conti con i vertici. All’indomani della fondazione a Strasburgo dei “Sovranisti”
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BERLINO – Un copione trito: l’Afd stravince alle elezioni e ricomincia a litigare. Stavolta, perché nonostante lo storico risultato alle Europee, l’ultradestra non riesce a chiudere i conti con il “caso” Maximilian Krah. E al congresso del partito previsto a Essen nel fine settimana potrebbero volare gli stracci, proprio all’indomani della fondazione al Parlamento europeo, prevista per giovedì, del gruppo dei “Sovranisti” con altre forze politiche di estrema destra.

Maximilian Krah, l’ex spitzenkandidat dell’ultradestra tedesca, era finito nella bufera ed era stato cacciato dalla delegazione dell’Afd al Parlamento europeo a causa di un’intervista a Repubblica in cui relativizzava i crimini delle SS: un colloquio che aveva spinto Marine Le Pen a cacciare i tedeschi dal gruppo degli Identitari. Ma dopo il voto del 9 giugno, il neoeletto Krah, migrato nel frattempo tra i banchi dei non affiliati, ha dimostrato di avere ancora una base robusta di sostenitori, soprattutto nel suo feudo, in…

BERLINO – Un copione trito: l’Afd stravince alle elezioni e ricomincia a litigare. Stavolta, perché nonostante lo storico risultato alle Europee, l’ultradestra non riesce a chiudere i conti con il “caso” Maximilian Krah. E al congresso del partito previsto a Essen nel fine settimana potrebbero volare gli stracci, proprio all’indomani della fondazione al Parlamento europeo, prevista per giovedì, del gruppo dei “Sovranisti” con altre forze politiche di estrema destra.

Maximilian Krah, l’ex spitzenkandidat dell’ultradestra tedesca, era finito nella bufera ed era stato cacciato dalla delegazione dell’Afd al Parlamento europeo a causa di un’intervista a Repubblica in cui relativizzava i crimini delle SS: un colloquio che aveva spinto Marine Le Pen a cacciare i tedeschi dal gruppo degli Identitari. Ma dopo il voto del 9 giugno, il neoeletto Krah, migrato nel frattempo tra i banchi dei non affiliati, ha dimostrato di avere ancora una base robusta di sostenitori, soprattutto nel suo feudo, in Sassonia.

E’ da lì che è partita una contraerea in difesa dell’ex capolista alle Europee. Ma il malcontento si diffuso oltre i land dell’Est, tanto che la ribellione sfocerà nel prossimo fine settimana in una mozione della delegazione bavarese che sarà presentata al congresso di Essen e che si mostrerà estremamente critica con l’allontanamento del discusso europarlamentare.

L’espulsione dalla delegazione Afd di Krah è stata bollata come “folle” e “scandalosa” da alcuni leader sassoni del partito ed è considerata “un errore clamoroso”, alla luce del “momento propizio per l’Afd”, racconta il settimanale Zeit. L’irritazione starebbe crescendo soprattutto verso i due leader del partito, Alice Weidel e Tino Chrupalla, che non sarebbero intervenuti al momento del voto pro espulsione per difenderlo.

Nella mozione dell’Afd in Baviera che sarà presentata a Essen si parla anche di “bugie e campagne diffamatorie” contro Krah e si inviterebbero i vertici del partito a non fare “sporchi compromessi con altri partiti”. Una critica a Weidel, che fino all’ultimo ha cercato di scongiurare la cacciata del partito degli Identitari tentando invano di riallacciare un dialogo con Marine Le Pen.

Uno dei dirigenti venuti allo scoperto è Jörg Urban, leader dell’Afd in Sassonia, che ha definito “sbagliata” la cacciata dell’ex capolista e ha ricordato che Krah “ha contribuito enormemente al successo dell’Afd, soprattutto tra i giovani”. Urban ha definito “infondate” le accuse contro l’ex spitzenkandidat che oltre a relativizzare i crimini nazisti era stato travolto da vari scandali che riguardavano un suo ex collaboratore che si è rivelato essere una spia cinese e i dubbiosi contatti dell’europarlamentare stesso con attivisti filoputiniani.

Nei giorni scorsi è anche partita sui social una campagna d’odio dei “krahiani” contro l’europarlamentare diventato capogruppo al posto suo, René Aust. Il social media manager di Krah, Erik Ahrens, uno dei maghi delle popolari campagne di Krah su TikTok, lo ha bollato come “traditore” per aver preso il posto dell’ex spitzenkandidat e gli ha scatenato contro raffiche di insulti durate giorni. Alla fine è dovuto intervenire il nume tutelare di Aust, il potentissimo leader della Turingia Bjoern Hoecke, esponente dell’ala più estremista del partito, esprimendo una “severissima condanna” contro le accuse di “traditore” rivolte ad Aust.

Lo scontro tra Krah e Aust segna una spaccatura nell’ala più radicale e voelkisch dell’ultradestra tedesca. E al congresso di Essen la rielezione dei vertici del partito potrebbe trasformarsi in una guerra di posizione, per Weidel e Chrupalla. Proprio nei giorni successivi, peraltro, alla fondazione del nuovo gruppo di estrema destra al Parlamento europeo, i Sovranisti, che dovrebbe avvenire giovedì.

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