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“Joe ritirati dalla corsa”, così la direzione del New York Times va in pressing su Biden

“Joe ritirati dalla corsa”, così la direzione del New York Times va in pressing su Biden

Prima erano stati i columnist più autorevoli. E ora è la direzione stessa del giornale

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LONDRA – Prima glielo hanno detto i columnist più autorevoli. Poi anche la direzione del New York Times: “Joe, ritirati dalla corsa”. Con un editoriale non firmato, espressione del vertice del giornale, il più importante quotidiano americano, da sempre di orientamento liberal, ovvero sostenitore del partito democratico, ha chiesto esplicitamente al presidente Biden di ritirare la candidatura alla Casa Bianca, dopo la disastrosa prova nel primo dibattito televisivo con Donald Trump.

È la stessa richiesta presentata il giorno prima da Thomas Friedman, il columnist due volte vincitore del Pulitzter, e da Paul Krugman, il commentatore premio Nobel per l’economia. Ora, nell’editoriale senza firma, il New York Times afferma fin dal titolo: “Per servire il proprio Paese, il presidente Biden deve abbandonare la corsa”. Lo stesso Biden ha ripetutamente dichiarato che alle elezioni presidenziali del novembre prossimo è in gioco il futuro della democrazia americana, sostenendo di essere il candidato con le migliori chance di respingere la minaccia rappresentata da Trump, come già fece nelle 2020, continua l’articolo: “Ma al dibattitto in tivù di giovedì si è visto che Biden non è più l’uomo di quattro anni fa. Ha faticato a spiegare cosa realizzerebbe in un secondo mandato presidenziale. Ha faticato a rispondere alle provocazioni e alle menzogne di Trump. Più di una volta ha faticato ad arrivare alla fine di una frase”.

Una prestazione che non si può liquidare come una cattiva serata, commenta il giornale, perché riflette timori che circolavano da mesi o anni.Pur riconoscendo che è stato un ammirevole presidente e affermando che, se la scelta fosse tra Biden e Trump, darebbe il proprio endorsement a Biden, il New York Times conclude che il rischio di una candidatura come la sua è troppo grosso: “Il maggior servizio che Biden può fare al Paese è annunciare che non si ricandiderà. Cambiare candidato così tardi nella campagna elettorale non è una decisione facile, ma c’è ancora tempo per trovarne un altro. Mentre gli americani sono abituati a lunghe corse elettorali, in molte democrazie le campagne si consumano nello spazio di pochi mesi”. Un’allusione alle due cruciali consultazioni dei prossimi giorni: le elezioni parlamentari francesi, indette dal presidente Emmanuel Macron all’indomani delle elezioni di inizio giugno per il parlamento europeo; e le elezioni anticipate britanniche, convocate dal premier conservatore Rishi Sunak poco più di un mese prima del voto. E proprio a Londra un editoriale non firmato del Financial Times lancia lo stesso appello del New York Times: “Joe Biden appare troppo fragile per la missione che si è posto”.

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