Si apre un nuovo spiraglio per un accordo sul cessate il fuoco e sugli ostaggi a Gaza. L'ufficio del premier Benyamin Netanyahu, per conto del Mossad, ha fatto sapere che i mediatori dell'intesa hanno trasmesso a Israele la proposta di Hamas sulle linee generali dell'intesa che conterrebbe importanti passi avanti. Ma nel frattempo, la guerra non dichiarata tra Israele e Hezbollah scivola ogni giorno di più verso una escalation militare totale. Hezbollah ha lanciato oltre 200 razzi in direzione di Israele e l’Idf ha risposto con un contrattacco nel sud del Libano.
Netanyahu considera proposta di cessate il fuoco di hamas
Il primo ministro israeliano benjamin Netanyahu convocherà oggi il gabinetto di guerra per discutere le proposte di hamas per un possibile cessate il fuoco a gaza. Lo ha detto a reuters una fonte anonima dell'ufficio del primo ministro. Prima dell'incontro, netanyahu incontrerà anche la squadra che lavora ai negoziati per il cessate il fuoco, scrive reuters ripresa dai media internazionali.
Biden a Netanyahu, 'tempo di chiudere accordo su ostaggi'
"È tempo di chiudere l'accordo" sugli ostaggi: lo ha detto Joe Biden nella telefonata col premier israeliano Benyamin Netanyahu, come ha riferito un alto dirigente dell'amministrazione Biden in un briefing virtuale.
Fonte, capo del Mossad a Doha per colloqui su tregua
Il capo dei servizi segreti israeliani David Barnea è diretto a Doha per colloqui su una tregua e sul rilascio di ostaggi con Hamas, ha dichiarato all'AFP una fonte a conoscenza dei colloqui. "Una delegazione israeliana guidata da David Barnea si sta recando in Qatar per proseguire i colloqui su un accordo per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Incontrerà il primo ministro del Qatar per discutere di come avvicinare le parti a un accordo a Gaza", ha dichiarato la fonte a condizione di anonimato, data la delicatezza dei colloqui.
Media, nuovi raid di Israele nel sud del Libano contro Hezbollah
"Aerei da combattimento israeliani hanno colpito in serata nuovi siti di Hezbollah nel Libano meridionale dopo un importante bombardamento in mattinata". Lo annuncia l'esercito israeliano precisando che tra "gli obiettivi figurano infrastrutture di Hezbollah a Mays al-Jabal e un edificio utilizzato dal gruppo terroristico ad Ayta ash-Shab". Lo scrive The Times of Israel.
Migliaia in piazza contro Netanyahu e per accordo su Gaza
Migliaia di persone hanno manifestato a Gerusalemme e in altre città israeliane contro il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu, che accusano di "sabotare l'accordo sugli ostaggi, di abbandonare il nord e di far precipitare Israele nell'abisso", secondo l'appello lanciato nel pomeriggio dal movimento antigovernativo Bandiere Nere.
Dietro uno striscione nero, rosso e bianco che recitava "Netanyahu mette in pericolo la sicurezza di Israele", migliaia di persone hanno marciato per le strade della città dirette alla residenza di Netanyahu in via Azza, dove si concluderà la protesta.
"Il tempo sta per scadere: c'è un accordo sul tavolo!" è uno degli slogan diffusi dalle Bandiere Nere sui loro canali digitali durante la marcia, che chiede a Netanyahu di raggiungere un patto con Hamas che garantisca il ritorno in sicurezza dei 120 ostaggi ancora a Gaza (116 dei quali rapiti negli attentati islamisti del 7 ottobre, in cui sono state uccise circa 1.200 persone).
Sempre a Tel Aviv, il movimento pro-democrazia israeliano ha indetto una manifestazione in cui centinaia di persone hanno marciato verso la sede del Ministero della Difesa.
Biden: “Sostegno a Israele anche di fronte a minacce di Hezbollah”
Nel corso del colloquio del colloquio telefonico oggi con Benjamin Netanyahu, Joe Biden "ha ribadito il suo ferreo sostegno per la sicurezza di Israele, anche di fronte alle minaccia di gruppi terroristici sostenuti dall'Iran, come Hezbollah".
E' quanto si legge nel comunicato della Casa Bianca che riferisce del contenuto del colloquio tra i due leader che hanno anche espresso apprezzamento per "l'incontro che si svolgerà il 15 luglio tra le loro squadre di sicurezza nazionale nel format dello Strategic Consultative Group".
Da parte sua il premier israeliano, dopo aver fatto gli auguri agli Stati Uniti in occasione della loro Festa dell'Indipendenza, ha "ringraziato il presidente per il suo continuo e saldo sostegno alla sicurezza di Israele".
