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Francia 2024, la vittoria di Le Pen che va al 33%. Macron (20%) e la sinistra (28%) alleati al secondo turno. I risultati delle elezioni legislative

(afp)
Netta la maggioranza del Rassemblement National. Inizia la campagna per il secondo turno, dove gli anti lepenisti si preparano a patti di desistenza per limitare la maggioranza dell’estrema destra
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Parigi — L’estrema destra è alla soglia del potere in Francia. Mai così alta, mai così vicina a conquistare il governo del Paese. Il Rassemblement National arriva in testa nel primo turno delle elezioni legislative, guida la corsa in centinaia di circoscrizioni. E in vista del secondo turno di domenica prossima si avvicina alla maggioranza assoluta per governare.

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Il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella, in alleanza con i candidati dei Républicains di Eric Ciotti, è al 33,14%, dati definitivi del ministero dell’Interno. L'Ifop pronostica tra 240 e 270 deputati per l'estrema destra, con la maggioranza assoluta fissata a 289 seggi. La forchetta in termini di seggi è più alta per Elabe, che parte da 260 e arriva fino 310 seggi, quindi con possibilità di superare la soglia della maggioranza as…

Parigi — L’estrema destra è alla soglia del potere in Francia. Mai così alta, mai così vicina a conquistare il governo del Paese. Il Rassemblement National arriva in testa nel primo turno delle elezioni legislative, guida la corsa in centinaia di circoscrizioni. E in vista del secondo turno di domenica prossima si avvicina alla maggioranza assoluta per governare.

Elezioni in Francia, Le Pen: "Il blocco macronista è praticamente cancellato"

Il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella, in alleanza con i candidati dei Républicains di Eric Ciotti, è al 33,14%, dati definitivi del ministero dell’Interno. L'Ifop pronostica tra 240 e 270 deputati per l'estrema destra, con la maggioranza assoluta fissata a 289 seggi. La forchetta in termini di seggi è più alta per Elabe, che parte da 260 e arriva fino 310 seggi, quindi con possibilità di superare la soglia della maggioranza assoluta.

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(afp)

Al secondo posto, c’è la coalizione di sinistra Nouveau Front Populaire (Nfp): 27,99 %, per Ifop sta tra 180 e 200 seggi. Per Elabe ha una proiezione di seggi tra 115 e 145 seggi. Al terzo posto c’è il blocco centrale di Emmanuel Macron: al 20,76. Il capo dello Stato che finora aveva una maggioranza relativa di 250 deputati, potrebbe ritrovarsi tra 60 e 90 deputati secondo la proiezione dell’Ifop, in una forchetta leggermente più alta (90-120 seggi) per Elabe.

I Républicains anti-Ciotti si attestano al 6,57%, secondo Ifop tra 30 e 50 seggi.

In un’elezione storica, che ha richiamato il 66,7% degli elettori, venti punti in più rispetto alle legislative 2022, si affaccia quindi una “tripolarizzazione” del paesaggio politico francese, con l’estrema destra che diventa il blocco in testa, fatto inedito per la Quinta Repubblica. Alle legislative del 2022 il Rn aveva ottenuto poco più del 18% e 89 deputati. E se la maggioranza presidenziale è riuscita ad aumentare rispetto alle elezioni europee (dove aveva raccolto appena il 14,5%) è distaccata di qualche punto dalla coalizione di sinistra e lontano dietro all’estrema destra.

Risultati del 1° turno: partiti e percentuali


Emiciclo parziale: i seggi assegnati nel primo turno


Simula la maggioranza

Segno che l’onda nera è forte, Le Pen è eletta già al primo turno, superando il cinquanta per cento dei voti, così come uno dei suoi fedelissimi, Sébastien Chenu. «È un risultato storico per l’estrema destra» sottolinea Frédéric Dabi, direttore dell’Ifop che ricorda la prudenza sulle proiezioni di seggi in attesa del secondo turno, tra appena sette giorni. Il Rn progredisce di tre punti rispetto alle elezioni europee del 9 giugno e quasi raddoppia rispetto alle legislative del 2022.

«La forchetta nella proiezione di seggi è molto larga perché si basa sui rapporti di forza ma c’è ancora un’incognita sulle tendenze del secondo turno» sottolinea anche Bernard Sananès, direttore di Elabe. Nelle prossime ore si capirà quanti candidati delle varie liste sono qualificati per il secondo turno. Sulla carta, in base ai risultati di ieri sera, ci potrebbero essere più di 250 triangolari: tre candidati qualificati. Ma entro domani bisogna confermare le candidature al secondo turno, o il ritiro dalla corsa.

«Di fronte al Rassemblement National, è giunto il momento di una manifestazione ampia, chiaramente democratica e repubblicana per il secondo turno» dice Macron pochi minuti dopo l’annuncio dei risultati, evocando una diga contro l’estrema destra che negli ultimi giorni aveva rifiutato di menzionare. Ma nel blocco centrale emergono già alcune crepe sugli accordi di desistenza. Edouard Philippe, a capo del movimento Horizons che fa parte della maggioranza uscente, precisa subito che non darà mai indicazioni di voto per la France Insoumise.

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A sinistra, invece la posizione è più netta. «Nessuna ambiguità da parte nostra. Quest’elezione è un referendum per impedire al Rn di ottenere una maggioranza assoluta» dice Raphaël Glucksmann, che ha guidato la lista della gauche alle europee. «Ritireremo la nostra candidatura» quando il Rn è in testa e il Nouveau Front populaire in terza posizione, dice anche Jean-Luc Mélenchon dal suo quartier generale a Parigi. «Non ci saranno nostri candidati al secondo turno se c’è il rischio di fare eleggere un candidato del Rn» conferma anche Olivier Faure, segretario del partito socialista che sottolinea la portata del voto di domenica: «I francesi devono decidere se dare i pieni poteri all’estrema destra».

È già cominciata la campagna per il secondo turno. Si chiamano fuori da eventuali accordi di desistenza i Républicains. «Non possiamo dare indicazioni a votare per estremi che sono per noi pericolosi» spiega François-Xavier Bellamy, capolista alle europee che vuole invece sottolineare il risultato del suo partito, terremotato dalla scelta di Ciotti di fare alleanza con Le Pen. «Molti ci vedevano già morti e invece abbiamo il dieci per cento dei voti» dice Bellamy. Questa linea della destra gollista significa per esempio che nella circoscrizione in cui è arrivato in testa François Hollande davanti alla candidata del Rn, il candidato dei Républicains qualificato in terza posizione non accetterà di ritirarsi per facilitare la vittoria dell’ex capo di Stato socialista.

«Il Presidente della Repubblica sembra essere svanito. La maggioranza uscente è in brandelli. Chi se non noi, può incarnare la difesa della Repubblica?» commenta Hollande. La sinistra si trova ora nella posizione di Macron negli ultimi anni: convincere i francesi a un “voto utile” per impedire all’estrema destra di governare. «Alcuni compromessi vergognosi stanno già prendendo forma» denuncia Ciotti. «La democrazia e le nostre istituzioni potrebbero essere in pericolo se l’estrema sinistra dovesse prendere il potere» continua il presidente dei Républicains che i numerosi dissidenti non sono ancora riusciti a cacciare dal partito. «L’alternanza è a portata di mano» esulta Bardella, 28 anni che già si vede premier tra una settimana. Riuscire a frenare l’onda, a impedire che diventi marea nel voto del 7 luglio. Nella consapevolezza che la spinta verso l’estrema destra non è mai stata così forte.

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