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Elezioni in Francia, la Russia saluta la “politica estera sovrana” di Le Pen

Il ministero degli Esteri russo festeggia la “rottura coi dettami” di Usa e Ue. E i commentatori di Mosca si rallegrano per la sconfitta di Macron e sperano nel caos a Parigi
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La Russia è uscita allo scoperto. “Il popolo francese è alla ricerca di una politica estera sovrana che serva i propri interessi nazionali e di una rottura con i dettami di Washington e Bruxelles. I funzionari francesi non potranno ignorare questi profondi cambiamenti negli atteggiamenti della stragrande maggioranza dei cittadini”, ha commentato in un briefing il vice portavoce del ministero degli Esteri russo Andrej Nastasin. Commento ripreso sui social media e corredato da una fotografia di Marine Le Pen per non lasciare spazio ad ambiguità. Anche se Nastasin ha messo subito le mani avanti osservando che nessuna campagna elettorale in Occidente “è completa senza giocare la carta anti-russa, etichettando gli oppositori come agenti del Cremlino”.

La Russia è uscita allo scoperto. “Il popolo francese è alla ricerca di una politica estera sovrana che serva i propri interessi nazionali e di una rottura con i dettami di Washington e Bruxelles. I funzionari francesi non potranno ignorare questi profondi cambiamenti negli atteggiamenti della stragrande maggioranza dei cittadini”, ha commentato in un briefing il vice portavoce del ministero degli Esteri russo Andrej Nastasin. Commento ripreso sui social media e corredato da una fotografia di Marine Le Pen per non lasciare spazio ad ambiguità. Anche se Nastasin ha messo subito le mani avanti osservando che nessuna campagna elettorale in Occidente “è completa senza giocare la carta anti-russa, etichettando gli oppositori come agenti del Cremlino”.

Nei giorni scorsi, invece, Dmitrij Peskov, portavoce di Vladimir Putin, si era limitato a dichiarare che il Cremlino stava “seguendo molto da vicino” le elezioni francesi e aveva descritto “le preferenze degli elettori” come un riflesso di precedenti tendenze emergenti. Più esplicito il presidente della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, Vjacheslav Volodin: aveva detto che il popolo francese stava votando contro l’attuale leadership e si stava orientando verso una politica più orientata al nazionalismo. Una tendenza, a suo dire, simile a quella statunitense e britannica.

I rapporti tra Rn e Mosca

Nessuna sorpresa. In passato, il Rassemblement National si è opposto alle sanzioni europee antirussa seguite al conflitto in Ucraina. E nel 2014, per finanziare la campagna elettorale locale, aveva ottenuto da una banca russa un prestito da nove milioni di euro che ha finito di rimborsare soltanto l’anno scorso.

Tuttavia, durante la campagna per le parlamentari europee e ora per quelle francesi, il partito di estrema destra francese sembra avere preso le distanze da Mosca nel tentativo di apparire più rispettabile e placare le preoccupazioni dei partner internazionali della Francia.

Qualche giorno fa ha rimosso dal programma presidenziale 2022 l’invito a una “alleanza” più stretta con la Russia e all’uscita dalla Nato. Mentre il neoleader di Rn Jordan Bardella ha sì ribadito il “no” del partito all’invio di missili a lungo raggio e soldati in Ucraina, ma si è spinto a riconoscere la Russia come una minaccia promettendo che il suo partito non avrebbe permesso alla Russia di “assorbire” l’Ucraina.

“Una Francia caotica”

Poco importa. A Mosca nessuno si illude che Parigi adotterà di punto in bianco una politica filo-russa. Benché è improbabile che il Rn riesca a ottenere la maggioranza assoluta al secondo turno e a formare un governo, sono tutti consapevoli che, una volta al potere, le ragioni di governo prevalgono anche per i partiti più estremisti.

“Non dovremmo aspettarci un miglioramento nelle relazioni tra Parigi e Mosca dopo le elezioni legislative”, ha affermato ad esempio Vladimir Dzhabarov, vicepresidente della Commissione Affari Esteri. “Non bisogna esagerare l'importanza del Rassemblement National e la sua influenza sulla politica francese”, ha avvertito l’analista Georgij Bovt parlando alla radio russa Bfm e ricordando che “i dirigenti di Rn hanno già fatto sapere che il sostegno francese all'Ucraina non sarà messo in discussione”.

Quello che conta però per la Russia è il fallimento della coalizione Ensemble di Emmanuel Macron che, con le sue proposte da “falco” in Ucraina, negli ultimi mesi aveva destato le sue ire. E il caos che ne seguirà. Quanto meno “la retorica anti-russa si attenuerà”, dice il politologo Sergej Fedorov.

Mentre i commentatori di Rt, ex Russia Today, gongolano. Sergei Strokan è sicuro: “Incapace di perseguire politiche significative e creative come presidente, Macron è tuttavia ancora capace di continuare a dividere e distruggere il Paese pur rimanendo al potere. Questo è ciò che, a quanto pare, continuerà a fare”.

(reuters)

E Vladimir Kornilov osserva: “Macron e il macronismo hanno perso. Il narcisismo del presidente francese, dal quale anche i suoi sostenitori hanno cercato di prendere le distanze durante le elezioni, sarà per molto tempo oggetto di studio da parte di politologi, psicologi, storici e forse anche psichiatri. E se questo narcisista sarà in grado di continuare a governare la Francia è una grande domanda. Egli stesso ha programmato il suo conflitto con il futuro governo e parlamento. E questo è il principale risultato delle elezioni del 2024 in Francia”.

Come osserva la politologa indipendente Tatiana Stanovaja, “Putin desidera una Francia “pragmatica”, pronta a trattare efficacemente con la Russia evitando un’ulteriore escalation, o una Francia caotica. Attualmente, quest’ultima sembra molto più probabile, mentre la prima appare praticamente irrealistica. Ma una Francia disordinata soddisfa comunque Putin come male minore rispetto alla politica di Macron”.

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