Reuters, fonti israeliane: da Hamas “svolta significativa”
Fonti israeliane alla Reuters hanno detto che la proposta di accordo presentata da Hamas contiene una “svolta molto significativa”.
Biden a Netanyahu: bene invio team negoziale
Nel colloquio telefonico avuto oggi, Joe Biden e Benjamin Netanyahu "hanno discussi gli sforzi in corsi per finalizzare un accordo per il cessate il fuoco insieme al rilascio degli ostaggi, come indicato dal presidente Biden, sostenuto dal Consiglio Sicurezza Onu, dal G7 e da Paesi di tutto il mondo". E' quanto si legge in un comunicato della Casa Bianca in cui si aggiunge che i due leader "hanno discusso delle recenti risposte ricevute da Hamas". "Il presidente ha salutato la recente decisione del primo ministro di autorizzare i suoi negoziatori a dialogare con i mediatori di Usa, Qatar e Egitto nel tentativo di chiudere l'accordo", aggiunge la Casa Bianca.
Netanyahu informa Biden su delegazione per negoziati Gaza
Benjamin Netanyahu in un colloquio telefonico con il presidente Usa Joe Biden lo ha informato "della sua decisione di inviare una delegazione per proseguire i negoziati per il rilascio degli ostaggi". Al tempo stesso ha ribadito a Biden "i principi su cui si impegna Israele, primo fra tutti quello di porre fine alla guerra solo dopo aver raggiunto tutti i suoi obiettivi". Netanyahu si è quindi congratulato con Biden "per il Giorno dell'Indipendenza americana". "Senza gli Usa - ha detto - non c'è libertà nel mondo". Biden - secondo l'ufficio di Netanyahu - ha affermato che "senza Israele non c'è sicurezza per gli ebrei nel mondo".
Media, Hamas non cede su tregua permanente e ritiro Idf
Hamas non cede sulla richiesta di un cessate il fuoco permamente e sul ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza. Lo riporta il portale libanese Al Mayadeen, considerato vicino a Hezbollah, che pubblica alcuni dettagli sulla risposta di Hamas all'ultima proposta di accordo per una tregua in cambio del rilascio di ostaggi, su cui è in corso una valutazione da parte dei funzionari israeliani. Le modifiche proposte da Hamas, sostiene una fonte sentita da Al Mayadeen, non inciderebbero sulle "questioni essenziali" dell'intesa. Oltre a insistere su tregua permanente, ritiro dell'Idf e ritorno degli sfollati nelle loro case, Hamas si rifiuterebbe di riconoscere un diritto di veto a Israele sui prigionieri palestinesi da rilasciare dopo l'entrata in vigore dell'accordo. Flessibilità verrebbe invece mostrata sulla clausola 8 della proposta, riguardante i negoziati da svolgere durante la prima fase di sei settimane della tregua, e 14, sul passaggio dalla fase uno alla fase due dell'intesa
Hamas: “A Gaza oltre 38 mila morti”
Il bilancio dei morti a Gaza ha superato i 38 mila. Lo ha riferito il ministero della Salute della Striscia, gestito dal gruppo militante palestinese, precisando che dall'inizio della guerra almeno 38.011 hanno perso la vita.
Erdogan: “Il mondo islamico collabori per fermare Israele”
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che il mondo islamico dovrebbe adottare immediatamente iniziative e lavorare assieme per fermare Israele, durante un incontro con l'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, nella capitale del Kazakhstan, Astana, in occasione del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Lo riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara.
Hezbollah annuncia un nuovo attacco con uno “squadrone” di droni
In un nuovo comunicato, Hezbollah ha annunciato poco fa un "attacco aereo condotto con uno squadrone di droni" contro una serie di posizioni militari israeliane in Alta Galilea. E questo in risposta all'uccisione ieri, da parte di Israele, di un comandante militare di alto rango di Hezbollah. Le posizioni colpite, secondo Hezbollah, sono il quartier generale della 91a brigata, recentemente creata nella caserma di Ayelet, di fronte a Maroun el-Ras (distretto di Marjayoun); il quartier generale della 7a brigata corazzata nella caserma di Katsavia, sulle alture del Golan siriano occupato. Altre postazioni colpite secondo quanto riferito da Hezbollah sono il quartier generale della regione nord (di Israele) nella base di Dado, di fronte a Bint Jbeil, la base di intelligence della regione nord a Mishar, di fronte a Maroun Ras, così come il quartier generale della 810a brigata Harmoun, nella caserma di Ma'aleh Golan, sull'altopiano del Golan occupato.
