Elezioni nel Regno Unito, ecco la valanga laburista di Starmer. E Sunak ora rischia anche il seggio
di Enrico FranceschiniLONDRA — Il Sun di proprietà di Rupert Murdoch, il più popolare tabloid di destra, dà il proprio endorsement al Labour, come già fece nel 1997 con Tony Blair: «È ora di cambiare», scrive in un editoriale. Rishi Sunak confida ai suoi che teme perfino di perdere il proprio seggio da deputato: se succedesse, sarebbe la prima volta nella storia che un premier uscente, oltre a essere battuto alle urne, non riesce nemmeno a restare in parlamento.
Il suo predecessore Boris Johnson, che pure non lo ama perché Sunak, con le sue dimissioni da ministro del Tesoro, nel 2022 diede la spallata per fargli perdere il potere, scende in campo per la prima volta in questa campagna elettorale: «I nostri diverbi personali contano poco rispetto a quanto rischiamo come partito». Il ministro del Lavoro conservatore Mel Stride parla apertamente di «una vittoria senza precedenti» per il Labour. E l’ex-ministra Suella Braverman, tra quelli che vorrebbero candidarsi a leader dei Tories dopo una disfatta al…
LONDRA — Il Sun di proprietà di Rupert Murdoch, il più popolare tabloid di destra, dà il proprio endorsement al Labour, come già fece nel 1997 con Tony Blair: «È ora di cambiare», scrive in un editoriale. Rishi Sunak confida ai suoi che teme perfino di perdere il proprio seggio da deputato: se succedesse, sarebbe la prima volta nella storia che un premier uscente, oltre a essere battuto alle urne, non riesce nemmeno a restare in parlamento.
Il suo predecessore Boris Johnson, che pure non lo ama perché Sunak, con le sue dimissioni da ministro del Tesoro, nel 2022 diede la spallata per fargli perdere il potere, scende in campo per la prima volta in questa campagna elettorale: «I nostri diverbi personali contano poco rispetto a quanto rischiamo come partito». Il ministro del Lavoro conservatore Mel Stride parla apertamente di «una vittoria senza precedenti» per il Labour. E l’ex-ministra Suella Braverman, tra quelli che vorrebbero candidarsi a leader dei Tories dopo una disfatta alle elezioni, ammette: «Per noi è finita».
Oggi si vota nel Regno Unito e l’unico interrogativo è se il partito laburista vincerà largamente, con una maggioranza di circa 80 seggi, o se trionferà con un risultato storico, una maggioranza intorno ai 200 seggi. Il vantaggio del Labour nei sondaggi è calato di due-tre punti negli ultimi giorni, sull’onda dei falsi allarmi lanciati dai conservatori su aumenti delle tasse e spauracchio di una dittatura della sinistra, ma è pur sempre un largo 40 a 23%. In ogni caso, concordano i commentatori inglesi, il leader laburista Keir Starmer domani andrà a giurare davanti a re Carlo e poi entrerà a Downing Street come nuovo primo ministro, mettendo fine a 14 anni di governi conservatori. Le sue ultime parole nel comizio finale mirano ancora una volta ad attirare i voti dei delusi dai conservatori: «Non prevedo che il nostro Paese rientrerà nell’Ue durante l’arco della mia vita».
L’interrogativo parallelo è quanto caleranno i Tories: secondo alcuni rilevamenti potrebbero crollare dagli attuali 355 seggi fino a 60, finendo addirittura alle spalle dei liberaldemocratici, a cui ne vengono pronosticati 71. C’è attesa infine per capire quanti seggi prenderà Reform, dato al 15%, il nuovo partito del paladino della Brexit Nigel Farage, che aspira a diventare il futuro capo di una destra nazionalista e populista. L’ultima parola di Sunak è mesta: «Accetterò la responsabilità di una sconfitta». Se perderà il seggio, molti scommettono che andrà a vivere in California, come quando era soltanto un ricco banchiere.