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Regno Unito, che cosa è successo nell’ultimo dibattito tv tra Sunak e Starmer

(reuters)
A una settimana dalle elezioni, il primo ministro affonda duri colpi su migranti e tasse al leader Labour, talvolta apparso impacciato. Ma per il premier tory è troppo tardi: ecco perché
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NOTTINGHAM (INGHILTERRA) - L’ultimo dibattito tv tra Rishi Sunak e Keir Starmer prima del voto del 4 luglio si apre tra urla e cori in sottofondo dei manifestanti pro Palestina e anti tory nel centro di Nottingham. Come quando, cinque settimane fa, il primo ministro annunciò le elezioni anticipate senza ombrello, fradicio sotto la pioggia e con la voce seppellita dalle proteste fuori Downing Street e dall’ottimista inno blairiano Things can only get better. “Scusateci, telespettatori”, annuncia la presentatrice della Bbc Mishal Husain, “ma anche questa è democrazia”.

E meno male, in un mondo sempre più tiranno. Allora ecco l’ultimo muscolare testa a testa tra Starmer e Sunak di martedì sera, di 75 minuti e con risposte di 75 secondi a testa, sempre troppo pochi per scendere nei dettagli.

Come sulla Brexit, dopo che una imprenditrice del pubblico di una caldissima Nottingham rivela di aver perso il 90% del suo fatturato con l’Ue. Entrambi i contendenti giurano di non voler torna…

NOTTINGHAM (INGHILTERRA) - L’ultimo dibattito tv tra Rishi Sunak e Keir Starmer prima del voto del 4 luglio si apre tra urla e cori in sottofondo dei manifestanti pro Palestina e anti tory nel centro di Nottingham. Come quando, cinque settimane fa, il primo ministro annunciò le elezioni anticipate senza ombrello, fradicio sotto la pioggia e con la voce seppellita dalle proteste fuori Downing Street e dall’ottimista inno blairiano Things can only get better. “Scusateci, telespettatori”, annuncia la presentatrice della Bbc Mishal Husain, “ma anche questa è democrazia”.

E meno male, in un mondo sempre più tiranno. Allora ecco l’ultimo muscolare testa a testa tra Starmer e Sunak di martedì sera, di 75 minuti e con risposte di 75 secondi a testa, sempre troppo pochi per scendere nei dettagli.

Come sulla Brexit, dopo che una imprenditrice del pubblico di una caldissima Nottingham rivela di aver perso il 90% del suo fatturato con l’Ue. Entrambi i contendenti giurano di non voler tornare né in Unione Europea né nel mercato unico e tanto meno nella libertà di movimento con il continente. Ma quando Starmer promette “di avere un accordo migliore con la Ue”, non si capisce come e su quali basi. Il che è un assist per Sunak: “Lo sappiamo bene, volete rientrare in Europa dalla porta di servizio!”.

Ma la prima sberla del 61enne leader Labour al primo ministro paperone Sunak accade 15 minuti dopo l’inizio del testa a testa: “Ecco la conferma: non ti rendi conto di come vive la gente normale!”, accusandolo di non aver mostrato empatia verso Beverly, una spettatrice che denuncia “di aver perso il welfare e di non riuscire più a lavorare” dopo la malattia. Sunak non ricorda neanche il suo nome, che ha dovuto farsi ripetere, e lo stesso capita più tardi con un’altra donna in platea, Rachel.

[Ma il 44enne Sunak, sempre venti punti sotto nei sondaggi rispetto al leader Labour già con un piede a Downing Street, risponde sferrando un duro colpo sull’emergenza migranti, il punto debole di Starmer. Il favoritissimo sfidante giura che distruggerà “le bande di trafficanti di uomini, come ho fatto con i terroristi quando ero Procuratore Generale della Corona”. Ma il primo ministro lo scaglia all’angolo: “E quando saranno qui i migranti illegali? Cosa farai? Negozierai con talebani e iraniani per riprendersi decine di migliaia di clandestini? Nulla, cari cittadini, non farà nulla! I clandestini gireranno nelle vostre strade, se voterete per il mio avversario. Io invece li deporterò in Ruanda!”.

Scrosciano gli applausi del pubblico di Nottingham per Sunak, più adatto nel “corpo al corpo”, come già visto nel primo dibattito. Il premier accusa Starmer, apparso più volte impacciato o evasivo, “di non dire la verità” anche sulla pressione fiscale, “che io abbasserò mentre il Labour vi alzerà di migliaia di sterline all’anno, perché hanno le tasse nel Dna”.

Ma il mantra di Starmer “è tempo di voltare pagina dopo 14 anni di governi conservatori che ci lasceranno un Paese disastrato” sembra inscalfibile. E oramai lo svantaggio nei sondaggi pare incolmabile. Soprattutto dopo la discesa in campo del re brexiter Nigel Farage, che ruberà una marea di voti a destra ai tories e che dopo ieri, snobbato dalla Bbc, terrà oggi un velenoso comizio alternativo. Un sondaggio a caldo YouGov sentenzia: 50 a 50. È pareggio tra Sunak e Starmer.

Il dibattito è iniziato dal tema più caldo di tutti, più dei trenta straordinari gradi di Nottingham: lo scandalo scommesse sulle elezioni anticipate da Sunak che ha coinvolto almeno cinque tra deputati e membri conservatori, oltre ad altri cinque poliziotti della sicurezza del leader. Tutti hanno puntato su questa eventualità, probabilmente perché sapevano le segretissime intenzioni di Sunak, che ora si dice “furioso, non avranno posto nel mio partito”. “Non è vero, il primo ministro ha esitato a sospenderli, lo ha fatto solo quando è stato costretto!”, sbotta Starmer.

Di questa storiaccia, ieri sera si è scoperto anche come il candidato laburista Kevin Craig avrebbe puntato contro se stesso al suo seggio: “È stato uno stupido errore”, ha detto dopo esser stato sospeso dal partito. Mentre Philip Davies, candidato tory, avrebbe scommesso addirittura 8mila sterline (quasi diecimila euro) sulla sua sconfitta. Segno di un partito conservatore (travolto dallo scandalo molto più del Labour) e di un Paese che, dopo il 4 luglio, dovranno essere ricostruiti in tutte le loro fondamenta. Incluse quelle morali.

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