Hezbollah afferma di aver colpito anche la base principale della 146a brigata a Ilania, situata a est di Haifa, a circa trenta chilometri dalla linea di demarcazione tra i due paesi, oltre al quartier generale della brigata del Golan, sull'altopiano del Golan occupato, l'unità Egoz nella caserma Shraga, nel nord di Israele, a pochi chilometri dalla linea di demarcazione.
Israele risponde a raid Hezbollah, attacchi in sud Libano
L'esercito israeliano, dopo il nutrito lancio di razzi e droni da parte degli Hezbollah, sta ora colpendo le postazioni di tiro nel sud del Libano. Lo ha fatto sapere il portavoce militare.
Media: 200 razzi e droni Hezbollah contro nord Israele
na fonte di Hezbollah, citata da Al Jazeera, sostiene che il gruppo libanese ha lanciato oltre 200 razzi e 20 droni contro le basi militari del nord di Israele. Le forze israeliane di difesa (Idf), al momento, non hanno commentato l'attacco ma secondo il capo del consiglio regionale del Golan, citato da Times of Israel, un grande attacco con razzi e droni ha provocato diversi incendi. "Sono caduti principalmente in aree aperte, ma hanno innescato incendi", ha affermato. Sirene d'allarme, intanto, suonano in diverse località del nord, dalla Galilea occidentale alle città di Acri e Nahariya. Sirene anche nell'Alta Galilea e sulle alture del Golani.u X le forze israeliane (Idf) confermano sono stati rilevati circa 200 lanci di razzi e 20 droni provenienti dal Libano, alcuni dei quali sono stati intercettati e abbattuti. In risposta caccia israeliani hanno colpito obiettivo di Hezbollah a Ramyeh e Houla, nel sud del Libano.
L’ex ostaggio Noa al funerale della madre: “Se sono forte è grazie a te”
Se Noa Argamani è quella "persona forte" che ha superato la drammatica prova della reclusione da parte di Hamas è grazie a sua madre, morta tre settimane e mezzo dopo la sua liberazione. "Mi hai reso la persona forte che sono", ha detto la ventiseienne al funerale della madre, che ha potuto riabbracciare prima che soccombesse a una grave forma di tumore al cervello. "Mia madre, la migliore amica che ci sia, la persona più forte e bella che abbia mai conosciuto. Sono qui oggi ed è ancora difficile per me accettarlo - ha detto Noa durante il funerale - Contro ogni previsione, ho avuto il privilegio di essere con te nei tuoi ultimi momenti e di ascoltare le tue ultime parole. Grazie per essere stato forte e aver resistito in modo che potessi vederti almeno un'altra volta e perchè papà non fosse lasciato solo", ha detto, secondo quanto riferisce il Times of Israel. Noa Argamani è diventata un simbolo dei rapimenti di Hamas il 7 ottobre per un video che la ritraeva mentre i miliziani la allontanavano dal suo ragazzo, con il quale stava partecipando al festival musicale Nova, a bordo di una moto. Le sue urla, il giovane volto sconvolto dalla paura mentre veniva portata via dai rapitori, avevano fatto il giro del mondo. E' stata liberata lo scorso 8 giugno, dopo 8 mesi di prigionia, durante una clamorosa operazione dell'esercito israeliano a Nuseirat assieme ad altri 3 ostaggi.
L’indiscrezione: Netanyahu convocherà consiglio sicurezza su proposta Hamas
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu convocherà una riunione del consiglio di sicurezza per discutere le proposte di Hamas su un possibile cessate il fuoco e un accordo per la liberazione degli ostaggi. Lo ha detto una fonte dello staff del capo del governo citata dal Times of Israel. Prima della riunione, Netanyahu consulterà i suoi rappresentanti al negoziato mediato da Qatar, Egitto e Usa.
Israele, colpiti obiettivi Hezbollah nel sud del Libano
Durante la scorsa notte, l'esercito israeliano ha colpito "obiettivi terroristici di Hezbollah nel sud del Libano, compresa una struttura militare nella zona di Chihine e altre 3 strutture nell'area di Blat". Lo ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che "soldati hanno aperto il fuoco per rimuovere una minaccia a Chebaa sempre nel Libano meridionale".
Usa: “Distrutti 2 siti radar e 2 droni marini degli Houthi”
Le forze statunitensi hanno distrutto nelle ultime 24 ore due siti radar degli Houthi nello Yemen e due droni marini (Usv) nel Mar Rosso: lo ha reso noto su X il Comando centrale Usa (Centcom).
"È stato stabilito che i siti radar e gli Usv rappresentavano una minaccia imminente per gli Stati Uniti, le forze della coalizione e le navi mercantili nella regione - si legge nel messaggio -. Questa azione è stata intrapresa per proteggere la libertà di navigazione e rendere le acque internazionali più sicure e protette".