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Kanye West divide la Russia. Il putiniano Dugin: “È uno di noi ideologicamente”. Ma i conservatori lo accusano: “Le sue canzoni screditano Mosca e l’esercito”

Il viaggio del rapper a Mosca ha spaccato il Paese. Gli attivisti del movimento “Soroko Sorokov” attaccano la canzone “Vultures” in cui in cui è descritta una scena di sesso con una donna russa, “in rappresaglia” per la guerra in Ucraina
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MOSCA - Nel volare via da Mosca nelle prime ore di lunedì, Kanye West si è lasciato dietro una scia di clamore senza precedenti, le inevitabili polemiche e, inaspettatamente, quella che sembra una spaccatura negli ambienti conservatori. Sull'onda emotiva dei fan che lo braccavano in giro per Mosca, alcuni intellettuali filo-governativi si sono affrettati ad “arruolarlo” nei loro ranghi. Altri, più attenti tutori dei valori tradizionali, hanno invece scoperto una macchia nella sua recente produzione artistica e si sono rivolti alle autorità affinché non metta più piede sul suolo russo. Nel brano “Vultures”, ritengono gli attivisti del movimento conservatore “Sorok Sorokov”, fa propaganda di narcotici e, soprattutto, getta discredito sulla Russia e sul suo esercito attivo in Ucraina.

Il rapper statunitense è arrivato a Mosca la mattina del 30 giugno, in occasione del compleanno di Gosha Rubchinskij, designer della sua linea di abbigliamento. Immediatamente si è raccolta una folla …

MOSCA - Nel volare via da Mosca nelle prime ore di lunedì, Kanye West si è lasciato dietro una scia di clamore senza precedenti, le inevitabili polemiche e, inaspettatamente, quella che sembra una spaccatura negli ambienti conservatori. Sull'onda emotiva dei fan che lo braccavano in giro per Mosca, alcuni intellettuali filo-governativi si sono affrettati ad “arruolarlo” nei loro ranghi. Altri, più attenti tutori dei valori tradizionali, hanno invece scoperto una macchia nella sua recente produzione artistica e si sono rivolti alle autorità affinché non metta più piede sul suolo russo. Nel brano “Vultures”, ritengono gli attivisti del movimento conservatore “Sorok Sorokov”, fa propaganda di narcotici e, soprattutto, getta discredito sulla Russia e sul suo esercito attivo in Ucraina.

Il rapper statunitense è arrivato a Mosca la mattina del 30 giugno, in occasione del compleanno di Gosha Rubchinskij, designer della sua linea di abbigliamento. Immediatamente si è raccolta una folla di ammiratori intorno all'hotel in cui alloggiava, a pochi passi dal Cremlino. I media ufficiali hanno seguito Kanye West in ogni spostamento, dalla visita ai Magazzini Gum alla gita in yacht alla Stazione fluviale. Personaggi pubblici vicini alle posizioni del governo hanno da subito accolto la visita di “Ye”, che i media continuano a chiamare Kanye West, come il segno della fine dell'isolamento, come una breccia nel monolitico isolamento a Ovest. “Kanye cancella la cancel culture - hanno commentato a caldo gli autori della rivista Moskvichka - probabilmente, il suo arrivo delineerà una nuova tendenza".

(afp)

Il viaggio del rapper statunitense a Mosca è da interpretare “come un elemento di guerra - secondo lo scrittore Zakhar Prilepin – una bomba nel loro monolite”. Il cosiddetto ideologo del Cremlino, il filosofo Aleksandr Dugin, si è persino spinto a dire: “Kanye West, comunque, è ideologicamente nostro”. Nelle stesse ore, quasi a conferma di tali affermazioni, gli attivisti ucraini del portale Mirotvorets inserivano definitivamente il nome del rapper tra i sostenitori del Cremlino. Ma i versi del brano “Vultures”, in cui è descritta una scena di sesso con una donna russa, “in rappresaglia” per l'operazione speciale in Ucraina non sono sfuggiti agli attivisti del movimento “Sorok Sorokov”.

L'organizzazione ortodossa radicale ha presentato un esposto al Ministero dell'Interno con accuse precise. Secondo i membri dell'organizzazione, la donna russa descritta nel brano di Kanye è presentata “esclusivamente come una prostituta e una tossicodipendente, con inclinazioni perverse”. L'elemento della nazionalità russa, inoltre, presenterebbe i tratti della discriminazione su base etnica.

Poco conta che il brano sia stato prodotto in collaborazione con altri artisti che, nel caso concreto, hanno scritto quella parte del testo. La frase incriminata, hanno ricordato gli autori del canale Telegram Mash, non è stata scritta da Kanye, ma dal rapper Ty Dolla $ign. “La responsabilità, ovviamente, è condivisa da tutti - ha replicato Georgij Soldatov il direttore dell'organizzazione, in un commento all'emittente Rtvi - ma poiché l'album è attribuito innanzitutto a lui, le pretese sono rivolte alla sua persona".

Già nelle prime ore dall'arrivo del rapper in Russia altri commentatori avevano storto il naso per il trionfalismo che circondava la visita. L'Associazione dei Comitati dei genitori ha espresso indignazione per le precedenti esternazioni di Kanye West a giustificazione del fascismo, oltre che, ovviamente, per lo “stile di vita privo di regole”.

Altri hanno evidenziato lo stridente paradosso di un Paese con una chiara politica anti-americana, che scende in piazza esultante all’arrivo della prima star straniera. “L'anti-americanismo nella Federazione Russa assume le forme più strane. Compresa la divinizzazione di Kanye West”, ha osservato il politologo Konstantin Kalachev. “La visita è diventata l'evento socio-politico numero uno degli ultimi sei mesi - ha ironizzato il collega Mikhail Vinogradov - dopo aver fatto “cadere dal piedistallo l'altro evento numero: la visita di Tucker Carlson”. Il blogger Ilja Varlamov ha sottolineato il costo dell'uscita dall'isolamento culturale: “baciare i piedi” a un americano, “non importa che in realtà sia un completo stronzo, un antisemita, un fan di Hitler, un sostenitore delle più selvagge teorie del complotto".

Per il critico musicale Nikolaj Ovchinnikov, invece, il rapper incline al revisionismo storico e la Russia contemporanea, politicamente e culturalmente isolata, sono una coppia perfetta e hanno bisogno l'uno dell'altra. Kanye, come il già citato Tucker Carlson, è solo un “americano maledetto nella sua terra natale”, in cerca di “rispetto” in un altro Paese. È per questo che, prosegue il critico, nella Russia in lotta per i valori tradizionali, al rapper sono perdonate le battute antisemite e gli elogi alla figura di Hitler.

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