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Rishi Sunak, l’ultimo record: la disfatta Tory

(reuters)
Il ritratto di uno dei protagonisti del voto d’oltremanica: il leader dei partito tories
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Rishi Sunak passerà alla storia come il primo premier britannico di origine indiana e religione induista; e come il premier britannico più ricco, titolare di una fortuna di oltre 700 milioni di sterline (grazie al matrimonio con la figlia di un miliardario di Nuova Delhi).

Ma il 4 luglio rischia di passare alla storia anche come il leader che ha portato i conservatori a una sconfitta senza precedenti, un tracollo che potrebbe fare diventare i Tory addirittura il terzo partito del Regno Unito, perfino dietro ai liberaldemocratici. Non è tutta colpa sua: la responsabilità è in parte di un ciclo che si è esaurito.

Rishi Sunak passerà alla storia come il primo premier britannico di origine indiana e religione induista; e come il premier britannico più ricco, titolare di una fortuna di oltre 700 milioni di sterline (grazie al matrimonio con la figlia di un miliardario di Nuova Delhi).

Ma il 4 luglio rischia di passare alla storia anche come il leader che ha portato i conservatori a una sconfitta senza precedenti, un tracollo che potrebbe fare diventare i Tory addirittura il terzo partito del Regno Unito, perfino dietro ai liberaldemocratici. Non è tutta colpa sua: la responsabilità è in parte di un ciclo che si è esaurito.

Cinque premier conservatori (David Cameron, Theresa May, Boris Johnson e Liz Truss prima di lui) in 14 anni lasciano in eredità al paese uno sconfortante declino economico, l’errore disastroso della Brexit e scandali a ripetizione. Indeciso tra il populismo alla Johnson e il proprio liberismo di fede thatcheriana, Sunak ha completato il quadro con una campagna elettorale all’insegna di un’atroce gaffe dietro l’altra. Domani potrebbe perfino perdere il suo seggio da parlamentare. E allora forse tornerà a fare il banchiere in California.

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