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Assange si dichiara colpevole in tribunale, ora è libero: è arrivato in Australia

Il fondatore di Wikileaks ha ottenuto il via libera al patteggiamento con gli Stati Uniti. Non potrà tornare più negli Usa senza autorizzazione, specifica il Dipartimento di Giustizia americano. Ad attenderlo a Canberra il padre, la moglie e il premier Albanese
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NEW YORK - Julian Assange ha annunciato in tribunale di aver firmato il patteggiamento con gli Stati Uniti lunedì, all’aeroporto nel Regno Unito da dove era partito ieri con un volo privato per raggiungere le Isole Marianne Settentrionali, nel Pacifico.

“L’ho letto a fondo”, ha aggiunto l’attivista ed editore australiano, fondatore di WikiLeaks, la piattaforma protagonista di uno dei più grandi casi di rivelazione di documenti riservati degli Stati Uniti. Completo scuro, cravatta color ocra, capelli pettinati all’indietro, Assange, 52 anni, è entrato nell’aula del tribunale di Saipan, la città dell’isola che fa parte del territorio americano e che risulta più vicina all’Australia, il Paese dove è nato l’attivista. Nell’isola sono le 10 di mattina di mercoledì e la procedura, abbastanza veloce, è quella richiesta per la formalizzazione del patteggiamento.

(afp)

Il giudice federale ha dato il via libera…

NEW YORK - Julian Assange ha annunciato in tribunale di aver firmato il patteggiamento con gli Stati Uniti lunedì, all’aeroporto nel Regno Unito da dove era partito ieri con un volo privato per raggiungere le Isole Marianne Settentrionali, nel Pacifico.

“L’ho letto a fondo”, ha aggiunto l’attivista ed editore australiano, fondatore di WikiLeaks, la piattaforma protagonista di uno dei più grandi casi di rivelazione di documenti riservati degli Stati Uniti. Completo scuro, cravatta color ocra, capelli pettinati all’indietro, Assange, 52 anni, è entrato nell’aula del tribunale di Saipan, la città dell’isola che fa parte del territorio americano e che risulta più vicina all’Australia, il Paese dove è nato l’attivista. Nell’isola sono le 10 di mattina di mercoledì e la procedura, abbastanza veloce, è quella richiesta per la formalizzazione del patteggiamento.

(afp)

Il giudice federale ha dato il via libera all’accordo raggiunto in gran segreto tra il dipartimento di Giustizia americano e Assange dopo una battaglia legale durata anni e che ha reso l’editore un personaggio popolare in tutto il mondo e un simbolo della libertà d'informazione. Washington aveva chiesto dal 2019 l’estradizione per processare l’attivista che nel 2010 aveva diffuso centina di migliaia di file riservati.

Uno degli scoop mostrava le immagini di un’operazione militare americana, avvenuta nel 2007, in cui si vedeva un elicottero militare uccidere una dozzina di persone, tra cui due dipendenti dell’agenzia di stampa della Reuters. Quello stesso anno era stato arrestato Chelsea Manning, ex soldato che aveva passato a WikiLeaks i file. Manning verrà condannato da una corte marziale a 35 anni di carcere, e poi graziato dal presidente Barack Obama nel 2017.

Accusato di diciotto reati legati alla diffusione di materiale top secret legato all’Iraq e all’Afghanistan, Assange rischiava una condanna fino a 175 anni di carcere. Invece con il patteggiamento, e con l’ammissione di aver commesso reato e aver fatto spionaggio, l’attivista si vedrà condannato a 62 mesi, l’equivalente del periodo trascorso in una prigione di massima sicurezza in Gran Bretagna.

Il ritorno in Australia

Subito dopo il nulla osta del giudice, Assange è tornato in Australia – dopo 14 anni –con un volo che lo ha portato a Camberra. Ad attenderlo il padre, la moglie e il premier australiano Anthony Albanese, che lo ha incontrato Assange appena sceso dall'aereo e ha detto che il governo australiano ha fatto "esattamente la cosa giusta" a impegnarsi per garantire il rilascio del fondatore di Wikileaks.

Assange si è dichiarato colpevole di un solo capo d’accusa, “cospirazione alla diffusione di informazioni sulla difesa nazionale”. “Colpevole delle informazioni”, ha dichiarato davanti al giudice, per poi scherzare sul fatto che il suo sentirsi soddisfatto è “legato all’esito dell’udienza”. Una volta tornato in Australia, Assange potrebbe poi presentare domanda di grazia agli Stati Uniti. Dove non potrà tornare senza autorizzazione, specifica il Dipartimento di Giustizia americano.

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