Francia, Le Pen avverte Macron: “Guideremo noi Difesa ed Esteri”
dalla nostra corrispondente Anais Ginori
PARIGI — Marine Le Pen alza il tiro in vista di una possibile coabitazione con Emmanuel Macron, sostenendo che il titolo di “capo delle Forze armate” che spetta al Presidente è «onorifico». Secondo la Costituzione francese, il Capo dello Stato è “capo delle Forze armate, garante dell’indipendenza nazionale, dell’integrità territoriale e del rispetto dei trattati”. Ma la Costituzione del 1958 prevede anche che il primo ministro è “responsabile della Difesa nazionale” e il governo “dispone delle Forze armate”. «È un titolo onorifico, poiché è il primo ministro a tenere i cordoni della borsa», ha sottolineato Le Pen in un’intervista, aggiungendo che «il presidente non potrà inviare truppe in Ucraina».
«Rimettendo in discussione la catena di comando, state indebolendo la sicurezza della Francia», ha detto ieri sera nel dibattito tv il premier Gabriel Attal, e il candidato premier del Rassemblement National ha replicato così: «Rispetto la Costituzione e non permetterò all’imperialism…
PARIGI — Marine Le Pen alza il tiro in vista di una possibile coabitazione con Emmanuel Macron, sostenendo che il titolo di “capo delle Forze armate” che spetta al Presidente è «onorifico». Secondo la Costituzione francese, il Capo dello Stato è “capo delle Forze armate, garante dell’indipendenza nazionale, dell’integrità territoriale e del rispetto dei trattati”. Ma la Costituzione del 1958 prevede anche che il primo ministro è “responsabile della Difesa nazionale” e il governo “dispone delle Forze armate”. «È un titolo onorifico, poiché è il primo ministro a tenere i cordoni della borsa», ha sottolineato Le Pen in un’intervista, aggiungendo che «il presidente non potrà inviare truppe in Ucraina».
«Rimettendo in discussione la catena di comando, state indebolendo la sicurezza della Francia», ha detto ieri sera nel dibattito tv il premier Gabriel Attal, e il candidato premier del Rassemblement National ha replicato così: «Rispetto la Costituzione e non permetterò all’imperialismo russo di assorbire uno Stato alleato come l’Ucraina, ma ci sono delle linee rosse per non entrare in un’escalation».
Qualsiasi sia il risultato del voto, l’Eliseo ha già fatto sapere che il capo dello Stato vuole mantenere la politica estera e di Difesa come «domaine reservé», competenza esclusiva, com’era successo per François Mitterrand e Jacques Chirac nelle tre precedenti coabitazioni. Ma è una prassi repubblicana che potrebbe essere sfidata. Se è vero che Macron resterà l’unico ad avere i codici nucleari, potrebbe scontrarsi con il ministro degli Esteri e della Difesa dell’estrema destra. E soprattutto l’Eliseo non dispone direttamente dei fondi finanziari, allocati nei ministeri, come ha ricordato Le Pen. Su nuovi aiuti all’Ucraina ci dovrebbe quindi essere un accordo con il governo.
La polemica arriva nel giorno in cui Macron è a Bruxelles per il vertice dei leader dell’Ue, dove è presente anche l’ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha ribadito la speranza che «il sostegno della Francia continuerà». Intanto Macron ha comunicato che la Francia chiede la conferma di Thierry Breton come commissario nella prossima Commissione. Un modo di stroncare l’idea di Bardella di proporre un suo nome in caso di vittoria. Durante le precedenti coabitazioni, la Francia aveva ancora due commissari francesi, divisi tra le due famiglie politiche al potere. E per il Consiglio dell’Ue un ticket Macron-Bardella è impensabile nelle attuali regole. Il trattato di Lisbona prevede ormai un solo rappresentante, a scelta tra capo di Stato e di governo. Ma anche in questo caso l’estrema destra potrebbe tentare una forzatura per mandare il premier al posto del presidente.