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Guerra Israele-Hamas, le news del 1 luglio

Guerra Israele-Hamas, le news del 1 luglio
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Lanciato ordine di evacuazione da Khan Yunis e Rafah dopo l’attacco di Hezbollah sul Golan. Scontri violenti a Gerusalemme durante la manifestazione degli ultra-ortodossi contro l’obbligo di leva
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Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas del 2 luglio

Il premier Netanyahu ha ribadito che Israele non "fermerà la guerra finché non avrà raggiunto tutti i suoi obiettivi", compresa la sconfitta di Hamas. E che la situazione dei negoziati - portati avanti da Usa, Egitto e Qatar - non sia buona ma congelata lo ha ribadito una fonte israeliana. In questo quadro, prosegue la guerra nella Striscia dove secondo Hamas, il bilancio sfiora i 38 mila morti

Blinken: “Ecco i tre scenari da escludere per il futuro di Gaza”

"Sappiamo che ci sono tre cose che sono inaccettabili per il futuro di Gaza: un'occupazione israeliana, che continui la leadership di Hamas oppure il caos, l'anarchia e l'illegalità - che è ciò a cui stiamo assistendo oggi in gran parte di Gaza". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, durante un intervento alla Brookings Institution. "Quando questo conflitto finirà, non potrà e non dovrà finire con un vuoto di potere a Gaza. Deve finire in modo da garantire che ci siano piani chiari, coerenti e realizzabili per la governance, la sicurezza e la ricostruzione di Gaza", ha aggiunto Blinken.

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Netanyahu: “Ci stiamo avvicinando all’eliminazione di Hamas”

Israele si sta avviando a concludere "la fase di eliminazione dell'esercito terroristico di Hamas". Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando agli studenti del National Defense College, secondo quanto riferito dal Times of Israel. Netanyahu ha spiegato che le operazioni delle Idf continueranno per "colpire i resti" di Hamas e ha ribadito - alla presenza di studenti stranieri provenienti da Germania, Singapore, Giappone, Italia, Repubblica Ceca e Corea del Sud - che Israele raggiungerà tutti i suoi obiettivi di guerra.

Gallant alla Knesset: “L’Idf ha bisogno subito di 10mila soldati. Pronti già da ora 4.800 ortodossi”

L'Idf ha bisogno di "10mila soldati subito" e l'esercito può "reclutare 4.800 ortodossi immediatamente". Lo ha detto il ministro della Difesa Yoav Gallant parlando in Commissione alla Knesset. Gallant ha insistito sulle necessità dell'esercito in questa fase ammonendo che Israele "non può portare soldati dall'estero".

Israele lancia ordine evacuazione da Khan Yunis e Rafah

I residenti di diversi quartieri nella parte orientale di Khan Younis, nel sud di Gaza, hanno affermato di aver ricevuto messaggi audio da numeri di telefono israeliani che ordinavano loro di lasciare le loro case, ha riferito Reuters. Un segnale che potrebbe indicare la volontà israeliana di colpire nuovamente l’area dopo l’attacco di questa mattina. L'avvertimento per Al-Qarara, Bani Suheila e altre città dei due governatorati, diffuso sui social media e in una dichiarazione ufficiale. Stamattina l’Idf aveva denunciato il lancio di razzi proprio da Khan Yunis contro la comunità israeliana di confine.

Ucciso soldato israeliano a Rafah: dal 7 ottobre il bilancio sale a 319 vittime

Un soldato israeliano è stato ucciso durante i combattimenti a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha annunciato l'esercito dello Stato ebraico, precisando che il militare si chiamava Ori Itzchak Hadad, aveva 21 anni, era originario di Beersheba ed apparteneva al 931mo battaglione della Brigata Nahal. Con la sua morte, salgono a 319 i militari israeliani morti nella Striscia di Gaza dall'inizio delle operazioni in risposta alla strage del 7 ottobre. Nel bilancio è incluso un funzionario di polizia rimasto ucciso in una missione per la liberazione di ostaggi.

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Gaza, vittime a quota 37.900

Il Ministero della Sanità di Gaza, diretto da Hamas, afferma che almeno 37.900 palestinesi sono stati uccisi e almeno 87.060 feriti nella Striscia dall’inizio della guerra.

