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Carne da cannone: Mosca sacrifica i soldati per “stancare” l’esercito ucraino e spiarne le tattiche

L’offensiva d’estate di Mosca ancora non si è materializzata, ma le operazioni di guerra nell’est ucraino sono intense
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L’attesa offensiva d’estate della Russia per ora non si è materializzata, ma le operazioni di guerra nell’est ucraino sono intense e fonti militari dell’Ucraina citate dalla Bbc parlano di “ondate di truppe russe” mandate all’assalto, una dopo l’altra e con perdite molto alte per la Russia. I soldati ucraini usano espressioni come “effetto tritacarne” e “tattiche da Unione Sovietica” per descrivere quello che vedono, intere unità di russi che provano ad avanzare ma sono spazzate via dal fuoco che arriva dalle trincee e dai droni. Oggi nel caso migliore per loro, spiegano le fonti ucraine, queste avanzate a caro prezzo permettono ai russi capire come sono disposti i soldati nemici e da dove sparano. A volte finiscono con la conquista di cento o duecento metri di terreno.

In molti notano la differenza con le tattiche ucraine, che sono in genere molto più attente alle perdite, anche perché Kiev non si può permettere di sprecare soldati. In questa fase della guerra i russi tentano di…

L’attesa offensiva d’estate della Russia per ora non si è materializzata, ma le operazioni di guerra nell’est ucraino sono intense e fonti militari dell’Ucraina citate dalla Bbc parlano di “ondate di truppe russe” mandate all’assalto, una dopo l’altra e con perdite molto alte per la Russia. I soldati ucraini usano espressioni come “effetto tritacarne” e “tattiche da Unione Sovietica” per descrivere quello che vedono, intere unità di russi che provano ad avanzare ma sono spazzate via dal fuoco che arriva dalle trincee e dai droni. Oggi nel caso migliore per loro, spiegano le fonti ucraine, queste avanzate a caro prezzo permettono ai russi capire come sono disposti i soldati nemici e da dove sparano. A volte finiscono con la conquista di cento o duecento metri di terreno.

In molti notano la differenza con le tattiche ucraine, che sono in genere molto più attente alle perdite, anche perché Kiev non si può permettere di sprecare soldati. In questa fase della guerra i russi tentano di andare all’attacco e gli ucraini trincerati si difendono e chi attacca soffre sempre molte più perdite di chi si difende. Alcune fonti militari si spingono a dire a Repubblica che per questo motivo la controffensiva ucraina dell’anno scorso non andava fatta, perché era meglio risparmiare le forze e l’equipaggiamento donato dagli alleati e lasciare che fossero le ondate russe a spezzarsi contro le difese ucraine e non viceversa.

Una settimana fa il New York Times ha scritto che a maggio la Russia secondo fonti di intelligence americane ha perso in media mille uomini al giorno fra feriti e morti, che è la cifra più alta dall’inizio dell’invasione. Il 10 maggio l’esercito russo ha cominciato un’offensiva dal confine a nord della città di Kharkiv, ma ha preso poco territorio, non è riuscito ad arrivare a tiro d’artiglieria della metropoli e adesso sta arretrando. Finora il risultato principale di quell’offensiva per Putin è stato convincere gli alleati dell’Ucraina a dare il permesso agli ucraini di usare le armi anche sul territorio russo contiguo al confine – in pratica poca ciccia militare e un grande autogol politico. Nel Donbass le cose per i russi vanno meglio e avanzano di pochi chilometri qui e là, ma si tratta di guadagni risicati, dell’ordine dello zero virgola qualcosa di terreno rispetto al totale della regione.

Questa scelta ottusa si affida per avanzare sull’unico grande vantaggio che l’esercito russo ha contro quello ucraino, che è disporre di un serbatoio di arruolamento forzato molto più ampio perché la popolazione della Russia è più numerosa di quella dell’Ucraina. La tattica delle ondate umane può funzionare a favore di Mosca e nel maggio 2023 ha portato alla conquista di Bakhmut, una piccola città del Donbass, dopo una battaglia urbana durata quasi un anno. A febbraio, dopo due anni di pressione, i russi hanno preso anche la città di Avdiivka e hanno costretto i soldati ucraini a una fuga disordinata. Secondo gli stessi dati dell’intelligence americana citati qui sopra, la Russia riesce ad arruolare circa venticinquemila-trentamila reclute ogni mese, quindi a riempire i vuoti nei ranghi. Secondo fonti militari di Repubblica, la volontà di queste reclute russe di far parte delle “ondate di carne” mandate contro le postazioni ucraine varia molto. I soldati russi con molti mesi di esperienza in Ucraina diventano esperti nell’evitare le avanzate più pericolose. Inoltre cominciano ad avere accumulato molti soldi, grazie ai premi in denaro che spettano a chi viene inviato al fronte, e quindi l’incentivo a evitare i combattimenti, se possibile, è ancora più forte.

L’offensiva d’estate della Russia, quindi uno sforzo ben organizzato per sfondare le linee di difesa ucraine in punti specifici e guadagnare terreno, con lo scopo di negoziare da una posizione di vantaggio, non è ancora partita. L’anno scorso quella ucraina era cominciata l’8 giugno, per sfruttare il più possibile le giornate estive – quindi il periodo migliore per combattere, rispetto ai mesi del gelo invernali e al fango delle stagioni di mezzo. Si poteva pensare che a maggio l’affondo russo verso Kharkiv fosse una manovra di preludio alla vera offensiva, ma per adesso si vede il solito: una pressione militare costante che produce un attrito violento lungo tutta la linea del fronte.

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