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L’offensiva russa per fermare la consegna delle armi Usa a Kiev

Caccia e missili bombardano i magazzini della logistica e i treni ucraini in prossimità del fronte: i comandi di Mosca temono che gli aiuti bellici americani cambino le sorti della battaglia
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Domenica le bombe plananti russe si sono abbattute contro l’hub di Kharkiv della società privata Nova Post. Gli ordigni hanno distrutto il magazzino usato per la distribuzione di pacchi e incendiato almeno otto camion: ci sono stati un morto e nove feriti, incluso un bimbo di otto mesi raggiunto dalle schegge in un edificio poco lontano. La stessa struttura era stata devastata nell’ottobre 2023 da due missili, con un bilancio ancora più grave: l’esplosione aveva ucciso sei dipendenti, un’altra ventina erano rimasti feriti. Poi lo scorso maggio c’è stato un attacco contro il deposito della stessa compagnia a Odessa: i cruise di Mosca hanno provocato un enorme incendio, proseguito per ore.

La propaganda del Cremlino sostiene che la rete logistica di Nova Post si occupa anche di trasferire fino al fronte gli aiuti militari donati dall’Occidente e i ricambi per l’esercito ucraino. Sui canali social sono state diffuse foto che mostrano i tir dell’azienda carichi di cingolati da combat…

Domenica le bombe plananti russe si sono abbattute contro l’hub di Kharkiv della società privata Nova Post. Gli ordigni hanno distrutto il magazzino usato per la distribuzione di pacchi e incendiato almeno otto camion: ci sono stati un morto e nove feriti, incluso un bimbo di otto mesi raggiunto dalle schegge in un edificio poco lontano. La stessa struttura era stata devastata nell’ottobre 2023 da due missili, con un bilancio ancora più grave: l’esplosione aveva ucciso sei dipendenti, un’altra ventina erano rimasti feriti. Poi lo scorso maggio c’è stato un attacco contro il deposito della stessa compagnia a Odessa: i cruise di Mosca hanno provocato un enorme incendio, proseguito per ore.

La propaganda del Cremlino sostiene che la rete logistica di Nova Post si occupa anche di trasferire fino al fronte gli aiuti militari donati dall’Occidente e i ricambi per l’esercito ucraino. Sui canali social sono state diffuse foto che mostrano i tir dell’azienda carichi di cingolati da combattimento e filmati del rogo di Odessa con suoni di esplosioni, che indicherebbero lo scoppio di munizioni custodite nei magazzini.

Anche in questo caso, la nebbia di guerra rende difficile stabilire quale sia la verità. Nova Post è un colosso con 32 mila dipendenti, che opera in tutta Europa. All’indomani dell’invasione ha fatto una donazione all’esercito e avviato un servizio gratuito per la corrispondenza destinati ai soldati e agli sfollati: viene illustrato da uno spot, in cui mostra la consegna a un soldato in prima linea di una scatola con i dolci preparati dalla fidanzata. Si tratta di alcune delle numerosissime dimostrazioni di patriottismo ucraino: la compagnia ha risarcito agli utenti anche i plichi inceneriti nei raid russi.

Nei conflitti accade spesso che reti e personale dei trasporti vengano militarizzati – ad esempio era accaduto agli equipaggi dei mercantili che attraversavano l’Atlantico diretti in Gran Bretagna – e che comunque ci sia una commistione di merci civili ed equipaggiamenti bellici, soprattutto nei convogli ferroviari o a bordo delle navi. Resta celebre la battaglia della Marna del settembre 1914, quando le trincee francesi che difendevano Parigi dai tedeschi vennero rinforzate di corsa mobilitando milleduecento tassisti della capitale con le loro vetture.

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Nell’ultima settimana il quartier generale di Mosca ha aumentato il volume di fuoco contro le infrastrutture logistiche per ostacolare l’invio al fronte dei nuovi aiuti bellici statunitensi ed evitare il rischio di contrattacchi. Per individuare i poli di smistamento - oltre alla rete di informatori e spie sul territorio ucraino - i russi utilizzano le immagini raccolte dai loro satelliti e quelle acquistate da società spaziali occidentali. Nel settore di Zaporizzhzhia, dove la scorsa estate gli ucraini avevano scatenato la loro controffensiva, in pochi giorni sarebbero stati colpiti due treni con carri armati e semoventi. Nelle incursioni sono stati usati missili a medio raggio, che probabilmente sono stati indirizzati sugli obiettivi anche grazie ai droni da ricognizione. Si tratta di un’altra evoluzione negativa dei combattimenti: fino alla primavera di quest’anno le linee ferroviarie erano state sostanzialmente risparmiate dai bombardamenti, garantendo gli spostamenti e i rifornimenti per la popolazione. Ora, almeno a ridosso del lungo fronte di battaglia, anche i treni sono diventati un bersaglio.

Questa intensificazione dei raid testimonia il timore dei comandi russi per l’impatto che gli aiuti americani possono avere sulle sorti della battaglia: munizioni, cannoni, veicoli blindati, batterie contraeree che, dopo il lungo blocco determinato dall’opposizione repubblicana al Congresso, stanno varcando l’Atlantico in quantità crescenti. Se gli assalti di Mosca non sono riusciti a mettere in crisi le difese ucraine quando erano a corto di proiettili per l’artiglieria, è difficile che riescano a farlo nelle prossime settimane. Finora però i soldati russi continuano ad andare all’attacco, senza curarsi delle perdite di uomini e mezzi.

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