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Rilasciato il direttore dell’ospedale Al-Shifa di Gaza. L’ira di Gantz: “Il governo vada a casa”

Israele ha rilasciato Muhammad Abu Salmiya, direttore dell'ospedale al-Shifa di Gaza City, arrestato a novembre durante la prima operazione militare israeliana nel complesso medico. Salmiya è tornato a Gaza insieme ad almeno altri 50 detenuti palestinesi, liberati – lo ha confermato lo Shin Bet, il servizio segreto interno – perché le carceri sono sovraffollate. L'ex direttore del più grande ospedale di Gaza era stato arrestato il 23 novembre per essere interrogato sulle "attività terroristiche" dell'organizzazione islamista Hamas nella clinica, dopo che l’esercito israeliano aveva scovato sotto alla struttura uno dei tunnel dell’organizzazione terrorista.

La liberazione di Abu Salmiya ha scatenato un’ondata di polemiche in Israele. Il primo ad attaccare è stato Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, l'esponente di ultradestra Itamar Ben Gvir, che ha parlato di “negligenza in materia di sicurezza". Ancora più duro Benny Gantz, il leader centrista che ha abbandonato il gabinetto di guerra tre settimane fa tornando all’opposizione: "Un governo che libera coloro che hanno dato rifugio agli assassini del 7 ottobre e hanno contribuito a nascondere i nostri ostaggi ha commesso un errore operativo morale ed etico e quindi non è adatto a guidare la nostra guerra esistenziale e deve tornare a casa", ha detto.

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha detto di essere stato tenuto all’oscuro della liberazione. Il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato l’apertura di un’inchiesta.

Israele, ultra-ortodossi in piazza contro la leva. Scontri e cinque arresti

Migliaia di uomini ebrei ultra-ortodossi si sono scontrati domenica con la polizia israeliana nel centro di Gerusalemme durante una protesta contro l'ordine della Corte Suprema di iniziare ad arruolarsi per il servizio militare. Decine di migliaia di uomini si sono radunati in un quartiere ultraortodosso per protestare. Ma dopo il tramonto, la folla si è diretta verso il centro di Gerusalemme ed è diventata violenta. La polizia israeliana ha detto che i manifestanti hanno lanciato sassi e hanno attaccato l'auto di un ministro del governo ultra-ortodosso, colpendola con pietre. Per disperdere la folla sono stati utilizzati idranti con acqua puzzolente e la polizia a cavallo. E cinque persone sono state arrestata.

Il servizio militare è obbligatorio per la maggior parte degli uomini e delle donne ebrei in Israele. Ma i partiti ultra-ortodossi hanno sempre ottenuto esenzioni affinché i loro seguaci saltino il servizio militare e studino invece nei seminari religiosi. Questo accordo ha suscitato risentimento tra l’opinione pubblica, un sentimento che è diventato più forte durante la guerra di otto mesi contro Hamas. Oltre 600 soldati sono stati uccisi nei combattimenti e decine di migliaia di riservisti sono stati attivati, sconvolgendo carriere, affari e vite.

15-20 razzi da Gaza verso il Sud d’Israele

Secondo l'esercito israeliano sono stati lanciati circa 15-20 razzi dalla Striscia di Gaza contro le comunità israeliane di confine. L'attacco è uno dei più pesanti delle ultime settimane. Non ci sono segnalazioni di feriti.

Secondo l'esercito i razzi sono stati sparati da Khan Yunis, la principale città meridionale di Gaza. L'Idf ha subito preso di mira il presunto sito di lancio. "Un certo numero di proiettili sono stati intercettati e alcuni di essi sono caduti nel sud di Israele", hanno detto fonti militari. Il braccio armato della Jihad islamica ha rivendicato l'attacco

Usa distruggono tre droni marini Houthi nel Mar Rosso

Il Comando centrale (Centcom) militare degli Stati Uniti afferma di aver distrutto ieri tre navi di superficie senza equipaggio lanciate nel Mar Rosso dai ribelli yemeniti Houthi appoggiati dall'Iran.
"È stato stabilito che" tali droni marini "rappresentavano una minaccia imminente per le forze statunitensi e della coalizione e per le navi mercantili nella regione", spiega il Centcom in un comunicato pubblicato sul suo account X.

Attacco droni Hezbollah in Golan, feriti 18 soldati israeliani

Diciotto soldati israeliani sono rimasti feriti ieri mattina in un attacco di droni carichi di esplosivi lanciati da Hezbollah sul nord delle alture del Golan, rendono noto le forze armate di Israele.
I miliziani sciiti del Libano hanno rivendicato l'attacco, affermando di aver preso di mira un sito militare in risposta a precedenti raid delle Forze di difesa israeliane (Idf) contro loro postazioni. Uno dei feriti è in gravi condizioni, specificano le Idf in un comunicato pubblicato sul loro account X.

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