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Nella Loira la riscossa delle sorelle Le Pen: “Abbiamo provato tutto, perché non loro?”

(agf)
Alle elezioni europee la destra ha ottenuto il 32% dei voti Marie-Caroline è la scelta dei leader per guidare il ricco feudo
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«Chiamarsi Le Pen è un vantaggio in una campagna elettorale. E vado fiera del mio cognome». Nella dinastia c’è anche lei, Marie-Caroline, che da qualche giorno batte a tappeto mercati e sagre, aziende agricole, ospizi per anziani, in quest’angolo di Francia profonda, terre golliste che ora sono una tappa nella Conquista dell’Ovest del Rassemblement National, un tempo radicato solo nel Nord e nel Sud della Francia. La sorella della leader dell’estrema destra è candidata nella quarta circoscrizione della Sarthe, Nord della Loira. Élise Leboucher, deputata uscente della France Insoumise in cerca di conferma nel nuovo voto, ha preparato un’accoglienza piuttosto ostile. «Fascisti», urlano i militanti di sinistra quando si presenta la neocandidata del Rn per fare volantinaggio. «Non prendo lezioni dagli antisemiti», risponde Le Pen, 64 anni, sostenendo di essere arrivata qui «su richiesta dei militanti» e per «scippare» la circoscizione alla gauche che vuole trasformare la Francia nel «Vene…

«Chiamarsi Le Pen è un vantaggio in una campagna elettorale. E vado fiera del mio cognome». Nella dinastia c’è anche lei, Marie-Caroline, che da qualche giorno batte a tappeto mercati e sagre, aziende agricole, ospizi per anziani, in quest’angolo di Francia profonda, terre golliste che ora sono una tappa nella Conquista dell’Ovest del Rassemblement National, un tempo radicato solo nel Nord e nel Sud della Francia. La sorella della leader dell’estrema destra è candidata nella quarta circoscrizione della Sarthe, Nord della Loira. Élise Leboucher, deputata uscente della France Insoumise in cerca di conferma nel nuovo voto, ha preparato un’accoglienza piuttosto ostile. «Fascisti», urlano i militanti di sinistra quando si presenta la neocandidata del Rn per fare volantinaggio. «Non prendo lezioni dagli antisemiti», risponde Le Pen, 64 anni, sostenendo di essere arrivata qui «su richiesta dei militanti» e per «scippare» la circoscizione alla gauche che vuole trasformare la Francia nel «Venezuela senza il petrolio».

(afp)

Il carovita

«Abbiamo provato tutto, perché non loro?», confida Bernardette Bechu, seduta al caffé Suze con suo marito. Contabile in una piccola impresa, la cinquantenne ha sempre votato a destra, ma ora è tentata dal voto per il Rn. Più che l’immigrazione, dice, a motivarla sono le bollette dell’elettricità, il carrello della spesa che si svuota, il 10 del mese con il conto già in rosso. Uno dei responsabili della Banca Alimentare, Jean-Paul Bernardat, racconta che negli ultimi mesi il numero di persone aiutate dall’associazione è aumentato del 45 per cento a causa dell’inflazione. E intanto i servizi pubblici garantiti dallo Stato arretrano. Il dieci per cento dei sarthois non ha più un medico condotto. L’ospedale più grande, a Le Mans, è sovraccarico. «Stiamo provando a far venire degli studenti in medicina, ma non prima del 2026», spiega il presidente dell’ordine, Bertrand Devaux.

Alle ultime legislative, nel 2022, la sinistra ha vinto per una manciata di voti contro l’estrema destra. Questa volta, ha il vento in poppa. La lista guidata da Jordan Bardella ha già ottenuto il 32% dei voti alle europee, contro il 19% di quella di Macron. «Capisco la delusione ma è sbagliato andare verso gli estremismi», commenta Sylvie Casenave-Péré, candidata nella lista Ensemble dell’attuale maggioranza presidenziale. Dirigente d’impresa, è alla prima esperienza politica. «Gli imprenditori sono abituati a trovare soluzioni. Vorrei portare questa capacità al servizio dei miei concittadini», prosegue Casenave-Peré. «Non sono responsabile di quello che ha fatto il governo», prova a glissare, mettendo in avanti la sua conoscenza del territorio rispetto alla «paracadutata» dell’estrema destra. «La Castellana», dice in modo ancora più sprezzante la rivale della France Insoumise, riferimento al maniero di Montretout dove sono cresciute le biondissime sorelle Le Pen.

L’erede

L’erede designata doveva essere proprio Marie-Caroline. Cresciuta a pane e politica, a vent’anni era già candidata per il Front National in diverse elezioni locali, diventando figura di spicco del partito di estrema destra. Negli anni Novanta si è invece consumata la rottura con il patriarca. “Caro”, come la chiamano in famiglia, è stata cacciata dopo aver deciso di seguire il rivale del padre, quel Bruno Megret che aveva fondato un movimento in dissidenza dal Front National. Chi si è messo di traverso rispetto al clan che da più di mezzo secolo regna sull’estrema destra francese non ha avuto fortuna. Ne sa qualcosa Marion Maréchal, figlia dell’altra sorella della triade Le Pen, Yann. Tre anni fa aveva rotto con la zia, alleandosi con Eric Zemmour e il suo movimento Reconquête. Poche ore dopo le europee, ha clamorosamente abbandonato Zemmour dopo aver conquistato un seggio a Strasburgo. E si sta riavvicinando al Rn.

La riappacificazione

Anche il tradimento di Marie-Caroline si è ricomposto. Nel 1998 Jean-Marie Le Pen — che oggi ha 95 anni ed è stato messo sotto «protezione giuridica» dalle figlie dopo una perizia medica — aveva deciso di escludere la primogenita. Ed è così che la più giovane Marine si è ritrovata catapultata nella linea di successione. Cinque anni fa le due sorelle si sono riappacificate. «Caro» è diventata uno dei perni del Rn, in coppia con il marito Philippe Olivier, influente spin doctor accanto alla leader. E la loro figlia, Nolwenn Olivier, è stata in coppia con Jordan Bardella. A conferma che, in casa Le Pen, la politica è un affare di famiglia.

«È come la bicicletta, non si dimentica mai», ha ironizzato Marine quando la sorella si è ritrovata a fare di nuovo campagna elettorale. Alle ultime legislative si era presentata nella regione di Parigi, senza accedere al secondo turno. Questa volta, lei che si definisce «cattolica e nazionalista», ha più chance in questa circoscrizione che un tempo era il feudo di François Fillon, candidato impedito alla presidenziale del 2017. L’ex premier era stato silurato da uno scandalo di corruzione. Il suo ritiro dalla corsa per l’Eliseo aveva spianato la strada per l’outsider Macron. La destra gollista ha cominciato allora il suo declino. Nella Sarthe, i Républicains hanno candidato contro Le Pen un ventenne, Léo Brisard, senza molte speranze.

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